“Quando nasce un amore” cantava Anna Oxa al Festival di Sanremo, parlando di un qualcosa di fluido, che nasce dal cuore, senza freni, senza ostacoli, senza contrattempi.
Quell’emozione che ti travolge, ti fa sua e ti guida senza timore verso l’ignoto, verso ciò che verrà, ovvero la felicità; ci si perde uno negli occhi dell’altro, si assapora ogni battito di cuore, ogni tocco è un sussurro, ogni attesa un’agonia.
Ma se non fosse per tutti così? Se per alcuni il “colpo di fulmine” non avesse questo effetto distensivo ed estasiante?
È giusto sentirsi in colpa per provare questi sentimenti nei confronti di colui/colei con cui stiamo intraprendendo questo cammino?
Siamo “sbagliati” nell’avere paura, nell’essere timorosi e eccessivamente razionali?
Come dicevano gli antichi, la via giusta sta nel mezzo e la difficoltà sta proprio qui, riuscire a trovare quell’equilibrio perfetto che ci permetta di lasciarci andare alle nostre emozioni, senza però perdere quella lucidità che ci consente di ponderare bene ogni scelta, evitando gesti avventati.
Che il tutto sia dovuto a esperienze pregresse che ci hanno segnato? Quindi possiamo considerare il passato non chiuso, come noi invece credevamo che fosse?
È giusto farsi guidare dalla razionalità, consciamente, rischiando di tarpare le ali a qualcosa che sta nascendo, solo per un semplice ed effimera (si spera) paura?
Io purtroppo non ho la risposta giusta per questa domanda, sono la prima vittima della mia mente, astuta e subdola, che quando meno me lo aspetto insinua in me mille dubbi, mille ansie…
La nascita di un amore è qualcosa che ti sconvolge da dentro, per sgorgare in maniera esplosiva su tutto ciò che ci circonda e su chi quell’emozione te la dona.
È dunque un gesto di generosità e di rispetto quest’analisi che si fa verso se stessi o può essere inteso come un distacco nei confronti dell’altra persona?
I dubbi purtroppo limitano la nostra mente, offuscano la nostra percezione della realtà, in quanto si radicano sulle nostre insicurezze ed è proprio qui che trovano il sostegno giusto per non crollare.
Navigando un po’ in rete, nei vari forum, ho notato che questa situazione viene vissuta da molte ragazze, ovvero il ritrovarsi dopo uno, due o tre anni che si sta con qualcuno a mettere tutto in discussione; c’è chi dice che lo si fa per consolidare le certezze che si hanno, chi perché si rende conto di avere una persona del tutto differente da sé, ma con cui si ha il timore di aprirsi per paura di ferirla.
Bisogna avere coraggio per amare, per permettere a qualcuno di toccare quei tasti che forse, sono stati inattivi per troppo tempo, e quindi Donne, lottiamo come solo noi sappiamo fare.

Donne_Lottiamo_Per_Amore

Pretendiamo di essere felici, perché nonostante tutto ciò che possa averci preservato la vita, meritiamo la nostra vittoria, il nostro podio nel cuore di qualcuno.
Il passato ci ferisce, ci cambia, ci segna, ma non per questo dobbiamo permettergli di condizionare il nostro presente, perché è soltanto per mano nostra che esso continuerà ad avere effetti sgradevoli su di noi.
La felicità a volte può far paura, è vero, ma dobbiamo permettergli anche di agire su di noi, di inebriarci e di rassicurarci, di dimostrarci che la ruota sta girando, che forse quel punto di svolta che a lungo si è desiderato sta arrivando, che anche noi meritiamo come tutti qualcuno che ci ami e ci protegga.
Vi lascio con una citazione che secondo me esplica in pieno una giusta filosofia da seguire:
“E non è vero che l’amore non può avere dubbi, che non può cadere e ferirsi le ginocchia. L’amore può anche sbucciarsi, screpolarsi la pelle. Perché l’amore vive di sostanza propria e come tutto quel che è vivo può soffrire il momento. Ma sa rialzarsi, ricrearsi e rigenerarsi più forte di prima.”

 

Verso l'uomo ideale. 

