09 Mag

Tatuaggi, che passione!

Pubblicato in Tendenze

Una blogger, un tattoo.

La moda del tatuaggio ha conquistato il mondo delle fashion blogger. Dagli States all'Europa facendo il giro dell'Asia.
Per cui potremmo riprendere lo slogan creato da Mr. Ford: "un uomo, una macchina" e dire "una fashion blogger, un tatuaggio". Forse una delle più note a livello mondiale sia l'italiana Chiara Ferragni, ovvero The Blonde Salad. Pur avendo compito 26 anni due giorni fa, l'Insalata Bionda e conosciuta e seguita da migliaia di fan di tutto il mondo, nonché uno degli esponenti di questa tendenza d'inchiostro. Per il momento si è fatta disegnare sette Tattoo: un fiocco sulla schiena, la mappa del mondo sul polso, due frasi sul braccio... è così via. Ma non è l'unica. La spagnola LovelyPepa porta con sè una zampa del suo cagnolino, mentre la tedesca FashionHippieLoves ha un rosario intorno alla caviglia. E chi più ne ha più ne metta.

La moda del tattoo potrebbe essere considerata qualcosa di temporaneo, di fashion, e invece paradossalmente per la sua propria natura rimarrà per sempre. Non sarebbe del tutto sbagliato dire che è una tendenza vecchia quanto l'uomo, già durante l'epoca dell'Imperio Egiziano veniva fatto, non solo per rendere più bello il corpo o comunque a fini religiosi, ma anche terapeutici. Una pratica, questa del tatuaggio, che è continuata, anche se è stata vietata, fino ad oggi.

 

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Tutto un culto al corpo che si rafforza ogni anno di più, infatti, sempre di più, tendiamo a far vedere quanto ci curiamo e quanto stiamo bene. Il tal senso, il concetto del disegno sul corpo è cambiato totalmente. Non è più quel distintivo religioso di una volta, o un simbolo identificativo. E sopratutto non sono i maschi gli unici a tatuarsi i loro corpi. Adesso siamo noi, uomini e donne, a decidere cosa farci, dove e perché: Una frase sulla gamba? Un cuoricino sul polso? Un anello sul dito? Le possibilità sono piuttosto infinite. Risolvere questi tre interrogativi è la parte più complicata non basta volerselo fare, bisogna avere le idee chiare e rendersi conto che è per sempre. E per ultimo e ribattendo la superstizione dire che è permesso farne uno, tre oppure cinque ma mai un numero pare.

Voi, invece che ne pensate? Ve lo fareste? Ce l'avete già? Non ci pensate nemmeno?

 

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In questi anni sono tante le italiane che decidono di andare a vivere all’estero: chi per lavoro, chi per amore, chi per scelta, chi perché è semplicemente stufa di un paese che sembra non offrire molte prospettive. Se anche tu hai questo progetto, ma hai paura di quello che comporta o non sai come muoverti, leggi l’esperienza diretta di una di noi.

Wanesia ha 43 anni e da più di 5 anni fa ha deciso di lasciare la sua bella Sicilia per seguire l’uomo di cui è innamorata in Germania: un paese molto diverso dall’Italia, per clima, cucina, stile di vita, lingua (!). Nei primi mesi Wanesia ha vissuto momenti duri, ma li ha superati trovando la sua dimensione e una nuova vita, grazie anche al suo blog, dove condivide la sua esperienza con le altre “expat”.

In questa intervista, condivide con noi gioie e dolori dei primi tempi, nonché degli ottimi consigli per chi come lei vuole cercare una nuova strada fuori dall’Italia.


E: Come sono stati i primi tempi nel nuovo paese?


 

W: Difficili, se ci penso mi vengono i brividi. Non capivo un accidente. Ricordo i film con traduzione simultanea di Phelipe, il mio compagno. Che stress, non capire e non parlare con nessuno: davvero una fatica! Ci vuole tanta pazienza per affrontare tutto questo. Poi sono iniziati i corsi di tedesco sovvenzionati dallo Stato. Mi ha aiutato molto anche l´ultimo posto dove ho lavorato - non più attuale... ahimè - dove parlavo il tedesco tutti i giorni: lì ho imparato parecchio.



 

E: Alle lettrici che stanno per affrontare questo passo, cosa consiglieresti da un punto di vista pratico?

