30 Giu

Tipi da Spiaggia. Cronaca tragicomica di una giornata di mare

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Nel senso che sulla spiaggia di uno degli otto cancelli di Torvaianica - nei pressi di Ostia per i non autoctoni - in una domenica che più assolata non si può, ce n'è davvero di tutti i tipi.

A cominciare dal parcheggio moto dove, in mezzo, appunto, a moto e motorini di tutti i tipi, c'è anche una Smart nera: i soliti tipi furbi, li chiamerei.
Troviamo un buco sabbioso per la nostra (no, non ho detto una buca, anche se per evitare che la moto sprofondi nella sabbia il parcheggiatore ci fornisce di due tavolette di legno da mettere sotto il cavalletto) e la molliamo per fare subito una tappa al chioschetto e prendere due birre (no che non siamo due alcolisti, ma una birra fresca a metà pomeriggio quando il sole si approssima a volgere al tramonto, fronte mare, è sempre una bella cosa: provare per credere), quando notiamo che i tipi furbi sono aumentati, e sono persino contagiosi: una birra tre euro e cinquanta (3,50 €) e in più (questa sì che è una magica furbata) un cartello che comunica agli avventori nonché frequentatori della spiaggia (spiaggia libera ma attrezzata, cioè data in gestione per il bar e l'affitto di lettini e ombrelloni) che l'affitto del lettino ai sensi di non so quale articolo di legge (che, ancora tra parentesi, credo sia stato inventato per l'occasione, e qui ci sarebbe da disquisire a lungo sull'ingegno italico mai messo a frutto della comunità ma sempre solo a beneficio del proprio conto in banca) è da ritenersi personale, e quindi, sempre per via di questo articolo di legge che adesso io non avrò pace finché non troverò e non avrò modo di dimostrare che di abuso trattasi, non cedibile a terzi.
Cioè, vale a dire che se io vado al mare la mattina e prendo un lettino e poi, prima di andarmene a casa, che so per il pranzo o perché ormai sono cotta a puntino, decido di lasciarlo a mia sorella o a mia figlia o a mio marito, non posso farlo. Vietato.
In sostanza io lo pago per tutta la giornata e posso spiattellarci sopra l'asciugamano e tutta me stessa per dieci ore, ma non posso poi decidere di alzarmi e lasciare il posto a chi voglio io.
Tipi furbi, tipi avidi, tipi…?
No, imbroglioni io non l'ho detto.
Dopo un lungo slalom speciale tra le centinaia di lettini, che noi non abbiamo preso, riusciamo finalmente ad approdare sulla battigia, nella speranza di riuscire a trovare lo spazio vitale per una matrimoniale senza comodini da stendere sulla spiaggia, vale a dire lo spazio per due asciugamani neanche troppo grandi.
Sembra una missione impossibile, di quelle destinate a fallire miseramente senza aver prima percorso un paio di chilometri di spiaggia "anda e rianda", quando invece si apre miracolosamente un varco.
Com'è possibile?
Ma certo, è possibile perché tra noi e il mare ci sono due tipi da racchettoni, immancabili in tutte le spiagge, di quelli che con pallina da tennis sparano bordate che neanche uno degli ace che l'Ivanisevic dei tempi migliori usava per mettere ko gli avversari (e se siete troppo giovani per sapere chi sia Ivanisevic vi basti sapere che un suo servizio, un ace naturalmente, viaggiò a 249,5 km/h), e a un nutrito gruppetto assortito di tipi da calcio acquatico loro vicini di campo (ok, campo acquatico, ma sempre campo sembrerebbe essere): che meraviglia, di quelli che manco fossero foche appena vedono una pozza d'acqua e una palla non possono fare a meno di prenderla a calci e mettersi in cerchio.
Quindi tra la minaccia di una pallettata da tennis e una da pallonata, conquistiamo la riva.

 

tipi-da-spiaggia


Mi guardo intorno, e ce n'è davvero di tutti i i tipi: si potrebbe organizzare un censimento dei tatuaggi della capitale, l'inventario delle tette siliconate, di zona e forestiere, per scegliere il proprio chirurgo di fiducia (hai visto mai, magari con l'età potrebbe tornare utile), quello dei costumi leopardati e di quelli fluo (moda dell'anno che colpisce tutti trasversalmente, dalla partoriente al vu cumpra'), persino un inventario dei muscoli da spiaggia: da quelli ostentati da palestra a quelli da pomodoro al riso divorato sotto l'ombrellone.
Sulla spiaggia, tipi di ragazza dei più svariati, normalmente quelle più semplici e più carine, osservano tutto questo sfoggio di bicipiti e quadricipiti (c'è anche qualche esemplare di tartaruga non acquatica) - personalmente invidio assai la ceretta di un tipo da passeggio al fianco di una Barbie de 'noantri, al punto che sarei tentata di fermarlo per chiedergli il numero di telefono dell'estetista - di fluo e pallettate, e scuotendo la testa e interrogandosi sul perché non esistano più i tipi da rimorchio di una volta, accendono l'iPod e si preparano a diventare color carbonella.
Si è fatto tardi, tipo l'ora di tornare a casa.
Sulla Litoranea, a imporre indolente il ritmo di marcia, davanti a noi una Fiat Tipo.

 

Letto 3469 volte Ultima modifica il Domenica, 30 Giugno 2013 15:26
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Patrizia Ferrante

La Pitta è una dritta con i capelli a spaghetto lunghi come un vialetto. Potrebbe raccontare a tutti che ha lavorato più di venti anni per la pubblicità, potrebbe dire che ha visto l’uomo atterrare sulla luna e che ha passato più di cinquemila minuti a guardare ogni genere di film con grande passione.

 

Già, potrebbe.

 

Ma la Pitta è troppo modesta. Alla Pitta piace: arrivare sempre alla fine di un libro, leggere i titoli di coda fino a quando non si accendono le luci in sala, bere tè appena sveglia, segnarsi i titoli delle canzoni da sentire almeno una volta nella vita, ascoltare i discorsi che le persone fanno quando sono al ristorante e “Il favoloso mondo di Amélie”, ma questo l’avevate già capito.

Sito web: uominidiunavolta.altervista.org/