Ho letto di recente un articolo che mi ha fatto riflettere su un tema che non avevo mai preso in considerazione prima d’ora. 

Parlando di crisi e di lavoro, c’è un risvolto che toccherà da vicino le donne in tempi brevi.

Pare infatti che la pesante crisi economica, vissuta negli ultimi anni, abbia inciso particolarmente sui settori produttivi (costruzioni, case automobilistiche, componentistica, ecc.). Operai e manovali più o meno specializzati lasciati a casa per tagli o fallimenti. Ovviamente la maggior parte di loro sono uomini, essendo il settore produttivo a taglio principalmente maschile. 

Le donne rappresentano invece la maggioranza nei settori dei servizi e nella pubblica amministrazione. Entrambi questi mondi hanno sì sentito la crisi, ma sicuramente in misura minore. Cosa ha portato tutto ciò? Il risultato è stata un’inattesa inversione dei ruoli: in molti nuclei famigliari è la donna ad avere il posto fisso sicuro o a rappresentare "nei casi più estremi" l’unico reddito della famiglia in seguito al licenziamento del compagno. 

Questo dato sembra in contrapposizione a quello che riporta un tasso di precariato più alto nella popolazione femminile (oltre che ad una maggiore discriminazione al momento delle assunzioni). Ma in effetti le due realtà coesistono. Le donne certamente sono più svantaggiate nel mondo del lavoro, ma la crisi ha colpito di più l’universo maschile. 

Oltre a questo, c’è anche un’attitudine che differenzia le lavoratrici dai colleghi maschi. La DETERMINAZIONE. Le donne sono più abituate a rimboccarsi le maniche e a non scoraggiarsi davanti ai momenti di crisi. La natura ci ha dotate di un’innata capacità di ripresa e di orientamento al risultato, che riflettiamo anche sul posto di lavoro. E questo non può che giocare a nostro favore. 

Pensaci bene: il nostro modo di gestire la casa, di organizzare la vita famigliare, di controllare le spese e di massimizzare il risparmio, sono tutte capacità che possiamo giocarci sul posto di lavoro. E dobbiamo farlo proprio perché in questo delicato contesto economico, saranno armi indispensabili per la ripresa. 

Senza contare che a livello di gestione della clientela, le donne hanno sicuramente una SENSIBILITA’ e una capacità empatica superiore. In un momento come questo dove i clienti sembrano fuggire chissà dove, avere collaboratrici in grado di instaurare rapporti di fiducia e comprensione non può che essere gradito. 

Se saremo abbastanza brave da APPROFITTARE di questo momento storico per far emergere le nostre capacità agli occhi dei nostri “capi”, potremo veramente dare una svolta decisiva al mondo del lavoro femminile, dando un forte messaggio di quanto il nostro apporto sia indispensabile. 

Il succo di tutto ciò, quindi, è un messaggio in 3 parti:

•se hai un lavoro, fai in modo di emergere in questo difficile momento economico facendo leva sulle capacità che tu hai e che ai tuoi colleghi mancano;

•attingi a tutta la tua esperienza: gestire la casa e la famiglia ti hanno dato una capacità organizzativa incredibile, fanne tesoro e trasportala anche sul lavoro;

•se stai cercando lavoro, riscrivi il tuo curriculum enfatizzando la tua capacità di gestire le situazioni di crisi, la tua determinazione, la tua organizzazione e pragmaticità, l’empatia e la fiducia che sai trasmettere ai clienti.     

In questo momento le aziende hanno bisogno di persone così. In questo momento le aziende hanno bisogno delle DONNE. E quindi in bocca al lupo per il tuo prossimo colloquio.

 

Mancano poche settimane al 25 dicembre e l'unica cosa che sembra già essere nell'aria è il freddo, mentre quel “profumo” di Natale quest'anno ancora non si sente.

Già in questi giorni passeggiando per le città si possono vedere cieli di luci, alberi di Natale e vetrine addobbate, eppure nemmeno questo sembra accendere lo spirito del Natale degli italiani. Sarà la crisi, la vera responsabile di tutto, che secondo i ben informati quest'anno farà trovare sotto gli alberi molti meno regali.

