Benedetta Manuka

Benedetta Manuka

Mi chiamo Benedetta Manuka.

Universitaria all’ultimo anno, studio scienze della comunicazione e d’estate mi diverto a fare l’animatrice, per viaggiare tanto e spendere poco. Vivendo in Italia sono ovviamente squattrinata ma con grandi sogni. Volevo scrivere un libro. Fare un Master in giornalismo. Viaggiare per il mondo, per scoprirlo. Comprare una mega macchina fotografica.

Possedevo 40 euro. Ho comprato le Winston Blu e ci ho pianto sopra. Così ho pensato di scrivere gratuitamente e aprire un blog. Magari un giorno mi permetterà di lavorare in una redazione, così da diventare direttore e poi... Ecco che ci risiamo. Sogni più ambiziosi di quelli di Bill Gates a 19 anni. Vado a prendere il Gewurtztraminer. Con il Brie e il pane. è stata la mia spesa di oggi e me la godo fino in fondo, va.

URL del sito web: http://themilanstoryteller.wordpress.com

L’idea del Punk è andare oltre le barriere, essere anti establishment. La couture vuole invece andare oltre la moda per farci vivere emozioni fantastiche o angoscianti. Lo spirito è quello individualistico di due generi opposti che si mischiano per creare qualcosa di unico, fatto di contrasti.Associazioni sempre più forti tra punk e Haute Couture si sono incontrati alla mostra di moda del Met (leggi il nostro reportage qui), facendo emergere le somiglianze tra le due estetiche grazie anche a pionieri del genere come Vivienne Westwood.


L’estetica del punk si basa su jeans super aderenti, eyeliner marcato su pelle bianchissima, il nero come colore predominante. Le creepers, le Dr. Martens, spille e buchi, per marcare una personalità controcorrente alle attese e agli insegnamenti della società, esattamente come la couture: se la moda sforna pencil skirt al ginocchio, la couture propone abiti con spalle a piramide. Due pensieri che si rincorrono.

 

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L’icona è Sid Vicious, a cui poi si sono ispirati i Nirvana e gran parte del mondo del Punk. A livello di immagine inizia una corrente in cui le presone non sorridono, per i punk tutto è malessere, espressioni di disgusto accompagnano smorfie schifate. Da qui, stilisti come la Westwood e Galliano impostano la loro idea di moda: ci si ispira alla customizzazione, ai buchi alle maglie, le spille sulle giacche. Tutto ciò che nel punk è self made diventa fonte di ispirazione per i designer (in Italia il primo fu Gianni Versace). Aggressività, provocazione sessuale e materiali forti prendono il posto del vecchio concetto preppy e ladylike della moda, diventando i protagonisti di una corrente artistica che non si fermerà a una stagione, ma attraverserà i decenni.

La mostra annuale del Costume Institute del Met di New York apre il 9 Maggio, si chiamerà Punk: from Chaos to Couture e terminerà l’undici Agosto. Per chi dovesse passare da New York.

 

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Lavorare nella moda è sicuramente stimolante. Una delle mie giornate preferite è sicuramente la giornata degli shooting. Preparare un lookbook è sempre la prova del nove: capire come stanno gli abiti, azzeccare gli abbinamenti e il make up. Scegliere la modella perfetta per la collezione.

Divertimento a mille, si, e litri di caffè. Qualche chiacchera, gli scatti, gli occhi puntati sulla macchina fotografica. Si corre e gli stand sono pieni di abiti per gli outfit. La mia giornata tipo in questi casi prevede la sveglia alle 6, un outfit composto da abito semplice e stivali bassi, maxibag e l'agenda sempre alla mano, per appuntarsi proprio tutto. E sul set? Si sceglie il make up abbinandolo ai capelli in base all'effetto che si vuole dare: si passa dal maxiraccolto con rossetto rosso sofisticato a capelli a onde e smokey eyes rock nel giro di mezz'ora (un trucco del mestiere: se la mattina non avete voglia di stendere il fondotinta basta una passata di terra e fissare il tutto con la cipria trasparente). I cambi d'abito durante la giornata possono essere anche 150 (immaginate la modella!).

