Carissima me, strano iniziare così un articolo... 

Tutte almeno una volta l'anno dovremmo scrivere a noi stesse per il venturo e il racconto di quello trascorso.

Prendendo spunto da un film omonimo ( “Carissima me Comm. 2010” ) ho incominciato a riempire questa pagina bianca con letterine nere battute al pc.

Dovrebbe essere scritto d'impeto, in una serata solitaria quando fuori piove e i pensieri vagano nell'aria, alla ricerca di una connotazione sul foglio.

Pronostici e desideri, scritti sotto forma d'elenco della spesa, pian piano vengono modificati dal raziocino che abbandona la fantasia, per colpa del divenire responsabili, forzato dal tempo, che c'induce a divenire adulti.

Riassunto di un anno, che racconta il giorno in cui, hai incrociato gli occhi dell'uomo che stai per sposare o l'ultimo grido di una donna, che partorendo, mette al mondo il suo primo figlio. 

L'anno della tanto decantata maturità, le serate con gli amici trascorse a brindare sulla spiaggia, il momento nel quale il tuo cuore è stato spezzato da lui che ha scelto un'altra e tu hai strappato le sue foto bagnando il cuscino nel ripeterti che vali di più...

Racconti di nottate a ripassare l'esame, bimbi emozionati per il primo giorno di scuola, notti di passioni tra le lenzuola nel celebrare l'amore ritrovato, la felicità nell'aver acquistato l'auto nuova o la soddisfazione della promozione data dal capo.

Ecco cosa racconterebbero le nostre letterine di fine anno, vite congiunte nella speranza di un anno migliore, cuori che attendono d'esser trovati, tasche che desiderano lavoro, bocche che non saranno più baciate dal fidanzato di una vita, donne che s'impegnano a diventare mogli, madri coccolate dai propri figli, ragazze che s'accingono a concepirli e donne coraggio che lottano contro mostri orribili.

Scrivere di anno in anno lettere a noi stesse, servirebbe a rileggerci dentro, a capire come eravamo solo qualche anno fa, per guardare mutare notevolmente i nostri gusti e le nostre priorità.

Servirebbe a raccontare a noi stesse cose che spesso, anche senza volerlo, dimentichiamo d'aver vissuto e trascorso. Emozioni messe in un angolino della memoria che “invecchiano” senza mai essere rievocate.

 

 

Una sorta di diario decennale che potremmo far leggere ai nostri figli, nel ricordo di una gioventù diversa della loro, canzoni che oggi possono sembrare hit, che nessuno più conosce. Sensazioni e sorrisi raccontati in poche righe per raccontare come eravamo e cosa era importante per noi.

Tracce del primo amore, il primo bacio, il primo lavoro o di come e quanto è stato difficile, ma estremamente divertente, essere diventate quello che siamo. Chissà forse il ricordo di una vecchia pagina che parla della gravidanza letta poi anni dopo con accanto il frutto di quel desiderio. 

Non sarebbe bello condividere attraverso il nostro caro vecchio cartaceo, ricordi e sensazioni d'un tempo? 

Io quest'anno m'impegnerò a scrivere pronostici e desideri e il prossimo Natale riaprirò la mia lettera indirizzata a me stessa augurandomi d'essere più felice di oggi, anche per guardarmi un po' dentro poiché spesso, forse troppo, non mi fermo mai a sfogliare le pagine della mia vita...

 

Letto 3006 volte Ultima modifica il Martedì, 05 Febbraio 2013 12:09
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Chiara Ambroselli

Amo la dinamicità, il sorriso curativo delle persone, ma più di tutto adoro quell'impeto magico che mi travolge l'anima quando incomincio a scrivere. 

Ho amato la scrittura e la letteratura, da quando ho scoperto, cosa l'inchiostro di una biro potesse comporre su un foglio bianco. 

Mia madre racconta che da piccola ho parlato e camminato tardi, io sostengo che fomentavo il lungo cammino, da condurre e cosa scrivere sul diario di bordo.

Il merito d'aver avuto coraggio nel cimentarmi nella scrittura, lo devo a mia madre, che non ha mai smesso di ripermi, che avevo delle qualità nascoste, non smetterò mai di ringraziarla.

Amo leggere e scambiare opinioni su qualsivoglia argomento. Credo che la bellezza del giornalismo stia nel riportare, durante gli articoli, la voce delle persone e le reali problematiche, della gente che scende in piazza.

Mi auguro che i miei articoli possano piacere a tutti indipendentemente dal sesso o dall'età.

Grazie comunque per ogni condivisione e replica costruttiva al mio personalissimo pensiero, contenuto in ogni articolo.

Auguro a tutti buona lettura

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