 

 

Ci sono stati tempi passati in cui i nostri nonni e bisnonni non se la passavano di certo meglio, anzi diciamo pure che nei racconti del loro Natale da bambini non c'erano né regali, né così tanti addobbi per le strade e in casa eppure a loro per sentire lo spirito natalizio bastava riunirsi tutta la famiglia vicino al fuoco a raccontare delle storie e ad intonare canti natalizi, questo gli per essere felici in quella magica notte.

Perché per noi non può essere così facile essere felici, come lo era per loro?

Forse perché oggi la società è riuscita a trasformare il Natale in una festa così tanto consumistica che se non ci riempiamo di regali e settimane bianche non sentiamo più lo spirito del Natale e non siamo felici???

Forse allora siamo solo tutti molto viziati e dovremmo imparare di nuovo a capire cosa vuol dire essere, nonostante tutto, persone fortunate ed imparare di nuovo ad accontentarci.

Sperando che quest'anno il vero miracolo del Natale sia per tutti la riscoperta dei veri valori e di ciò che possiamo avere anche senza avere molto, vi auguro un BUON NATALE, e se proprio “Lo Spirito del Natale” non dovesse arrivare, potrete sempre ritrovarlo nel romanzo “A Christmas Carol”, di Charles Dickens.

 

Ogni anno puntualmente l’arrivo del Natale si accompagna all’ansia e allo stress dello shopping natalizio. Una resa dei conti con il tempo, e con le nostre tasche. E si perché la scelta dei regali destinati ai nostri cari è condizionata non solo dal fatto di avere troppo poco tempo a disposizione ma anche dalle nostre possibilità economiche. La crisi economica che stiamo attraversando non ha cambiato soltanto le nostre abitudini, ma ha cambiato anche il contenuto dei doni sotto l’albero di Natale.

 

Di recente far fronte alle spese natalizie specie se non hai un lavoro stabile può diventare davvero dura. Molto spesso si rimedia con i classici lavoretti temporanei tra gli stand delle fiere natalizie, ma il più delle volte si finisce per affidarsi alle rinunce lavoratori e non, optando al Natale low cost. Ecco come lo sfarzo e il lusso, qualche peccatuccio durante le vacanze, come lo shopping tra le vie della Milano bene, il traffico e le luci del Champs-Élysées, diventano un miraggio; Cortina e Madonna di Campiglio lasciano poi il posto a casa dell’amico dell’amico degli amici e i luoghi per acquisti natalizi più gettonati diventano Outlet, Eurocenter e ancora Chinacenter. In casi come questi l’idea che i pensieri inaspettati anche se piccoli fanno sempre effetto consola. La formula del risparmio diventa indispensabile. Si risparmia in tutti i modi possibili, nelle quantità e nelle qualità. Se non altro la  calca di gente per accaparrarsi il regalo più carino al prezzo più basso in poche centinaia di metro quadro di negozio diciamolo fa anche un bel pò ridere, per non parlare delle file nei parcheggi, le multe, il traffico, e delle grandi abbuffate. Si potrebbe rinunciare a tutto, ma non al cibo, e infatti l’assalto agli scaffali dei supermercati all’apertura nel giorno delle offerte prenatali è una vera lotta all’ultimo sangue.

 

Ad ogni modo prima ci si premura di ultimare i regali per la vigilia di Natale, e in questi casi non badando alla forma, ma preoccupandosi che i conti tornino. Ecco che qualsiasi cosa se non eccessivamente costosa secondo di quanto disponiamo purchè impacchettabile può essere  destinata a regalo di Natale.  Ci si avvia per i negozi , senza avere la minima idea di cosa comprare anche se si preferisce sempre quel qualcosa che catturi la nostra attenzione, qualcosa che vada oltre, che susciti in noi curiosità, qualcosa che infrange le barriere dell’occhiata e fuga.

 

 

Ristrette possibilità economiche se non altro conservano il pregio di lasciare grande spazio all’immaginazione. In questi piccoli negozietti di low cost ci sono una miriade di oggetti di grande ingegneria che una low expense possa offrire, oggetti di cui per la maggior parte delle volte a stento se ne conosce l’uso, la destinazione.