Il momento dello shooting è circondato da surreale silenzio. Si scelgono le pose con il fotografo e cessa qualsiasi rumore. Altro tips rubato alla make-up artist: per avere capelli voluminosi per tutto il giorno, basta passare una passata di borotalco alla radice, a testa in giù, e fissare con un velo di lacca. Poi la scelta delle foto, il momento forse più critico e pesante. Ma anche dopo 8 ore passate su photoshop, quando vediamo il lookbook finito si tira un sospiro. Anche per oggi ce l'abbiamo fatta. Qui trovate il reportage della mia giornata, per curiosare dietro le quinte: http://themilanstoryteller.wordpress.com/2013/04/02/tuesday-seen-by-me/ 

 

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Le tracolle e le postine saranno l'accessorio must have della bella stagione. Pratiche, comode, lasciano le mani libere e si possono usare 24 ore su 24, di giorno e di sera, con qualsiasi outfit. La grandezza è media, la catena extralunga. L'unica regola? Deve essere coloratissima! Prendete ispirazione dai due marchi che le hanno proposte in chiave moderna e rieditate dai modelli del passato che hanno fatto la storia: Celine ed Hermes. Se per quasi tutte resta un sogno, puntate ai modelli proposti dalle catene low cost: da Zara, Mango e Pull&Bear ne troverete di davvero interessanti a prezzi accessibili. Non potrete davvero farne a meno: di giorno scegliete un colore che spazia dal sabbia al beige, fino al marrone, e abbinateli a jeans, sneakers e tshirt per un look supersportivo. Oppure, sì al verde smeraldo: con pants pastello e blazer colorati trasforma qualsiasi look in un outfit glamour.

 

 

Per la sera potete staccare la tracolla e trasformare la borsa da giorno in una clutch da party, abbinandola a tacchi altissimi e tuxedo maschili per un look androgino ma sofisticato. Oppure, scegliete una tracolla preziosa, magari dorata, da abbinare a miniabiti e sandali flat. Di notte optate per materiali ricercati, come il rettile o il coccodrillo.

 

 

 I colori? Blu, arancione e giallo ravvivano anche il più semplice little black dress.

Se invece indossate un abito colorato, sì al nero, ma in pelle shine. Effetto diva d'altri tempi.

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Questa primavera vedrà protagonisti i gioielli: vistosi, eccentrici, particolari.

Ravvivano un outfit e vanno scelti con cura, diversi per il giorno e per la sera. Il vero trend? Come maison Bulgari insegna, sarà l'anno del serpente: bracciali avvolgenti a spirale con dettagli preziosi e testa dell'animale in bella vista. I colori su cui puntare? Il verde smeraldo e l'argento, anche per la bigiotteria più semplice. L'oro? Troppo pesante, troppo invernale.

 

 

Non indosseremo più una cascata di bracciali ai polsi. Scegliete un solo bracciale, ma che si faccia notare. Un bangles, un multigiri o i cuff xxl. Le polsiere saranno le vere protagoniste, con forme esasperate e in technicolor. Niente mezze misure nemmeno per i materiali, che spaziano dal legno, al bamboo, al metallo e plastica. Ma attenzione: devono essere essenziali, senza troppi brillantini o strass.

Si inverte il trend per gli anelli. Tanti, tantissimi, su ogni dita se volete. Addio teschi e corci: sì ai dettagli design, intrecci, fiori, animali, o semplicissime fedine ma macro. L'argento è un vero must, e le pietre dure tornano alla grande per un effetto boho chic metropolitano. I colori? Lo smeraldo è il top, oppure il rosa pallido e il giallo acceso. Postilla: necessitano di una manicure e prova di imperfezione!

 

 

Le collane diventano essenziali. Un solo ciondolo che questa primavera sarà rotondo, magari con cordino in cuoio. Sussurate e mai eccessive, si portano in versione extra long. Per la sera invece, sovrapponetene 2 o 3 di varie lunghezze, ma sempre molto fini e sottili: non sbaglierete e darete luce al viso in modo soft.

Capitolo a parte per gli orecchini: i grandi cerchi e le perle lasciateli nel cassetto fino alla prossima stagione. Preferite anche qui le pietre dure, ma non esagerate con la grandezza. Oppure, puntate su un orecchio molto punk: orecchini sottili e in argento, ma su tutto l'orecchio.

E per la sera? Provate con le piume. Successo garantito.

 

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