Care lettrici e lettori ho deciso di dedicare questo piccolo angolo a tutte quelle donne che all’alba dei trenta anni, in carriera o meno, iniziano a pensare di mettere su casa e si accingono a trovare pertanto un uomo, che come visto, di questi tempi è ardua impresa. E già perché trovare un uomo oggi è davvero un terno al lotto:

1) Perché le donne sono esigenti il che è molto comprensibile

2) Perché gli uomini solitamente rifuggono dalle esigenze femminile.

Quando solitamente si cerca di fare nuove conoscenze la scelta del luogo del probabile magico incontro diventa determinante. Ci si chiede quali siano i posti più frequentati da giovani uomini e ci si avvia. Posto giusto, abito giusto, accessori, e il tocco finale: due gocce di profumo. Il trucco è mettersi in mostra e socializzare. Si opta per le palestre, scuole da ballo, locali notturni dove solitamente la giovane donna si avvicina al bancone ordinando il primo cocktail e a fine serata o sei sbronza o sei fortunata, un lancio di dadi insomma.

Potrei elencare una miriadi di difetti di uomini e donne che inficiano una possibile relazione, ma sarebbe altamente riduttivo, perciò credo che sia più esatto parlare di ostacoli.

Ogni donna disegna l’uomo giusto, il principe, ma talvolta anche i più semplici presupposti per una futura vita di coppia (single o/e eterosessuale) prendono forma di miraggio. Mille e uno tentativi, mille e uno incontri, mille e uno fiaschi e a fine giornata un fondotinta sbiadito o un rimmel sbavato sono il risultato.

Dopo che ci si lava il viso e ci si asciuga le lacrime per l’ennesimo buco nell’acqua una parte di te si ripromette che è l ‘ultima ed ennesima umiliazione, l'altra invece è sempre pronta a ricominciare, ritentare, la prossima volta, la prossima volta sarà la volta giusta, sarà quello giusto.

E se fosse questa definizione di giusto, se fosse proprio il nostro giusto a essere sbagliato?

Se il nostro istinto si sbagliasse quando su due piedi decidiamo che non è il caso di continuare a vedersi, frequentarsi, conoscersi?

Se fosse una parte di noi a essere sbagliata, poco disponibile?

E se fosse solo paura?

Come si fa a riconoscere che è il tipo giusto?

 

Noi donne attribuiamo il nostro status di single con molta facilità agli uomini, finendo di ignorare il più delle volte le nostre cattive abitudini, manie, ossessioni in cui ci imbattiamo spesso quando siamo sole. Corazze che portano a pretendere dall’altro la perfezione del Dio in terra. Imparare ad accettarsi ed accettare sarebbe il primo passo giusto verso l’amore. Scoprirsi dentro e non fuori, rivelarsi a sé stesse e smussarsi, un po’ come concedersi a sé stesse prima di concedersi agli altri.

Come-trovare-uomo-giusto

Una volta superato il più grosso degli ostacoli, se stesse, si è pronte per davvero alla ricerca del tipo giusto, al grande incontro. Io, lo definisco magia. Una donna ha bisogno di magia, quel non so che di magico, sorpresa, infatuazione, incanto. Una donna ha bisogno di un uomo che porgendole la mano si distingua dagli altri, quando stanca della giornata sbuffa seduta al tavolino di un caffè ..

 

La legge eterna sentimentale, maturata negli anni Trenta, stabilisce che la distanza e il (sacro) mistero dei corpi, sono lo spazio che il desiderio deve percorrere, per far si che l'amore vero cresca.

Nondimeno qualcosa è cambiato nel corso del tempo.

Noi protagonisti che viviamo durante questo millennio, ritroviamo tra le lenzuola ogni segreto del cuore, anche nell'immediatezza delle prime uscite.

Ma questa corsa verso corpi nudi e cuori infranti da insulse speranze fragili, a cosa potrà mai condurre se non ad un inflazione dell'amore?

Cerchiamo di capire, da dove scinde questo marketing sentimentale, che “usa” emozioni, quasi come se fossimo ad un supermarket. Come se si potesse passare il codice sul nastro per acquistare una notte d'amore, nella speranza di sensazioni nuove, senza un post-coinvolgimento obbligato.

Colpa di genitori troppo assenti, che hanno tramandato valori fragili o nulli? 

O forse tutti colpevoli di esser diventati discepoli senza la parola di un Dio che non è quello della Bibbia, troppo legati al “fugace” e al “peccato” che incuriosisce. 

