Con il lento, ma inesorabile, avvicinarsi del Natale, proliferano non solo le offerte di regali bellissimi da poter fare ad amici e parenti, ma anche le offerte cinematografiche. Spesso, infatti, il periodo natalizio è quello scelto per lanciare dei film bellissimi, che siano d'animazione o meno, e adatti soprattutto alle famiglie e ai bambini. Così, arriverà nei cinema italiani il prossimo 18 dicembre, "Big Hero 6", il nuovo film d'animazione della Disney, ispirato all'omonimo fumetto della Marvel. La storia si snoda intorno all’amicizia tra il giovane Hiro, un ragazzo che ha perso la sua strada, e Baymax, un robot di ultima generazione che è stato progettato per prendersi cura delle persone.

Sono passati sette anni da quando Lillo&Greg portarono sul palcoscenico la spy comedy L'uomo che capiva troppo ed ecco che la divertente piece teatrale è ritornata sul palcoscenico, al Teatro Olimpico di Roma dal 28 novembre al 23 dicembre. Risate assicurate, quindi, con L'Uomo che non capiva troppo - Reloaded che per l'occasione si avvale di scenografie rinnovate e di nuovi personaggi che arricchiscono ancora di più la già elettrizzante storia.

Avengers: Infinity War, la 19esima pellicola targata Marvel Studios segna, non solo la conclusione della Fase Tre del cosiddetto MCU (Marvel Cinematic Universe), ma anche un cambiamento nel modo di raccontare la storia di un cine-comic.

Il filone "Zombie movies" si arricchisce di un altro tassello. Il film di Ben Howling e Yolanda Ramke, distribuito su Netflix il 18 maggio 2018 e basato sul loro omonimo cortometraggio del 2013, costituisce una solida variazione sul tema dei morti viventi, dipinti ormai, dalla produzione cinematografica più recente, più come malati virali che come classici mostri.

"28 giorni dopo", "L'alba dei morti viventi", "Io sono leggenda", "World War Z", nonché le altrettanto apprezzate diramazioni parodistiche tra cui "L'alba dei morti dementi" o "Benvenuti a Zombieland", sono alcuni tra i titoli che hanno ri-portato sul grande schermo un genere che si è spostato sempre più dall'Horror verso una commistione di fantascienza, Action e Thriller. Il ruolo fondamentale per incasellare una pellicola in un genere viene certamente giocato dalla visuale tramite cui si racconta una storia. La percezione di una tematica può cambiare in relazione al punto di vista dalla quale viene osservata.

L'inizio di un'epidemia, la fuga in piena catastrofe, la sopravvivenza in fase post-apocalittica, tutte storie indagate in diverse pellicole, al fine di osservare lo stesso tema da punti di vista differenti. In questo caso il tema viene spalmato sullo sfondo di un'Australia rurale e desertica, con il punto di vista focalizzato su un'umanità impegnata nella sopravvivenza, quindi in una fase successiva ad avvenimenti catastrofici. Tuttavia il film si apre con uno scenario soleggiato, una chiatta su un fiume, una pianura arida poco distante, un pò di vegetazione e all'orizzonte uno skyline collinare. La chiatta solca le acque del fiume con a bordo una coppia e una bimba ma apprendiamo subito che non si tratta di una normale gita in barca. Nelle poche sequenze iniziali osserviamo che per qualche motivo la famiglia programma i suoi spostamenti in modo da restare il più possibile in acqua, raziona il cibo e scruta continuamente gli argini del fiume con sospetto e timore.

La regia insiste sui paesaggi desolanti e selvaggi, suggerendo che la storia che si racconta riguarda una fetta di persone che in seguito alla diffusione di un'ignota infezione, che rende le persone putrefatte e affamate di carne umana entro 48 ore dal contagio, sono riuscite a fuggire verso zone periferiche ben lontane dalla scena metropolitana di una città.