 

W: Fortunatamente ho potuto contare sul supporto del mio compagno, che si è occupato di tutto. Io ho dovuto fare i conti con la quotidianità. L´ambientarmi in una nuova cultura, in una nuova città e soprattutto... un clima molto diverso! Ci sono dei grandi cambiamenti da affrontare. Posso dire che se sei una persona intraprendente, è meglio prendere la decisione subito e andare a vivere all´estero, senza dubbio. E considerando la situazione attuale in Italia, siamo ancora più incentivate. Invece, se sei un pò indecisa, meglio restare: ci vuole un po’ di pelo sullo stomaco, specie per chi sceglie la Germania. I tedeschi sono un popolo simpatico, seppur con le loro stranezze, ma hanno poca pazienza con gli stranieri. O almeno questa è l’impressione che ho avuto io.

 

 

Tra i CONSIGLI PRATICI per i primi tempi direi:


- comunicare la residenza per ricevere tessera di previdenza sociale e permesso di soggiorno;
- aprire un conto in banca;
- se devi trovare una casa, puoi guardare su internet e giornali, poi ovviamente anche il passaparola e le agenzie possono aiutare molto;
- se non si conosce la lingua locale, cercare i corsi disponibili. Spesso per gli stranieri ci sono corsi convenzionati a prezzi relativamente bassi;
- informarsi sull’assicurazione sanitaria e su eventuali permessi per il lavoro.
Anche contattare italiani che sono già lì può essere di grande aiuto, spesso ci sono blog e forum che raggruppano gli italiani all’estero. Con una rapida ricerca su Google si possono trovare i link.

 

E: Da un punto di vista emotivo, che suggerimenti vuoi dare?

 


W: A volte mi prendeva lo sconforto, un isterismo mai avuto prima, sembra che all´improvviso vivi come in un mondo ovattato. Ho avuto un anno di riflessione interiore: ma ascoltare e non riuscire a capire è terribile. A parte le barriere linguistiche, in Germania senti che ci sono regole sociali a cui non puoi contravvenire, più che in Italia. Anche a livello professionale, sei messo alla prova continuamente e i ritmi di lavoro sono molto ferrei: devi dimostrare quello che sai fare. A livello sociale, è difficile crearsi una cerchia di amici e molto dipende dal tuo stile di vita.
Purtroppo in effetti non esiste un antidoto per riuscire a tirarsi su nei momenti di sconforto. Nel mio caso, è stato terapeutico aprire il mio blog e raccontare cosa mi accadeva. Quindi consiglierei di scrivere, parlare, confidarsi, sfogarsi. Anche buttarsi in nuovi interessi aiuta molto: sia per tenere la mente occupata sia per conoscere gente nuova e crearsi un giro di amicizie. Comunque alla fine posso dire che tra il corso di tedesco e le pratiche burocratiche, all’inizio ero talmente presa che di tempo per le malinconie non ne avevo molto! Meglio così…



 

E: Hai avuto rimpianti? Come li hai superati?

 

W: Assolutamente no. Mi sento a casa mia, ogni tanto una lacrima per la nostalgia della mia famiglia scende, ma è più che normale. Inoltre, da quando è nata la mia prima nipote, spesso mi capita di parlare alla mia tesorina per fotografia. Però vado avanti lo stesso. Sono convinta e felice della mia scelta e nella vita gli ostacoli sono fatti… per essere superati! Io ce l’ho fatta, tutte ce la possiamo fare. Passati i primi tempi, avrete l’impressione di essere sempre vissute nella nuova città: riuscirete a trovare i vostri percorsi, i vostri punti di riferimento, le vostre abitudini. E anche a vedere i lati positivi: nel mio caso ad esempio, la Germania mi ha dato nuovi sbocchi e spunti per alimentare la mia creatività.

 



E: Secondo te, quali sono le ragioni valide per fare un passo del genere e quali invece portano a tornare sui propri passi?


 

W: Probabilmente il lavoro che in Italia non c’è, mentre qui ancora ci sono prospettive. Questo è senza dubbio un buon motivo per partire. Per me, c’è stato un fattore di motivazione forte: l’amore. Mi sono innamorata di un uomo e sono partita lasciando un lavoro sicuro, la famiglia, gli amici. Ma sentivo una forza incredibile dentro e sapevo che sarei riuscita in tutto quello che mi ero prefissata. E oggi, a distanza di quattro anni, lontana dall'Italia, ho avuto la possibilità di studiare una lingua, fare un corso di informatica e lavorare. E credo che ci saranno ancora delle novità per la mia vita. Credo che qui in Germania nel mio piccolo ho l'opportunità`di realizzarmi sia dal punto di vista lavorativo che quello personale.