Troppe coppie di fatto, senza un legame eterno, o di un educazione che riversa in quella fantasiosa proposta dai modelli massmediatici?

A cosa ricondurre, come fulcro, questo sgretolamento del bello e del giusto, se non all'impoverimento, che ogni giorno alimentiamo per colpa di quella corazza della quale la vita, ci ha fornito per batoste troppo forti da superare.

Care donne, ma vi siete mai chieste, come quei bei componimenti classici, risultino sempre gioiosi ai nostri cuori e sempre più lontani dai nostri occhi? 

Giovani che la portiera la lucidano a nuovo, per pavoneggiarsi in strada, più che aprirla alla propria donna, o di fiori quasi richiesti prima di riceverli, date dimenticate e telefonate sempre più scemate dal tempo. 

Un enorme voglia di amore-bancomat, in un secolo dove si trova più semplice trascorrere ore in compagnia di una donna, che non stirerà mai i pantaloni e né sarà mai la madre dei suoi figli.

 

 

Dove essere andati a letto non significa avere una relazione duratura, ma un amicizia più “particolare”. 

Tutto ciò colma di tristezza i cuori di noi inguaribili romanticone, che desideriamo, lottiamo e ci schieriamo a favore d'un amore fatto di difetti, di notti insonni e di mariti, che tornando a casa scrutano un sorriso sul volto delle loro compagne, che ridonano colore a giornate buie in ufficio.

 

Diversi studi hanno stabilito dieci semplici regole, facili da seguire e perché no, forse anche più attendibili dei modi di fare che  fino adesso ci hanno condotto non troppo lontano, per prepararci ad intraprendere una nuova relazione.
Un vademecum chiaro e semplice, per uomini e donne.


REGOLA N°1Gli uomini preferiscono le donne che sono state scaricate.
Tu, donna, sei appena uscita da una relazione tormentata, ricca di sofferenza e di turbamenti dell’anima??? Perfetto, sei la candidata ideale per un uomo in cerca di una relazione.
Il ruolo di vittima straziata dall’amore dà all’uomo l’idea di avere una posizione predominante e di controllo nella relazione, facendolo sentire il “salvatore” della nostra anima.
Vorrei, però, ricordare una cosa ai maschietti: siate uomini nel senso più profondo del termine, guidateci con sicurezza e decisione anche quando non siamo “donne in rinascita post relazione fallimentare”.
Viceversa, la donna ama accudire il suo uomo, ancor di più se reduce da una storia d’amore tempestosa e dolorosa: riaffiora, così, lo spirito da crocerossina che risiede in ognuna di noi e che aspetta solo di uscire fuori al momento giusto.


REGOLA N°2Evidenziare i propri difetti rende più attraenti negli incontri online
Da un’analisi effettuata da un importante sito di dating online, che ha analizzato statisticamente i messaggi inviati e i voti dati alle foto, si evince come, specie se uno non è un Adone o una Venere, la cosa migliore sia mettere in luce i propri difetti, anche fisici.
Non abbiate dunque paura di smascherare le vostre fragilità, in quanto vi contraddistinguono dagli altri e se l’aspetto fisico non è dei migliori, saprete trovare qualcuno che saprà apprezzarvi per ciò che siete realmente e non per ciò che apparite.
Ricordate: la sincerità paga sempre, soprattutto in amore.

 

REGOLA N°3Si può riconoscere il tradimento dalla voce.
Uno studio che ha coinvolto 130 soggetti ha analizzato le tonalità di voce, stabilendo come sia possibile associarle a un tradimento: un tono di voce basso potrebbe essere fatale per l’uomo traditore, al contrario di una donna la cui voce acuta potrebbe smascherare qualche segreto custodito gelosamente da tempo. 

 

REGOLA N°4I migliori rubacuori online sono fan di Adele.
Analizzando i gusti musicali di un campione di iscritti a un sito di dating online, è emerso che coloro che riscontravano maggiore successo "amoroso" erano fan di Adele, a seguire Arcade Fire, Kings of Lion e Arctic Monkeys.
Bisogna essere dunque degli intenditori musicali per avere successo nella vita privata? Che poi ammettiamolo, non a caso le rock star hanno sempre riscontrato un discreto successo con le donne no?

