Pare che gli uomini nutrano un certo imbarazzo a parlare con le donne di sesso. Pudore, paura, ansia. Ecco cosa prende a un uomo quando la propria partner, una conoscente, un'amica o ancora un'amante occasionale va dritto al sodo, affrontando l'argomento sesso con disinvoltura. Tale atteggiamento metterebbe infatti in serie difficoltà il povero uomo che preso dal panico attenta a disperate, plausibili ed accettabili risposte per lei. La sua reazione può essere interpretata come possibile conseguenza di costrutti sociali nella relazione uomo donna per cui gli uomini considerano ancora oggi il sesso argomento di soli uomini, per uomini e fra uomini. Insomma nei costrutti mentali e sociali dell'uomo del ventunesimo secolo il sesso è ancora argomento tabù per le donne, per noi donne, e questo spiegherebbe la difficoltà di un confronto con queste. Un approccio ampio e aperto rispetto all'argomento considererebbe invece la comunicazione nella vita intima di coppia alla base. Quando una donna parla di sesso con il proprio partner confida che il dialogo possa risolvere le difficoltà di lui nel soddisfacimento del piacere di lei. Dopo una prestazione sessuale terminata con un flop di lui , le alternative per una donna sono diverse. Confidare sul fatto che il flop è stato solo un caso isolato non ripetibile una seconda volta , trascurando in questo modo la delusione, fingere che tutto sia andato secondo le aspettative oppure ancora affrontare tutto di petto , rivelando all'uomo in cosa è più o meno è stato “bravo”.
La maggior parte degli uomini si sa è piuttosto riluttante a parlare con le donne dei problemi sotto le lenzuola, per la smania di doversi dimostrare di essere sempre all'altezza del proprio ruolo.

 

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Cari uomini è ora che impariate una buona volta che non per forza dovete essere sempre eccellenti preservando in questo modo il vostro ruolo , ma piuttosto abbracciare il principio che si può sempre migliorare , che non si è infallibili , che ascoltare le vostre donne su quello che desiderano non vi farà meno uomini, al contrario. Basterebbe piantarla con il vostro orgoglio tutto maschio de "l'uomo sono io" e accompagnare un po' di più noi donne nella ricerca del piacere. L'universo maschile è risaputo per gli stereotipi classici è molto più semplice del nostro, che quelle complicate siamo noi, eppure non si spiega perchè voi uomini la facciate cosi difficile. Abbassare la guardia, piegare il vostro orgoglio aiuterebbe uomo e donna a conoscersi meglio, e in questo modo a compiacersi di più.
Il sesso per noi donne è quel lungo viaggio sensoriale, mentale e dimensionale sofisticato, intricato, dove l'uomo può condurre la donna solo se ha abbastanza percorso e visitato il suo corpo dentro e fuori. Ne ha apprezzato il sapore, le forme, il profumo. La donna va ascoltata. Il suo battito, il suo fremito, il suo gemito il suo profumo. E' in questo modo che l'uomo può accedere e condurre la donna nel piacere di quel lungo viaggio.

 

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Si sente poco parlare di Assertività, specialmente in riferimento a una Donna.
Prima di tutto spieghiamo cosa significa essere ASSERTIVI: “…creare comunicazioni e relazioni rispettose delle proprie emozioni e bisogni, pur nel rispetto delle esigenze e dei diritti altrui.” Ho pensato di leggere un libro su questo argomento dal momento che io stessa spesso e volentieri ho difficoltà a esprimere un rifiuto avendo considerazione di me stessa e della persona che ho davanti: rischio di essere aggressiva o di soccombere per non dispiacere il mio interlocutore, in ogni caso si tratta di soluzioni che non vanno bene per entrambi.
Assertivi e Rifiuto…chissà perché poi per me queste due parole si collegano. Dire di Nò senza violare la persona che ho davanti, avendo cura anche di me stessa, non è facile, per niente.
In una realtà come la nostra dove ci insegnano a compiacere il prossimo e dove più abbassi la testa più sei bravo, essere assertivi è molto difficile. Eppure è proprio qui che si esprime il problema ed io di fronte ai problemi ci vado a nozze, mi piace risolverli, mi piace andare contro corrente. In più sono donna e come tale è dato per scontato per molti che si debba sempre essere concilianti, carine, buone…nel momento che cominci a dire di no vedi sopraccigli che si alzano, facce meravigliate sia dalla sfera maschile che femminile. Ma è mio diritto rifiutarmi, esprimere un giudizio negativo, però non devo offendere la sensibilità del mio interlocutore.
Essere Assertivi mette in gioco tutta una serie di cose su me stessa che non avrei mai considerato:
• Devo avere chiare le mie necessità.
• Devo essere disposta a “rischiare” la mia relazione con la persona con la quale sto comunicando.
• Devo avere fiducia in me stessa.
• Devo avere chiaro il diritto del mio interlocutore di non essere d’accordo con me.
• Devo riuscire a gestire in maniera costruttiva le eventuali divergenze che si possono venire a creare.
Direi tutto molto complesso ma possibile.
Ci vuole sicuramente molta pazienza, conoscere molto bene l’argomento del quale stiamo discutendo e avere l’umiltà di non conoscerne tutte le sfaccettature.
Essere Assertivi significa Scegliere, non subire. Anche la passività o l’aggressività possono essere, in un certo senso, forme assertive dal momento che diventano una scelta chiara e consapevole: scelgo in modo cosciente e non trascinata dall’emozione del momento di essere aggressiva o di accettare passivamente tutto da quella persona.