Bisogna essere davvero fortunati a trovare qualcosa che colpisca direttamente noi e a pagarne la spese sono i poveri commessi, torturati dai incontentabili clienti che con pochi euro avanzano pretese da billionaire. Per non parlare di quando sfortunatamente in due ci s’imbatte sullo stesso oggetto rimasto tra l’altro ultimo.

Magari giunti all’apertura dei regali, non troveremo quanto vorremmo, ma se non altro avremmo ricevuto un doppio dono: ciò che di più ignoto e alieno la scatola conterrà e tante tante risate…

Come donna, probabilmente sei anche la responsabile del budget della tua famiglia. Per cui, conoscere qualche trucchetto per risparmiare e contenere gli sprechi può essere senza dubbio utile.

Oggi vediamo quelli che sono i 5 pilastri del risparmio…chissà se con questi piccoli accorgimenti tu e la tua famiglia potrete permettervi la vacanza che sognate da tempo!

REGOLA N. 1
Impara a chiedere lo sconto, sempre! Quando ti si chiede di aprire il portafoglio, non essere MAI passiva. Non esiste più la regola del paga e taci, alza la voce e vedi che risparmiare si può. Male che ti vada, ti dicono di no, e a quel punto puoi scegliere se andare da un’altra parte o acquistare lo stesso. Di sicuro non farai figuracce (magari la persona che hai davanti chiede più sconti di te quando va in giro). In ogni caso, ne vale sempre la pena.

REGOLA N.2
Sii infedele. Banche, assicurazioni, compagnie telefoniche, fornitori di luce & gas: sanno tutti che in generale noi italiani siamo pigri, e non abbiamo voglia di faticare per confrontare prezzi e cercare proposte migliori. E su questo ci guadagnano un sacco, perché non si sforzano di fare offerte più competitive e abbassare i prezzi, anzi, continuano ad alzarli. Sii più furba di loro, prenditi del tempo per vedere se la concorrenza offre di meglio, è tempo ben speso perché troverai spesso condizioni migliori.

REGOLA N.3
Cerca le occasioni di risparmio: c’è sempre il modo di spendere meno, o non spendere affatto. Esempi?
• Scegliere i FARMACI generici al posto di quelli di marca: sono assolutamente uguali a livello di qualità ed efficacia;
• Approfittare delle occasioni speciali e delle promozioni: ad esempio, conosci quei siti internet che ogni giorno ti mandano OFFERTE SCONTATE su settori diversi? Compri il coupon e lo usi quando vuoi, con riduzioni anche del 50, 60 o 70%;
• Al posto di chiamare col cellulare, perché non mandare un sms (così spendi meno) o un’email (così non spendi affatto)? Se la cosa non è urgente puoi usare mezzi di comunicazione alternativi alla costosa TELEFONATA;
• Al supermercato, guarda i PREZZI al kg, non il prezzo scritto in grande: è lì che si gioca la differenza per trovare i prezzi realmente più bassi;

 

 

REGOLA N.4
Riduci gli extra. So che farsi qualche regalo ogni tanto è salutare, ma diamoci un limite in modo da non trovarci brutte sorprese a fine mese. Affittare un dvd invece che andare al cinema, portarsi il pranzo al lavoro invece che andare sempre a mangiare fuori, prendere i libri in biblioteca invece di comprarli (magari anche letture che riguardano la gestione del risparmio così prendi 2 piccioni con una fava!). Questi sono solo esempi ma puoi scrivere la tua lista personalizzata in base alle tue spese.

REGOLA N.5
Metti da parte ogni mese una cifra fissa. Ogni volta che ricevi lo stipendio, appena ce l’hai sul conto, prendine una parte (il 10-15% possibilmente) e giralo su un altro conto corrente a tuo nome. Due regole insindacabili: non puoi togliere soldi da questo secondo conto corrente e devi versarci ogni mese una cifra fissa, senza eccezioni. Non dire che non riesci a mettere da parte nulla, se oggi ti abbassassero lo stipendio del 10-15% riusciresti a viverci lo stesso, ti adatteresti risparmiando di più, per cui so che puoi farlo. Alla fine dell’anno ti troverai un gruzzoletto non indifferente, che potrai usare come preferisci: le vacanze, un’auto nuova o semplicemente una riserva in caso d’emergenza (che fa dormire sogni più tranquilli ).