 

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Abbiamo parlato tempo fa di come Internet abbia cambiato il nostro modo di farci belle, ed una spinta fondamentale a questo fenomeno è stata data dall'esercito di Appassionate di Moda, Make Up, Nail Art che condividono con il web i loro consigli di bellezza. 

Andiamo alla scoperta del fenomeno delle Fashion Blogger con questa intervista esclusiva a Cristina e Chiara Lodi, autrici del blog di moda www.2fashionsisters.com

 

Nome, Cognome e data di nascita

Cristina. Cristina Lodi per tutti La Cri, Hunzy, nata a Genova 15-07-1977.
Chiara. Chiara Lodi per gli amici Cail nata a Genova il 10-04-1981.


Raccontati in tre parole

Cristina. Determinata, accattivante, egocentrica.
Chiara. "Bobo" come dicono i Francesi = Bourgeois-Bohemienne, esteta e creativa.

 

Da quanto sei Blogger?

Cristina. Gennaio 2013.
Chiara. Gennaio 2013.

 

Perché sei diventata blogger
Cristina. Per Passione, per creare qualcosa di mio, per poter scrivere e parlare al mondo di ciò che amo: il fashion.
Chiara. Per parlare di Moda e non solo, con una certa esperienza e conoscenza alle spalle che mi permettono di dare consigli con competenza e professionalità.

 

Da quando sei on-line e com'è cambiata la tua vita, se è cambiata?
Cristina. Lavoro ancora più di prima, non ho più tempo libero, partecipo a tutti gli eventi in modo più' consapevole, ho dovuto far fare un armadio enorme solo per borse e scarpe
Chiara. No, non è cambiata. Una volta delle ragazzine in metropolitana mi hanno riconosciuta, ma è stato un caso. Sicuramente ho fatto tante conoscenze interessanti del settore Moda. 

 

Cosa ti piace dei post di tua sorella?
Cristina. La creatività e la competenza.
Chiara. Il suo modo di dare le notizie e presentare i prodotti, senza rinunciare a parlare di sé ed a inserire il suo giudizio.

 

Cosa invece non ti piace dei post di tua sorella?

Cristina. Crea pochi outfit.
Chiara. E' poco poliglotta.

 

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 foto di Mara Greco

 

Qual è lo scheletro che conservi nell'armadio, quel capo o accessorio che ti vergogni di mostrare?
Cristina. Non mi vergogno di nulla...ogni capo rappresenta un momento della mia vita e fa parte del mio vissuto.
Chiara. Sicuramente qualche pigiama che mi è stato regalato da mia Madre.

 

Definisci il tuo stile.

Cristina. Fashion, moderno e azzardato.
Chiara. Curato con buon gusto. 

 

Cosa vuol dire per te essere donna?
Cristina. Essere forti, determinate ma allo stesso tempo femminili. 
Chiara. Essere Donna vuol dire essere femminile al punto giusto, anche nel momento in cui si indossano i pantaloni.

 

Un capo o un accessorio che meglio ti rappresenta
Cristina. Più' che un accessorio direi un colore, il fucsia. Una borsa, una cintura o un occhiale rigorosamente fucsia.
Chiara. Nell'ultimo anno senza dubbio il mio cappello nero rivestito di maglia o la mia sciarpa di cahcemire rossa. 

 

Il tuo sogno nel cassetto? 
Cristina. chiedo troppo se chiedo la felicità??? ok allora diciamo che vorrei poter fare di questo blog e della mia passione per la moda un lavoro. 
Chiara. Lavorare per le sorelle Fendi all'ufficio stile a Roma. 

 

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la foto di copertina è di Claudio Colombo Studio e di Eric Claire

 

‘Cosa vuoi fare da grande? La Fashion blogger!’ 