 

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Ma io preferisco vedere l’assertività come una forma di crescita personale, con la quale imparo a gestire un argomento o una discussione senza polemizzare e senza il solito “braccio di ferro” per voler avere per forza ragione. Quasi come una gara con me stessa, mettendo finalmente in pratica la civiltà che tutti ci vantiamo di avere. Quindi, a questo punto Assertività potrebbe andare a braccetto con Civiltà, Umiltà, Pazienza…
Bisognerebbe essere capaci di dire di No come si dice di Si, solo in questo modo saremo veramente in grado di scegliere come comportarsi: avere la totale consapevolezza di se’ stessi sia nella negazione che nell’affermazione.

 

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Molte volte siamo così concentrati sul discorso che stiamo affrontando con una persona, da dimenticare tutto il resto!

Quante volte, conoscendo qualcuno di nuovo e stringendogli la mano, siamo così concentrati a pronunciare il nostro nome da non prestare attenzione al nome altrui?
Quante volte siamo così coinvolti nel raccontare una nostra esperienza, da non renderci nemmeno conto che l’altra persona si è po’ stufata del nostro parlare e vorrebbe interrompere la conversazione? Oppure viceversa, siamo noi quelli un po’ stufi di ascoltare mentre l’altro interlocutore non si accorge della nostra noia! 
Osservare un pochino chi ci sta di fronte e, viceversa, prestare attenzione anche al nostro comportamento, può esserci di aiuto in molteplici situazioni: in una discussione col fidanzato per capire se sta mentendo o dicendo la verità, in un colloquio di lavoro per dare una buona impressione al selezionatore del personale, e così via, in qualsiasi tipo di conversazione ci capiti nella vita!
E’ una falsa credenza pensare che il contenuto di un discorso sia tutto esplicato dalle parole pronunciate. In realtà il senso di una frase cambia moltissimo a seconda del tono di voce adoperato, dal timbro, dall’espressione facciale stampata sul volto di chi pronuncia la frase, dal contesto, dalla posizione che assume il corpo di chi parla. 
Questo grafico ben rappresenta in percentuale quanto le componenti verbale, para-verbale e non verbale della comunicazione sono coinvolte nell’attribuzione di significato in un discorso:

 

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Il livello VERBALE è quello delle parole.
Il livello PARAVERBALE è definito dalla qualità della voce: volume, tono, timbro, ritmo, velocità.
Il livello NON VERBALE è definito dall’atteggiamento del corpo: la postura, i movimenti, la respirazione, il colorito della pelle.
I livelli PARAVERBALE e NON VERBALE trasmettono informazioni pari complessivamente al 93% del contenuto trasmesso!!
Ecco perché è così importante prestare attenzione a tutto, meno che alle parole!

Ora, per concludere, vorrei fornirvi alcuni “trucchetti” per la lettura del comportamento altrui:
 Iniziamo dalla posizione da seduti: se la persona innanzi a voi è un uomo e si siede con le gambe aperte significa che è sessualmente interessato alla vostra persona; viceversa, se l’uomo si presenta con le gambe accavallate, significa che è ben poco disponibile all’incontro sessuale, quindi è poco attratto da voi.
 Se la persona con cui dialogate si gratta il naso (esattamente sotto le narici) significa che prova disgusto/disaccordo per quello che state dicendo. Se invece si strofina il naso con il dito per tutta la lunghezza dello stesso, significa che vi sta mentendo.
 Quando una persona si avvicina e vi toglie un “pelucco” di dosso, non offendetevi! Si tratta di un comportamento affettuoso, molto simile al grooming adottato dalle scimmie!!
 Quando un uomo/donna gioca con l’anello che porta al dito togliendolo leggermente per poi rimetterlo, significa che ha disponibilità sessuale verso di voi. Il togliere e rimettere l’anello è infatti immagine dell’atto sessuale.
 Quando una persona con cui dialogate distoglie gli occhi da voi per guardare un attimo attorno a sé, significa che non è interessata al vostro argomento e scruta l’ambiente per cercare eventuali “vie di fuga”.
 Se la persona con cui dialogate dirige la punta dei piedi leggermente verso la porta, anche in questo caso non è interessata al discorso e non vede l’ora di andarsene!

Potrei elencarvi una infinità di situazioni di questo tipo. Purtroppo non posso dilungarmi in questa occasione. Mi congedo lasciandovi un ultimo consiglio: pensateci bene prima di salire in automobile con chi guida con un cappello in testa! Chi guida con il cappello è una persona molto insicura di sé. Da un punto di vista Psicoanalitico, è come se volesse tornare nell’utero materno. Si tratta quindi, data la sua insicurezza, di una persona abbastanza pericolosa al volante.

 

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