26 Lug

Combatte il tumore con la scrittura e tanto coraggio, ecco la storia di Carolina Cortiello

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Ognuno di noi combatte la propria guerra quotidiana, tra problemi economici e familiari. Problematiche sicuramente importanti ma che vengono completamente inabissate, qualora la propria vita viene totalmente sconvolta da un male cattivo, che ti devasta il corpo e l'anima. Lo sa bene Carolina Cortiello, una ragazza di 28 anni, residente nella periferia nord di Napoli, che da diversi mesi ha affrontato il linfoma di Hodgkin, un tumore che colpisce le ghiandole linfatiche. 

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Carolina non si è arresa all'evidente malattia e, invece, di sopperire al male, lo ha combattuto, sin da subito, con coraggio, forza, determinazione e, soprattutto, con la scrittura, realizzando una pagina Facebook, dal titolo It's a beautiful day to save my life (è un giorno bellissimo per salvare la mia vita), nella quale ha raccolto tutti i suoi pensieri e la sua esperienza per metterla al servizio di chi, come lei, ha dovuto scontrarsi con malattie devastanti. Carolina è laureta in Giurisprudenza e, durante il praticantato, ha scoperto di essere malata. 

 

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Il calvario che ha affrontato questa solare e sorridente ragazza non è stato una passeggiata: i sogni, la vita "normale", le uscite con le amiche hanno fatto posto al dolore per il male e alle cure, tra casa e ospedali. La voglia di reagire, il dolore e la rabbia hanno permesso a Carolina di non arrendersi e di affrontare la vita ancora con quel sorriso e con la vitalità che la caratterizzavano da sempre. Con estrema gentilezza e disponibilità, Carolina mi ha concesso un'intervista. 

COLLAGE CAROLINA

 

- Ciao Carolina, innanzitutto, grazie per aver accettato di fare questa intervista. Per prima cosa voglio chiederti: come stai?

 

Sono in piena rinascita! Il 19 Luglio ho ricevuto i risultati della Pet: Linfoma sconfitto ed è stata una gioia indescrivibile, mi sono sentita rinata. Certo, la ripresa da un tumore del sangue è lenta, il corpo fatica ancora a sostenere certi ritmi, inoltre, dovrò osservare ancora alcune restrizioni mediche fino al primo follow up che farò ad Ottobre. Bisogna sempre tenere alta la guardia per il rischio di possibili recidive.

 

- Parlaci un po' di te, dove abiti, che studi hai fatto?

Io abito a miano, quartiere della periferia nord di Napoli. Ho conseguito la laurea in giurisprudenza e, prima che mi ammalassi, svolgevo pratica forense presso uno studio legale. Sono una ragazza che ha sempre avuto passione per tutto ciò che fosse arte. Il mio amore più grande è la scrittura, giro ovunque con un moleskin in borsa, mi piace immaginare una storia guardando una persona o una situazione particolare; mi piace scrivere poesie, riflessioni.
Sono sempre stata una persona solare ed estroversa ed in questo, fortunatamente, il tumore non mi ha cambiata, neanche in piena lotta contro di esso.

 

- Com'è cambiata la tua vita, nel momento in cui hai scoperto di affetta dal linfoma di Hodgkin?

 

A 28 anni, scoprire di avere un tumore maligno ti rivoluziona la vita. Ti devi confrontare con l'idea di poter perdere questa guerra e morire giovane e già questo ti segna. Poi arriva una trasformazione radicale, sia fisica che nel quotidiano. E' stato molto difficile vedermi completamente diversa allo specchio, senza capelli, aumentare di peso ogni giorno sempre di più, insomma non ti riconosci, sei sul punto di perdere la tua identità. Senza contare che vedi la tua indipendenza sgretolarsi, ritorni un po' bambina, necessiti di essere accudita, perdi in sostanza il controllo della tua vita.

 

- Quali sono state le tue reazioni a caldo?

 

Può sembrare strano ma non avevo bisogno della biopsia per sapere di avere un tumore maligno, tale esame mi serviva solo per conoscere il nome del mio nemico. In precedenza, a Novembre sentii che il prurito diffuso per tutto il corpo si era solo attenuato con gli antistaminici e comparvero,infine, questi linfonodi sulla clavicola e sul collo, sentii che dentro di me c'era qualcosa che non andava e che non preannunciava nulla di buono. Mi recai da un endocrinologo e la sua frase fu: "Lei deve correre", ecco, tale frase fu solo una conferma di ciò che già mi diceva il mio istinto. La prima reazione fu di totale estraneità, mi sentivo come se stessi guardando la realtà dall'esterno, come se la cosa non riguardasse me . Poi, dopo alcune ore crollai in un pianto disperato e per molte notti non riuscii a dormire.