 

REGOLA N°5 – I criceti sono l’animale domestico migliore per i primi appuntamenti

Il sito Craiglist ha chiesto ad un campione di uomini e donne single quale animale li rendesse meno propensi ad accettare un appuntamento con qualcuno: cani e gatti tra i primi a sfavore di un appuntamento. L’animale invece che è risultato meno dannoso è stato il criceto.

 

 

 

 

REGOLA N°6 – Più una società beve, più pratica la monogamia.
Il consumo di alcol e la monogamia sono quindi correlati tra loro? Lo si è scoperto analizzando diversi periodi storici e confrontando diverse culture. Infatti la monogamia veniva maggiormente praticata, in passato, presso società in cui il consumo di alcolici era molto basso.
Non dimentichiamo però casi limite, in cui l’uomo poteva comprare quante mogli desiderasse in zone in cui l’uso di alcol era negato.

 

REGOLA N°7Gli uomini ci mettono più tempo a prepararsi rispetto alle donne
Quando si tratta di prepararsi per un appuntamento, gli uomini impiegherebbero 81 minuti, contro i 75 delle donne. La maggior parte del tempo sarebbe impiegato nella doccia, ovvero 23 minuti circa.
Donne, riuscireste mai ad accettare un uomo che si cura più di voi?

 

REGOLA N°8Due cuori che battono all’unisono indicano buone probabilità di una relazione duratura.
Non si tratta solo di un romantico modo di dire, ma di una vera e propria realtà biologica secondo il prof. Ramesh Rao della University of California: la sincronia cardiaca predisporrerebbe una maggiore sintonia tra la coppia, in quanto i campi magnetici prodotti dai battiti influenzerebbero il partner.
Il nostro romanticismo è così radicato, tanto da renderci dei sognatori così teneri? O il nostro cinismo ci scaraventa con i piedi per terra dimostrandoci che la sintonia con il nostro partner dipenda da altri fattori, e non di certo dai battiti cardiaci?
Come sempre credo che la giusta risposta sia nel mezzo, nel giusto compromesso.

 

REGOLA N°9Mai diventare amici degli amici del partner.
Uno studio sull’American Journal of Sociology ha trovato delle correlazioni tra la disfunzione erettile dell’uomo e il grado di amicizia che la partner aveva con i suoi amici.
L’uomo vive il tutto come "un’invasione di campo" nella sua privacy, sulla base di un campione di 3.000 uomini tra i 57 e gli 85 anni.
Sbaglio o questi maschietti risentono fin troppo di troppe cose? Consentitemi il giro di parole.
Si sa che l’uomo tende a trascinare la donna all’interno del suo branco, della sua cerchia di amici, portando a volte la donna a trascurare il suo mondo. Al che direi che ciò di cui necessita la coppia d’oggi è maggiore chiarezza e schiettezza.

 


REGOLA N°10Le donne ricordano meglio le cose che sono dette loro con un tono di voce basso
I toni acuti e alti, quindi, interferiscono con la registrazione e assimilazione delle informazioni.


Cari uomini cosa aspettate allora? Sfoggiate alla vostra partner il tono caldo e sensuale della vostra voce, potrebbe sempre portarvi a conquiste che vanno oltre l’incremento della memoria.

 

17 Feb

Equivoci del cuore

Pubblicato in Amore

Ovvero testimonianza di una tardoadolescente con grave sovraccarico emotivo.

L’errore che fanno molte donne è pensare di significare qualcosa per l’uomo per il quale vorrebbero significare qualcosa. Ora, il profilo psicologico che fornirò può trovare riscontro in molte femmine umane di questo pianeta, quanto invece rappresentare un caso da manuale:

(Non so perché, ma la seconda ipotesi mi sembra molto più vicina alla realtà…)

Donna, dalla ventina in su (siamo vaghi, sai mai che mi capiti tra le mani questo articolo in menopausa. Non credo reggerei), altezza media (...?...), mente non particolarmente eccelsa, decisamente negata per il calcolo, poco elastica, ma molto labirintica.

Una spiccata propensione al favoleggiamento e all’idealizzazione del prossimo, al feuilleton sentimentale con risvolti da romanzo d’appendice. Ottima ascoltatrice ed esperta di problem solving (altrui), una frana invece nel management di se stessa. Frivola, femminea, affetta da nevrosi affettiva che comporta un notevole dispendio d’affetto (impossibile ovviare alle ripetizioni) e una produzione emozionale che supera di gran lunga il fabbisogno quotidiano.