 

Oggi è sempre più comune assistere ad un conversazione simile, il fenomeno del Fashion Blogging è in netta crescita e in continuo sviluppo.
Ma da dove è partito tutto ?
The Sartorialist e il geniale JAK&JIL furono i primi a proporre outfit e prodotti tramite i loro Blog, seguiti a ruota dai maggiori marchi, ai quali si sono poi accostati milioni di Fashion Bloggers, inizialmente definiti “anonimi trendsetters”, in quanto scattavano foto per strada che poi venivano pubblicate sul web.
Oggi il fenomeno è decisamente cambiato, lasciando il posto alle Fashion Blogger che hanno fatto di una passione un vero e proprio lavoro.

Ma cosa vuol dire essere una “Fashion Blogger”? 

E soprattutto: come è possibile diventarlo?


Innanzitutto bisogna considerare un fattore importante: La passione.
Se non ami la moda, gli eventi e tutto ciò che ci gira intorno non aprire nemmeno un blog, cambia professione, sprecheresti il tuo tempo.
Se hai deciso che per te la passione viene prima di tutto, benissimo, segui questi 5 step e in men che non si dica avrai un blog da urlo!


1° STEP: esistono diverse piattaforme dove creare un blog, ma le migliori sono senz’altro wordpress.com e blogger.it. Una volta definita la piattaforma da te preferita iscriviti, sono completamente gratuite, e inizia a dare forma al tuo spazio virtuale.


2° STEP: i social network sono come l’aria per un Fashion Blog, senza non può vivere: pubblicizzati e socializza con i fashion blogger delle tue parti, sono sempre disposti a dare consigli utili su eventi e meet-up per bloggers.

I migliori social sono senz’altro: BlogLovin, Facebook, Lookbook, Pinterest, Twitter, Instagram e Pinterest.

 

come-diventare-Fashion-Blogger

 


3° STEP: Aggiorna spesso il tuo blog, più articoli pubblicherai più possibilità di successo avrai. Nei post inserisci sempre dalle 5 alle 10 fotografie, scattate da te. Non è necessaria una Reflex da 1000 euro, certo non usare il cellulare, una macchinetta compatta può bastare: necessiti solo di una buona tecnica e di un buon programma di foto ritocco, come Photoshop.


4° STEP: Non aprire un Fashion Blog pensando: che bello, riceverò prodotti gratis ai quali dovrò fare solo 2 foto da buttare su internet. NON E’ COSI’!
Le collaborazioni sono affari importanti, e le aziende che decidono di collaborare con te stanno stipulando un contratto lavorativo, è una faccenda seria!
Inizialmente le collaborazioni non fioccheranno dal cielo, dovrai inviare una serie di mail dove richiedi, gentilmente, una forma di collaborazione; prima di fare ciò accertati che il tuo blog abbia una afflusso di visitatori elevato, in caso contrario faresti solo una figuraccia con l’azienda che, in futuro, potrebbe decidere di non voler mai collaborare con te.


5° STEP: sii te stesso, non fare copia e incolla dai Fashion Blog più importanti, usa la tua fantasia, solo così potrai raggiungere il top!


Ti auguro buona fortuna!

 

Ti interesserà pure: Il fenomeno delle Fashion Blogger 

 

Il fenomeno delle Fashion Blogger è in costante crescita, sempre più ragazze appassionate di Moda si cimentano, in un loro spazio web, a dispensare consigli su Outfit e nuove collezioni.  In mezzo a tanta concorrenza, si fa largo un nuovo nome nelle hit dei Fashion Blog più visitati del momento, un nome che, diversamente dal solito, non è Chiara, come le ormai notissime Biasi, Ferragni e Nasti. 
Lei è Alice e con il suo "Baby what's up", inaugurato nel settembre 2013, ha scalato le vette delle classifiche dei blog più apprezzati.
In men che non si dica ha ottenuto ordate di followers e migliaia di Like nei maggiori social networks. Soltanto in una notte, con un afflusso di visitatori assurdo, la blogger è stata notata nella blogosfera e l’elevato traffico online le ha permesso di diventare un astro nascente tra le blogger più affermate.
Il suo Baby what's up  è un blog, che come indica nome, pone una forte attenzione al lettore e a ciò che egli si aspetta.

 

Baby-what-up-fashion-blog-alice-cerea


Probabilmente è questo il motivo del successo arrivato in un battibaleno, un successo che la ragazza spiega in un interessante post sul suo blog, consigliando e aiutando tutti.
Un blog fresco e genuino, piacevole da sfogliare e in continuo aggiornamento.
L'avete già visitato? 

 

Ti interesserà pure: LaPinella, il fashion blog di Alessia Marcuzzi