 

- Hai scelto di raccontare la tua storia tramite la tua pagina Facebook "It's a beautiful day to save my life": perché hai scelto questo social? Quanto ti ha aiutata condividere la tua vita con le persone nel combattere il male che ti affliggeva?

 

Sì, ho deciso di abdicare all'intimità di un percorso così doloroso scegliendo di condividere questa esperienza con altre persone, perché volevo raccontare questo "viaggio" nella malattia, sperando di creare anche un luogo virtuale dove scambiarsi esperienze. Ho scelto Facebook proprio perché attraverso questo social, ad oggi, i contenuti sono capaci di arrivare ad un numero di persone elevatissimo. E così è stato, ed è bellissimo perché mi sento profondamente onorata quando in privato ci sono persone che, senza conoscermi, mi raccontano la loro vita, il proprio rapporto con la malattia, vittorie, sconfitte ed è straordinario se ci pensi, perché per loro sono in fin dei conti un'estranea, ma la bellezza consiste proprio in questa fiducia che ripongono in me.

 

- Grazie alla tua pagina Facebook, hai dimostrato di essere una persona forte, dal punto di vista morale e fisico, diventando un esempio per chi, come te, combatte - ho ha combattuto - la tua stessa battaglia. In tal senso, per te la scrittura ha avuto un ruolo terapeutico? Se sì, in che modo?

 

La scrittura mi ha sempre aiutato moltissimo in altri momenti difficili della mia vita, è un modo per tirare fuori le emozioni, per non implodere, per fissare e far prendere forma al mondo che mi porto dentro che considero sempre caotico. Così è stato anche dopo la scoperta della malattia, avevo bisogno di scrivere e raccontare prima a me stessa la battaglia che stavo vivendo. Devo dire che ho potuto costatare che c'è un forte aumento di malati di tumore, soprattutto tra i giovanissimi, che scelgono di aprire un blog o una pagina facebook e questo lo ritengo un bene. Si parla addirittura di "blog-therapy", credo sia importante perché quando si combatte contro un tumore, il rischio maggiore che si corre è quello di chiudersi in se stessi.

 

- Per infondere speranza, coraggio e forza a chi conduce la tua stessa lotta quotidiana contro il tumore, cosa ti sentiresti di dire?

 

Non arrendetevi. So quanto sia difficile, doloroso ciò che state vivendo, ma bisogna lottare fino alla fine, perché la Vita è un dono e vale la pena combattere con le unghie e con i denti per essa. Non è facile, lo so bene, e solo chi vive questa guerra può comprendere, ci sono momenti in cui pensi di non farcela, di mollare. Non bisogna farlo, bisogna trovare la forza in se stessi, nelle persone che vi amano e che vi circondano per andare avanti e lottare.

 

- Cosa è davvero importante nella vita per te, alla luce di ciò che ti è successo?

 

La malattia mi ha insegnato il valore del tempo, quanto sia prezioso e non va sprecato. Il tempo è un bene che una volta perso non torna indietro, quindi, bisogna vivere intensamente ogni attimo. Poi posso dire di aver imparato a volermi più bene, sono più centrata su me stessa, senza sfociare però nell'egoismo, sono semplicemente meno propensa a fare cose solo ed esclusivamente per cercare approvazione negli altri o subire gli eventi passivamente, non più ingabbiata sempre nei "devo fare così" piuttosto che "voglio fare così". Sono totalmente cambiata, sento di essere cresciuta moltissimo. So cosa voglio dalla vita adesso: voglio essere felice, serena. 

 

Letto 1252 volte Ultima modifica il Mercoledì, 27 Luglio 2016 23:45
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Daniela Caruso

Sono laureata in Culture Digitali e della Comunicazione (triennale) e Comunicazione pubblica, sociale e politica (magistrale). Sono appassionata di manga, tecnologia e make-up. Canto da quando avevo 6 anni e amo particolarmente il genere goth-metal. 

Attualmente coordino il progetto LeiDonnaweb e mi occupo della gestione dei social media del sito.

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