Buon risparmio!

 

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

Clicca qui per saperne di più

 

Niente paura, non si tratta di quell’insetto giallo e nero che produce miele, ma di un nuovissimo format commerciale che sta impazzendo in città e che sta producendo nuova linfa nel mercato del lavoro. Sto parlando proprio del noto tre ruote che, trasformato in un vero e proprio shop, si sposta seguendo i clienti.


Questa è l’idea di Moving Shop, un negozio che si muove perché realizzato su un’Ape appunto. Il tre ruote Piaggio viene allestito dalla casa e poi "personalizzato" di volta in volta per le esigenze del cliente. È possibile affiliarsi per acquisire un Ape da proporre ai clienti della propria città. Una buona idea in questi periodi di crisi. Ideata da Valeria Ferlini, ex indossatrice, laureata in filosofia, poi stilista, Moving Shop ha 21 Ape in giro per l'Italia (più due che stanno per "partire" in Costa Azzurra e a Barcellona).

I prodotti "trattati" sono principalmente l'abbigliamento e gli accessori, che vengono portati con gli Ape in posti insoliti e di grande attrattiva: la vendita viene curata da personale specializzato fornito insieme al mezzo.


E così abbiamo l’Ape Malandra (dal brasiliano=vagabonda) che vende capi di alta sartoria realizzati da donne per le donne. E la moda questa volta va incontro alla gente, si mostra, parla e propone un modo alternativo di fare shopping, un modo sicuramente divertente e alla portata di tutti. L’Ape Malandra oltre che per strada la incontri anche in alcune strutture ospedaliere grazie all’accordo con la Fieo (Fondazione istituto europeo di oncologia).

 

Sempre nell’ambito moda troviamo l’Ape di Sobimilla, un ape tutta rosa che vende abiti da donna e bambina realizzati a mano. La si incontra in alcuni eventi come il Chiostro in Fiera presso il Museo Diocesiano, o nel cortile del suo showroom in via Edolo 40.


Anche un noto brand di moda ha sposato l’idea del negozio itinerante: si tratta di Manebì che nel periodo pre-summer si aggira per le vie della movida milanese per promuovere le ultime collezioni di espadrillas.

 


Sul fronte del food, a Milano incontriamo la mitica Ape Bistrot, che va in giro in città a vendere ostriche e champagne. E stata in viale Montenero, in porta Romana, in piazzale Lima, in Buenos Aires. L’ape Bistrot abbina la raffinatezza di champagne e vini delle migliori marche alle ostriche e tartine di alta produzione artigianale e vuole ricreare l’atmosfera dei piccolo bistrot francesi con tanto di cameriere professionale vestito con gli antichi grembiuli d’epoca. Sorseggiare un calice di buon vino o champagne all’aria aperta, dopo una frenetica e stressante giornata di lavoro non ha prezzo per un milanese che si trova così a vivere un’esperienza unica. Ineffetti l’Ape Bistrot si addice molto allo spirito milanese sempre alla ricerca di chiccherie ed esperienze “in”.


Dall’america con furore arriva la California Bee, la postazione mobile di California Bakery, che propone bagels, muffin, cheesecake da sogno e tante altre bontà. La incontriamo in alcune fiere a Fieramilano e in occasione di alcuni eventi “cult” di Milano come il Fuorisalone.


Anche il noto shop online di tramezzini, specialista di fast catering e business lunch, tramezzino.it ha la sua ape, l’Ape itì. In questo caso però è difficile incontrarla per strada perché predilige i contesti professional come bruch, happy hour e cene aziendali.

 

Insomma l’ape shop è sicuramente un metodo anticrisi di fare business ma mi chiedo se si tratta di una moda di questi ultimi anni, interessante perché carina, fresca e di design, o di un vero e proprio format commerciale che si sta consolidando e che sta superando il concetto dello shop statico.

Saremo quindi invasi da api nel prossimo futuro?

 

Potrebbe interessarti anche: I migliori siti per lo shopping online