Per coloro che necessitano degli occhiali da vista, Vogue ci presenta una collezione primavera/estate davvero molto bella. Diverse e bellissime sono le montature proposte, ideali davvero per ogni viso, a cominciare dalla speciale serie CFDA, un progetto esclusivo che vede la collaborazione della stilista Charlotte Ronson. Quest'ultima ha realizzato una capsule collection che si compone di un certo numero di occhiali da vista da donna dal taglio decisamente femminile e dai colori pastello.

 

Sulle montature troviamo degli intarsi e dei motivi stile merletto che vanno a decorare frontali e stanghette. Abbiamo poi la Linea Flora, ovvero dei modelli che si arricchiscono di una texture floreale che va a a decorare la parte interna degli occhiali da sole o anche le aste di alcuni di questi, come per gli occhiali da sole.  

 

 

A colpire sono principalmente i colori, molto intensi e brillanti, come il rosa shock, il turchese e l’arancio del tramonto, il viola e il bellissimo verde smeraldo, senza però dimenticare delle tinte evergreen come marrone e nero, sebbene non possano di certo essere dimenticati occhiali con montatura crystal e disponibili in diverse sfumature pastello, come lavanda e azzurro. Negli occhiali da sole da uomo non mancano modelli rettangolari in acetato, ma anche proposte in materiale decisamente leggero sebbene ultra-resistente.

 

Care amiche, dopo avervi mostrato la collezione di occhiali da vista firmata Vogue, tocca ora agli occhiali da sole realizzati dalla medesima griffe. Tra i modelli spiccano delle deliziose special edition. In primis vi è la linea CFDA, una serie di occhiali realizzata in collaborazione con ilConsiglio dei Fashion Designers d’America, che ha realizzato un progetto di design firmato Vogue Eyewear. La stilistaCharlotte Ronson, per la sua creazione, si è ispirata alla bellissimaEva Mendes,ancora testimonial del marchio, realizzando così una collezione che unisce alla perfezione la dolcezza dei tratti dell’attrice.
 
Come dichiarato dalla stilista:
 
"Ho trascorso molto tempo esplorando l’essenza del brand e mi sono davvero focalizzata su Eva, che è subito diventata la mia musa. Sono stata ispirata dalla sua sicurezza, sofisticatezza e femminilità, che si riflettono naturalmente nel suo stile. Ho voluto prendere ciascuna di queste caratteristiche e lasciare che influenzassero gli elementi di design delle montature’".
 
 
 

Nella linea eyewear del marchio abbiamo però anche Flora, che si caratterizza per delle texture floreali che vanno a decorare le aste, senza però contare anche degli intarsi esterni sulle stanghette. Pop Colors, invece, è la linea di sunglasses declinati nei colori più trendy e briosi della stagione, ma senza mai dimenticare anche tanti modelli crystal. Interessante anche la mini-collection Love, che si distingue dalle altre per via della scritta che va a decorare le aste e che è realizzata del tutto in piccoli cristalli Swarovski. 

 


Terminata la settimana più attesa e patinata della moda Italiana, la MILANO FASHION WEEK, all’insegna della moda totalmente Made in Italy, degli eventi e dei Brand più importanti.
Una settimana che contribuisce a far diventare Milano, un simbolo di nota fama per il nostro Paese, una città sempre più internazionale ospitando celebrità provenienti da ogni dove.

Come ormai avviene da svariati anni, la settimana della moda milanese è stata inaugurata dalla Vogue Fashion’s Night Out, un’evento organizzato dal comune di Milano in collaborazione con Vogue Italia.
Giunta ormai alla sua quinta edizione e conosciuta con l’abbreviazione di VFNO, questa si presenta come una magica ed irripetibile nottata all’insegna dello shopping e dell’alta moda; infatti il 17 settembre, data fissata per questo entusiasmante evento, circa 500 negozi Milanesi hanno intrattenuto i propri clienti fino a tarda notte offrendo shopping a non finire.

Molti di voi potrebbero a questo punto porsi una domanda simile: “Perché andare a Milano, di notte, a fare shopping quando posso andarci tranquillamente di giorno?”
Eppure c’è una risposta del tutto ragionevole a questo quesito che in molti si stanno ponendo.

