04 Dic

Storia di un'anoressica

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Guarire dall'Anoressia si può! 

Ho 24 anni, figlia unica di un matrimonio finito male, i miei erano severi ed io ho imparato ad essere la migliore forse prima d'imparare a camminare.


Dopo, la scuola, il lavoro la carriera divenirono il mio calvario. 
Ancora bambina il mio rapporto con mia madre subì una paralizzante inversione di ruolo, e senza aver il tempo di pensarci, mi trovai catapultata nel ruolo di mamma di mia madre.
 Cercavo me stessa attraverso i miei coetanei, cercavo me stessa attraverso le persone che amavo, attraverso la guida delle persone più forti a cui chiedevo protezione, e che a loro volta invece continuavano ad aspettarsi da me un comportamento adulto e ormai consolidato.


A 17 anni ho iniziato a controllare la sola cosa che fosse rimasta tra le mie mani: il cibo, ho iniziato con i digiuni. 
All’inizio è iniziata semplicemente come una breve dieta dimagrante, poi si è modificata in un ossessione.
 Volevo essere sempre più impalpabile, trasparente fino a non farmi trovare più. 


Compensavo vomitando, o con digiuni spropositatamente prolungati in seguito per discolparmi dalla mangiata a pranzo e a cena. 
Insieme alla perdita di peso, ebbe inizio il declino del mio organismo, perdevo i capelli, svenivo sempre più spesso, le mestruazioni scomparvero. Qualcosa non andava bene, e ne ero inspiegabilmente soddisfatta. Non volevo star bene, volevo andar via pezzo per pezzo, volevo vedere il mio corpo sparire lentamente ma progressivamente, incessantemente. 
Lentamente iniziò il terrore per lo specchio, che mi rimandava un’immagine sempre più deforme ed insoddisfacente. Divenne il mio nemico.
 Finchè decisi di non guardarmi mai più dentro, di non truccarmi, non pettinarmi, vestirmi senza guardare, trascurarmi per essere più invisibile che potessi. Abiti sempre più ampi, coprivano il mio corpo ossuto. Poco a poco diminuì la mia attenzione a scuola e degenerai nella bocciatura.

 

Se ne accorsero tutti e decisero di portarmi da una psicologa tra lacrime e promesse.

 

 


Sono rimasta chiusa nella mia cameretta, proteggendomi dietro il digiuno. 
Volevo infondo essere solamente amata per quella che ero: per quella bambina che viveva ancora dentro di me, ma che nessuno aveva voluto mai ascoltare. Poi un giorno non so come o cosa mi sia scattato dentro. Un giorno ho conosciuto un ragazzo. Ho sentito il richiamo della vita che mi invitava ad uscire, scappare da tutto quello che mi incatenava e lanciarmi in volo attraverso la vita, spontaneamente, con immediatezza…

 


Oggi zoppico, mi rialzo, torno a camminare...

 

Domani vorrei che tutte le persone come me, come te, come chiunque abbia sofferto o soffra di Anoressia, potessero imparare ad affrontare la vita. Domani, quando lo specchio ti darà l’ennesimo dolore, strizzagli l’occhio, puniscilo così, dimostragli che la vita può essere più forte di tutti i sensi di colpa del mondo.
 Amare te stessa è il primo dei doveri che hai, il primo dei diritti, che nessuno potrà mai strapparti, e che tu stessa devi lottare per concedertelo. Anche se fa male, anche se sembra impossibile, anche se non credi che potrai mai riuscirci… E se non riesci da sola, allora chiedi aiuto! 

Questa storia è vera, mi auguro che serva a coloro le quali vorrebbero urlare al mondo ma hanno la sensazione che nessuno le ascolti... Questo è coraggio e sono certa che tutte noi ne abbiamo nascosto un po' dentro.

 

Letto 8152 volte Ultima modifica il Lunedì, 28 Gennaio 2013 17:42
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Chiara Ambroselli

Amo la dinamicità, il sorriso curativo delle persone, ma più di tutto adoro quell'impeto magico che mi travolge l'anima quando incomincio a scrivere. 

Ho amato la scrittura e la letteratura, da quando ho scoperto, cosa l'inchiostro di una biro potesse comporre su un foglio bianco. 

Mia madre racconta che da piccola ho parlato e camminato tardi, io sostengo che fomentavo il lungo cammino, da condurre e cosa scrivere sul diario di bordo.

Il merito d'aver avuto coraggio nel cimentarmi nella scrittura, lo devo a mia madre, che non ha mai smesso di ripermi, che avevo delle qualità nascoste, non smetterò mai di ringraziarla.

Amo leggere e scambiare opinioni su qualsivoglia argomento. Credo che la bellezza del giornalismo stia nel riportare, durante gli articoli, la voce delle persone e le reali problematiche, della gente che scende in piazza.

Mi auguro che i miei articoli possano piacere a tutti indipendentemente dal sesso o dall'età.

Grazie comunque per ogni condivisione e replica costruttiva al mio personalissimo pensiero, contenuto in ogni articolo.

Auguro a tutti buona lettura

Sito web: twitter.com/Chiarettayubi