29 Nov

Il marketing degli "amori" facili...

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La legge eterna sentimentale, maturata negli anni Trenta, stabilisce che la distanza e il (sacro) mistero dei corpi, sono lo spazio che il desiderio deve percorrere, per far si che l'amore vero cresca.

Nondimeno qualcosa è cambiato nel corso del tempo.

Noi protagonisti che viviamo durante questo millennio, ritroviamo tra le lenzuola ogni segreto del cuore, anche nell'immediatezza delle prime uscite.

Ma questa corsa verso corpi nudi e cuori infranti da insulse speranze fragili, a cosa potrà mai condurre se non ad un inflazione dell'amore?

Cerchiamo di capire, da dove scinde questo marketing sentimentale, che “usa” emozioni, quasi come se fossimo ad un supermarket. Come se si potesse passare il codice sul nastro per acquistare una notte d'amore, nella speranza di sensazioni nuove, senza un post-coinvolgimento obbligato.

Colpa di genitori troppo assenti, che hanno tramandato valori fragili o nulli? 

O forse tutti colpevoli di esser diventati discepoli senza la parola di un Dio che non è quello della Bibbia, troppo legati al “fugace” e al “peccato” che incuriosisce. 

Troppe coppie di fatto, senza un legame eterno, o di un educazione che riversa in quella fantasiosa proposta dai modelli massmediatici?

A cosa ricondurre, come fulcro, questo sgretolamento del bello e del giusto, se non all'impoverimento, che ogni giorno alimentiamo per colpa di quella corazza della quale la vita, ci ha fornito per batoste troppo forti da superare.

Care donne, ma vi siete mai chieste, come quei bei componimenti classici, risultino sempre gioiosi ai nostri cuori e sempre più lontani dai nostri occhi? 

Giovani che la portiera la lucidano a nuovo, per pavoneggiarsi in strada, più che aprirla alla propria donna, o di fiori quasi richiesti prima di riceverli, date dimenticate e telefonate sempre più scemate dal tempo. 

Un enorme voglia di amore-bancomat, in un secolo dove si trova più semplice trascorrere ore in compagnia di una donna, che non stirerà mai i pantaloni e né sarà mai la madre dei suoi figli.

 

 

Dove essere andati a letto non significa avere una relazione duratura, ma un amicizia più “particolare”. 

Tutto ciò colma di tristezza i cuori di noi inguaribili romanticone, che desideriamo, lottiamo e ci schieriamo a favore d'un amore fatto di difetti, di notti insonni e di mariti, che tornando a casa scrutano un sorriso sul volto delle loro compagne, che ridonano colore a giornate buie in ufficio.

 

Letto 5862 volte Ultima modifica il Martedì, 05 Febbraio 2013 12:17
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Chiara Ambroselli

Amo la dinamicità, il sorriso curativo delle persone, ma più di tutto adoro quell'impeto magico che mi travolge l'anima quando incomincio a scrivere. 

Ho amato la scrittura e la letteratura, da quando ho scoperto, cosa l'inchiostro di una biro potesse comporre su un foglio bianco. 

Mia madre racconta che da piccola ho parlato e camminato tardi, io sostengo che fomentavo il lungo cammino, da condurre e cosa scrivere sul diario di bordo.

Il merito d'aver avuto coraggio nel cimentarmi nella scrittura, lo devo a mia madre, che non ha mai smesso di ripermi, che avevo delle qualità nascoste, non smetterò mai di ringraziarla.

Amo leggere e scambiare opinioni su qualsivoglia argomento. Credo che la bellezza del giornalismo stia nel riportare, durante gli articoli, la voce delle persone e le reali problematiche, della gente che scende in piazza.

Mi auguro che i miei articoli possano piacere a tutti indipendentemente dal sesso o dall'età.

Grazie comunque per ogni condivisione e replica costruttiva al mio personalissimo pensiero, contenuto in ogni articolo.

Auguro a tutti buona lettura

Sito web: twitter.com/Chiarettayubi