La Milano Vogue Fashion’s Night out è un evento unico ed irripetibile, si svolge una sola volta all’anno nella città di Milano e chiama persone da ogni dove. Ma non finisce qui !
Infatti i numerosi negozi che posticipano la chiusura offrono cocktail, eventi e Dj-Set veramente interessanti: dal party con Dj-set by Alena Seredova firmato Pinko all’animazione cosmetica di Douglas, dalla manicure offerta da Liu-Jo allo champagne cocktail di Michael Kors e Chopard, dal Cocktail Campari Orange Passion agli ospiti speciali come Enzo e Carla.

 

Eventi-e-resoconto-settimana-della-moda-milano


Inoltre in occasione di questo evento vengono ogni anno create numerosissime limited edition, dalle lattine di caffè firmate da 6 artisti by Lavazza alle sciarpe animalier Just Cavalli, dalle shopping bag by Blugirl alle cover per Iphone by Lanvin, Byblos & Malloni; dai braccialetti di Missoni alle poquette Braccialini e non finisce qui!
Special guest della serata i giovani talenti italiani vincitori del concorso “The Talent Night”,ospitati in un temporary store in Via della Spiga.
Ma questo è solo l’inizio! A questa nottata ha seguito, dal 18 al 23 settembre 2013, una settimana da urlo, caratterizzata dalle sfilate Milano Moda Donna, la più prestigiosa manifestazione del mondo dedicata alle collezioni prêt-à-porter primavera/estate 2014.

 

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L’abbigliamento esprime femminilità e virilità, identifica il cerimoniale dei passaggi più importanti della vita di ognuno di noi, ma ha anche identificato il concetto di “persona sociale” rivoluzionando la civiltà umana caricandosi di significati rituali, religiosi, culturali, caratterizzando i generi, le età e le inevitabili appartenenze a differenti classi sociali. Con il Rinascimento si scoprì l’ispirazione delle arti plastiche e secoli più tardi, le sartorie parigine strizzarono l’occhio anche all’arte contemporanea dei maestri Dalì, Picasso, Carrà, ect… Persino Balzac nel 1839 citava: “Un vestito è una continua manifestazione di intimi pensieri, un linguaggio, un simbolo”.

Ci vollero più di cento trenta anni per veder nascere la moda studiata dai sociologi con il boom economico degli anni Sessanta.

Edward Steichen scoprì che la moda e la fotografia potevano andare a nozze. Era il 1911 quando emerse per la prima volta il misticismo etereo indispensabile nelle immagini di moda, perché come scriveva Alexander Liberman nel 1979, “La foto di moda moderna racchiude la raffinatezza dell’abito attraverso l’arte, il talento, la psicologia, la tecnica e la vendibilità”.

 

 

 

VOGUE, prima rivista illustrata di moda nasce negli States nel 1892, nel 1909 viene acquistata dall’editore Condé Nast diventando la più ricercata dalle donne in tutto il mondo. Lavoreranno per la testata (oltre a Steichen che divenne capo redattore nel 1923), De Meyer, Cecil Beaton, Man Ray, Charles Sheeler e Emile–Otto Hoppé, Horst P. Horst, Helmut Newton, Mario Testino, Paolo Roversi, Peter Lindbergh, Tim Walker, Erwin Blumenfeld, David Bailey, Guy Bourdin, Sølve Sundsbø: loro hanno rivoluzionato il linguaggio comunicativo della moda attraverso i loro scatti, spesso lavorando in team. Attraverso la loro creatività hanno trasformato la fotografia di moda in un linguaggio artistico unico insieme a stilisti che li hanno ispirati, basti ricordare il rapporto tra Balenciaga e Irving Penn, tra Cecil Beaton e Elsa Schiaparelli, tra Helmut Newton e Yves Saint Laurent, Peter Lindbergh e Azzedine Alaïa.

VOGUE con le nuove tecniche di stampa convertite alla fotografia diventò il fiore all’occhiello delle riviste patinate dominate dall’alta moda fino agli anni ’40; la moda si democratizzò e ritornò a far sognare grazie al New Look di Christian Dior. L’emancipazione femminile degli anni ’60 consegnò alle donne il prȇt-ȃ porter che oggi le aiuta a vivere meglio indossando capi “in serie”.

