Valentina Villa

Valentina Villa

Studentessa di Lettere moderne, appassionata di storie, mondo, persone, cambiamenti. Memoria dura a desistere, carattere testardo quando serve, communication addicted: sarà per questo che non mi arrendo e ad un futuro da giornalista non riesco a rinunciare. A metà tra sogno e realtà, perché prima o poi ci si sveglia sempre.

URL del sito web: http://weandmen.style.it/

La sua prima volta sulla copertina di Vogue fu nel 1998: quindici anni dopo, una radiosa Sandra Bullock splende per la quinta volta sulla rivista più famosa del mondo.

Gli anni sono diventati quarantanove, lo sguardo è più consapevole e sembra inchiodare il tempo che è passato, come per tirare le somme e ricordare al mondo che la sua è stata una battaglia vinta. Anche e soprattutto perché non era pronta a combattere.

Era il 2010 quando Sandra Bullock vinceva l’Oscar per il film “Blind Side”: cascate di flashes, statuette dorate tenute strette con orgoglio e sguardi commossi. Ma quella di Sandra era un’emozione che andava ben oltre la conquista di un premio tanto acclamato, perché l’attrice aveva appena adottato un bambino e aveva programmato di rivelarlo al mondo intero proprio quella sera.

Non poteva di certo immaginare che pochi giorni dopo la “maledizione degli Oscars” l’avrebbe colpita proprio nelle sue certezze. Jesse James, suo marito da cinque anni, l’aveva tradita con una pornostar e l’attrice chiese immediatamente il divorzio.

“Bisogna andare avanti anche quando non si è pronti. La mia priorità ora è Louis (il bambino che ha adottato tre anni fa, ndr), non voglio che subisca pressioni legate al mio mestiere. Se vedrò che quello che faccio avrà ripercussioni negative su di lui, preparerò le valige e mi trasferirò in Alaska” ha dichiarato l’attrice alla rivista.

 

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E’ forse questo il motivo che quella sera del 2010 la spinse a proteggere il piccolo, decidendo di non rivelare più la notizia dell’adozione: per proteggere la normalità di cui troppo spesso si dimentica che abbiano diritto anche le celebrities.

Il 4 Ottobre uscirà in America “Gravity”, il suo ultimo lavoro che la vede al fianco di George Clooney e in cui veste i panni dell’astronauta Dr. Ryan Stone, che in seguito ad una catastrofe rimane bloccata nello spazio.

“Prima il mio lavoro era la mia vita. Ora non ho motivi per uscire di casa” ha rivelato l’attrice, che trascorre il tempo libero con suo figlio Louis e i suoi due cani Ruby e Poppy.
Progetta di allargare ancora la sua famiglia ed è grata per tutto quello che ha ricevuto, soprattutto perché “qualunque cosa accada, la affrontiamo come una famiglia. Non ci sono più solo io ora”.

C’è tutto quello che ha difeso e vinto combattendo, che vale più di cento statuette dorate.

 

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La conosciamo per il sorriso inconfondibile, gli occhi da cerbiatto e il taglio di capelli sbarazzino: è leggera, posata e contraddistinta da una femminilità che sa di romanticismo.

Anne Hathaway è una delle attrici di maggior successo degli ultimi anni, protagonista di numerose commedie americane e importanti film d’autore: impossibile non averla notata.

Figlia di un avvocato e di un’attrice, cresce in New Jersey e diventa famosa interpretando il ruolo di Mia nella pellicola firmata Disney “Principe azzurro cercasi”; continua a farsi conoscere con la parte di Laureen ne “I segreti di Brokeback mountain”, film vincitore di un Oscar. Ma la vera svolta arriva nel 2006 con “Il Diavolo veste Prada”, in cui Anne veste i panni di protagonista accanto a Meryl Streep. L’anno successivo viene scelta per il ruolo di Jane Austin in “Becoming Jane” e da quel momento il suo successo diventa inarrestabile.

Al punto da aggiudicarsi l’Oscar come miglior attrice non protagonista in “Les Miserables”, durante l’85esima edizione degli Accademy Awards, che si è svolta proprio qualche giorno fa.

 

 

Anne era elegantissima nel suo vestito di satin rosa firmato Prada, abbinato ad una splendida collana di diamanti e ad una commozione che non sembra aver riscosso altrettanto successo tra il pubblico.

Proprio durante la premiazione infatti, sui social network impazzavano commenti e hashtags relativi al discorso di ringraziamento al momento della consegna dell’Oscar, quando l’attrice ha esordito con: ”Dunque è successo!”, una frase che non gli spettatori non hanno proprio digerito.

Probabilmente lo stesso pubblico che non ha tardato ad etichettarla come “troppo noiosa”, “troppo costruita” e “troppo vicina all’immagine di un’adolescente liceale”.

E se il punto fosse che Anne Hathaway rispecchia semplicemente il “troppo”?

Bella, giovane, di successo e da poco sposata con l’attore Adam Shulman: requisiti invidiabili che le hanno procurato una schiera di “Hatha-haters”, come sono stati definiti i suoi detrattori. Tra questi pare che ci sia anche la cantante Emma Fitzpatrick, che si è lanciata in un video-parodia caricato su YouTube, nel quale imita la Hathaway nella performance di “I dreamed a dream”.

“Lo ammetto, mi hanno ferito, ma nella vita c’è sempre il rovescio della medaglia” ha confessato l’attrice, rassicurando poi i suoi sostenitori: ”Ma io mi concentro sul lato positivo”.

E sembra riuscirci senza difficoltà: Anne posa sicura davanti ai fotografi, regalando ai flash un sorriso sincero e carico di riconoscenza nei confronti di una vita che l’ha premiata per il suo talento.

E’ questo il vero fascino che la caratterizza: rimanere sé stessa e fondersi perfettamente nei ruoli che le vengono assegnati, sebbene si allontanino molto dalla propria personalità. Spogliarsi dei panni della prostituta Fantine ne “Les Miserables” e indossare quelli di Andrea Sach in “Il Diavolo veste Prada”.

 

 

La versatilità caratterizza gli attori eccellenti, molti dei quali però si mostrano spesso distaccati e distanti quando tornano ad essere sé stessi: sul red carpet sfilano decine di volti e di sguardi apparentemente impenetrabili ed assenti.

Non è quello che succede quando brilla la stella di Anne, tutta sorrisi e determinazione: e si sa, dietro a tante critiche si nasconde la più sincera delle ammirazioni.

 

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