Il capo famiglia Andy, il Martin Freeman che fu Bilbo Baggins ne "LoHobbit" di Peter Jackson e il Dr. Watson nello "Sherlock" della BBC, si troverà ben presto da solo con la figlioletta sulle spalle e infettato dal virus, costretto quindi a tentare di consegnarla in mani sicure prima delle 48 ore che lo condurranno inesorabilmente alla sua non-morte, trasportandola e fungendo appunto da "Cargo". Il protagonista affronterà un cammino fatto di sabbia, sangue, piccole comunità che per fronteggiare la minaccia dei mostruosi infetti sono tornate allo stadio primitivo di "tribù", e zombie con la testa ficcata nel suolo per cercare il buio che gli serve per dormire, in una pianura priva di ripari e ombre.

La pellicola scorre con ritmo imperturbabile e calmo, intrisa di un'atmosfera cosi silenziosa e tranquilla che risulta inedita ad accogliere degli zombie, i quali vanno in giro in modo cosi classicamente lento, scomposto e scoordinato che è quasi difficile percepirli come un pericolo, forse è per questo che per tutto il film il terrore di una minaccia costante che incombe ad ogni angolo risulta in qualche modo appannato. Ciò nonostante é evidente lo sforzo, riuscitissimo, nell'incentrare la storia sulla ricerca di fiducia nel prossimo, un padre alla ricerca disperata di qualcuno cui affidare le cure della propria progenie. Cosi come è sempre potente il tema dell'amore per i propri cari, qui accennato come ultimo brandello di umanità che rimane dopo aver perso tutto.

Risulta solido il realismo nella costruzione delle situazioni che i personaggi vivono e nelle quali interagiscono, il trattamento di alcuni temi come il cinismo di alcuni personaggi, che sperano in un ritorno alla normalità solo per ambizioni capitalistiche, ed è altrettanto interessante il rapportarsi con i morti viventi come un cacciatore fa con una preda, aspetto rappresentativo dell'adattamento sociale dell'Uomo alla nuova situazione. Una variazione sul tema che porta ulteriormente l'horror, inteso nella sua accezione fantastica, su un regime estetico-narrativo sempre più realistico.

 

08 Lug

Charlize Theron

Pubblicato in Donne Famose

Charlize Theron ci ha dato un taglio. Un bel taglio netto. Ed è più bella che mai.

Infatti, lo scorso febbraio, agli Oscar, si è presentata con i capelli cortissimi, stile militare, in abito lungo bianco, scollatura mozzafiato lungo la schiena e fascino da vendere.

Nata a Benoni, in Sudafrica, il 7 agosto 1975, Charlize, trascorre l’infanzia non proprio acqua e sapone, e, a quindici anni, assiste alla morte del padre che, alcolizzato, tentava di aggredire la moglie, e proprio lei lo uccise per legittima difesa. L’anno dopo, la donna, accompagna a figlia Charlize al concorso internazionale New Model Today per giovani modelle di Positano che lo vinse. Decide quindi di trasferirsi a Milano per lavorare come modella e nel 1993 diventa famosa per la sua partecipazione ad uno spot pubblicitario della Martini, reso celebre dal suo fondoschiena.

 

 

Successivamente si trasferisce in America per diventare attrice e la consacrazione internazionale avviene nel 2004 con Monster, in cui interpreta la serial killer Aileen Wuornos. Per questo film Charlize vince l'Oscar come migliore attrice, il SAG Award e il Golden Globe: è stata la prima sudafricana a vincere un premio internazionale per la recitazione. Il critico cinematografico e sceneggiatore Roger Ebert la definì una delle più grandi performance della storia del cinema. Per questo film, si è sottoposta ad estenuanti ore di trucco, apparendo sullo schermo imbruttita ed ingrassata di 15 kg. Per questo ruolo, l'attrice guadagna 10.000.000 di dollari, cifra che resterà inalterata anche per i successivi film, e che la farà entrare nella lista delle attrici più pagate di Hollywood.

L’abbiamo vista anche testimonial del profumo J'adore di Dior; e il 30 settembre del 2005, la Theron riceve la sua stella nella Hollywood Walk of Fame.

Brava Charlize. Una bellissima donna, modella da capogiro, e una grandissima attrice.

 

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