 

Frequenti esondazioni lacrimali.

Eccessivo interessamento per il simile umano.

Sporadici episodi di normalità.

 

Detto ciò, nella riflessione a seguire ci riferiremo al soggetto femminile in esame con il generico appellativo di “Lei”. Per comodità, discrezione, e senso del pudore. E una sottile e rassicurante speranza di poter parlare anche a nome di qualcun’altra. L’attore co- protagonista (involontario) sarà semplicemente “Lui”.

Lui e Lei si conoscono al supermercato (Lui lavora lì, Lei fa la spesa di frequente).
Vaghi approcci da parte di Lui nell’arco di sei mesi. Lei coglie poco, ma non disdegna, perché la vanità è femmina e l’insicurezza patologica. Avvicinamenti progressivi e costanti. Saluti sempre più calorosi, tra un rotolo di Scottex e un pacco di pasta. Frasi a mezz’aria, dense di significato.
Dal sei gennaio (significativo Giorno della Befana) tra i due inizia una tenera liaison, fatta di dolcezze scambiate e amenità.
Lui è un uomo: vive alla giornata e sembra sentirsi a perfetto agio, nell’indeterminatezza della situazione.
Lei è una donna: gli piacerò sul serio? Cosa vorrà veramente da me? Mi sta prendendo in giro? Quanto conto per lui? Mi starà pensando? Mi starà scrivendo? Mi starà tradendo? Si sarà già stufato? Poi decide di (sforzarsi) di mettere il cervello in stand by e godersi le piccole gioie della quotidianità.

 


Una quotidianità fatta di assenze, silenzi, sms non ricevuti, chiamate non ricevute, affetto lesinato, parole tirate fuori con le tenaglie, interesse tiepido e saltuario, attenzioni vacue, declinazioni di uscite, serate dedicate agli amici e alla birra (ma non a Lei), domeniche trascorse in compagnia del cane, svegliandosi all’alba delle quindici.

Lei fa dietrologia e introspezione: "Ok, è una storia agli inizi, mica pretendo già l’anello, anzi, massimo rispetto per la vita e gli spazi altrui, niente sms assillanti- sdolcinati- adolescenziali, niente pressioni, meglio la qualità del tempo che la quantità, et cetera", ma… (la qua- li- tà?…)
"Possibile che Lui non abbia un minimo, un briciolo, uno scampolo di voglia di vedermi, di sentirmi, un pizzico di slancio e/o entusiasmo nei miei riguardi, un pochino di iniziativa??? Non gli interessa stare con me? Mi è stato dietro sei mesi, e adesso?"

E adesso comincia il delirante flusso di coscienza di Lei che si chiede perché, perché, perché sia sempre attratta da individui che non le corrispondono (e non la corrispondono) neanche per sbaglio, perché non riesca ad arrabbiarsi, a pretendere attenzione, anzi, anzi! A uno squillo di Lui si getta sul telefono come un gatto sul lardo? Possibile che il bisogno di affetto e attenzione sia tanto grande da accontentarsi di poche gocce d’acqua come un’assetata? Delle briciole come un’affamata?

E intanto lui non c’è. Non c’è. Placido e tranquillo come fosse normale stare insieme e non esserci. Lui non c’è.

 

 

Segue conclusione:

Nell’ipotesi in cui Lei rappresenti un caso da manuale, allora il discorso è circoscritto a quel caso; nel caso in cui Lei si faccia vessillifera di un disagio femminile diffuso, allora si potrebbe presumere che, molto spesso (o quasi sempre?) noi donne combattiamo battaglie campali solo e soltanto con noi stesse, ci arrovelliamo e ci decerebriamo per non riuscire mai a cavar sangue da una rapa, riuscendo soltanto a stare peggio. Prestiamo attenzione ai dettagli, alle piccole cose, ma in fondo a che serve? Di cosa difettiamo? O in cosa eccediamo?

Intanto si ama e si soffre, e ci restano nel cuore dei crateri lunari.

Colonna sonora:

Anna Oxa Un’emozione da poco
Carmen Consoli Amore di plastica

 

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