28 Ott

Quest’alce è mio! La recensione

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Alfredo un giorno incontra un alce e decide di farne il suo amico speciale. Così gli dà un nome – Marcello – (con tanto di etichetta di riconoscimento appesa alle corna) e comincia a seguirlo ovunque, elencandogli le regole da rispettare per diventare un provetto animale da compagnia. Istruire Marcello è però ben difficile, soprattutto perchè l’alce non sembra molto convinto di voler seguire gli insegnamenti del bambino. Per di più, Alfredo si rende conto con grande disappunto che qualcun altro pensa di essere il propretario dell’animale, scoperta a dir poco terribile che il bambino fa quando incontra una vecchietta che non solo chiama Marcello a sè con il nome di Rodrigo, ma che lo conquista con mele succose distogliendolo dai faticosi tentativi di Alfredo di dimostrare il possesso dell’indifferente e goloso animale.

 

 

È proprio dopo questa deludente scoperta che Alfredo rimane bloccato nella foresta di notte, obbligato ad affrontare tutti quei mostri che animano le sue più oscure paure e che prendono forma dal bosco frondoso. Quando, dopo ore di riflessiva solitudine, capisce che forse non sarà mai davvero proprietario dell’alce, Marcello arriva a metterlo in salvo, riconquistando la simpatia e la fiducia del suo piccolo amico.

 

In un incantato paesaggio montano in cui si muovono i divertenti personaggi disegnati con pochi ed elementari tratti che rendono la loro ironia ancor più esilarante e la loro dolcezza ancor più vera, Oliver Jeffers, autore ed illustratore di questa simpatica storia pubblicata in Italia nel 2013 da Zoolibri, ci presenta l’incontro di due mondi: quello umano e quello animale, affrontando tematiche che sarebbero in qualsiasi “manuale del bravo bambino” alle prime prese con il mondo e la vita: il rispetto per gli altri, il confronto con le proprie paure, la scoperta del mondo reale. Tutti insegnamenti che portano Alfredo ad accettare l’alce per quello che è, senza però per questo smettere di sperare che Marcello segua le sue strambe e dettagliate istruzioni. Quello che cambia è che ora il bambino lo fa senza spazientirsi troppo, anche se il grosso animale preferisce fermarsi a sgranocchiare qualche mela succulenta o trotterellare libero e spensierato nella foresta tra alberi e laghetti.

 

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