 

 

 

 

La mostra “Fashion. Un secolo di straordinarie fotografie di moda dagli archivi Condé Nast” organizzata dalla Fondazione Forma, presso piazza Lucrezio Caro a Milano, a cura di Nathalie Herschdorfer che raccoglie alcune delle immagini più brillanti dagli archivi Condé Nast di NewYork, Parigi, Londra e Milano. Interessante il libro (con la prefazione di Todd Brandow, saggi di Nathalie Herschdorfer, Sylvie Lécailler, Olivier Saillard e con un’intervista esclusiva con Franca Sozzani, direttrice editoriale di Condè Nast Italia e di Vogue dal 1994), “sintesi” delle migliori foto di 80 autori fotografi (partendo dalla prima fotografia pubblicata su Vogue nel 1913, un ritratto della socialité Gertrude Vanderbilt Whitney scattata dal barone Adolf de Meyer, fino all’ultima foto che ritrae Michael Baumgarten su TEEN VOGUE del 2006). Nathalie Herschdorfer spiega come la fotografia di moda sia simile alla messa in scena di un’opera teatrale in cui tutte le immagini devono esser studiate alla perfezione, con redattori, modelle, make up & hair artist. Se c’è equilibrio e sintonia nel team di lavoro il risultato sarà eccellente, come dimostrano i risultati degli art director Diana Vreeland o Alexander Liberman.

Così VOGUE è diventata la “Bibbia della moda” sinonimo di creatività, stimolo per i giovani creativi attraverso lo sperimentalismo delle immagini avanguardistiche, tra idee, tendenze e vintage, questa rivista è diventata un punto di riferimento per tutti gli stilisti del mondo che cercano il loro elisir di lunga vita creativa!

 

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Fin da piccola, sono stata appassionata dell’arte che ci consegna all’infinito e ferma il tempo in un attimo. L’arte è straordinaria perché è in grado di catturare e plasmare le caratteristiche di una persona per realizzarne qualcosa di irripetibile; proprio per questo da adolescente analizzavo la complessità del corpo femminile per valorizzarlo con la meticolosa creazione di un prezioso abito. Tutta passione nata dal colore, il dono più grande per iniziare a sognare proprio come avviene nella pittura paziente dell’artista che dipinge usando la corposità dei colori brillanti sulla tela bianca. Negli anni con le tecniche artistiche sperimentate ho scoperto la “poeticità” dell’acquerello che trasforma il dono del cromatismo puro in infinite possibilità anche se necessita di una buonissima manualità. Studiando moda a scuola usai anche i “Pantoni” professionali ma preferivo le sfumature cromatiche ottenute usando più tecniche contemporaneamente: dalle tempere alla china, passando per carboncini, gessetti e pastelli a cera. Tutto è iniziato così!

Ho scoperto da poco un’artista bravissima che mi ha colpito per le sue opere oniriche e intimiste: Cate Parr. E’ un’illustratrice di moda che riesce a plasmare i tratti somatici della donna e a catturare sguardi creando originali icone pronte per essere desiderate sulle copertine delle riviste di moda (ad Es. Vogue). Nata in Inghilterra ma vive in California, tutto il suo lavoro creativo di sintesi si snoda tra colore e forma: incredibilmente immediato il risultato, lei riesce a rendere, attraverso pochissime sfumature, i lineamenti del volto, delle labbra, dei capelli; i suoi ritratti femminili trasfigurano sensualità nella trasparenza delle sue pennellate impalpabili che sembrano sfiorare la tela accarezzandola.

 

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Le sue opere sono intrise di una bellezza innata, come se fossero sempre esistite da qualche parte, nell’universo e lei le abbia soltanto svelate rendendole incantevoli plasmandole attraverso i colori che, sapientemente, prendono vita nelle sue mani come se emergessero da un sogno dominato da infinite tonalità di rosa, lilla, viola, blu, verde, arancio, che sfumati “animano” inconsciamente forse anche tutti i nostri desideri.
Cercate tutte le sue creazioni, ne vale davvero la pena! Info: http://www.cateparr.com/

 

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