Sia su internet che su carta stampata si sente sempre più spesso (e meno male!) parlare di cucina vegetariana e naturale. Approfondiamo questo argomento con chi ne ha fatto non solo una passione e una filosofia di vita, ma anche un lavoro. Capiremo in cosa consiste, che benefici da‘ e quali sono i rischi dell’alimentazione a cui ci sottopongono normalmente ristoranti, bar e supermercati tradizionali. E lo faremo con chi questa cucina la vive ogni giorno, i proprietari di Kitchen and Soul: bottega-laboratorio milanese per la produzione e vendita di cibi artigianali.


E: Vuoi farci un breve accenno a come e perché è nato questo progetto?
M: Giorgia e Stefano, pur lavorando in ambiti diversi, da anni coltivavano la passione per la cucina e tutti i fine settimana cucinavano per un'associazione culturale. Allo stesso tempo hanno organizzato un mercato di prodotti biologici, fino a quando hanno deciso avventurarsi in questa nuova impresa. Nell’iniziativa hanno coinvolto altre due persone, me (Marika) e Alessandro, che abbiamo creduto in questa attività. Il presupposto fondamentale è offrire una cucina naturale e casalinga, basata sull'utilizzo di materie prime naturali, fresche e a chilometro zero (provenienti cioè dalle piccole realtà locali, privilegiando chi produce nel rispetto della natura e delle tradizioni del luogo). Selezioniamo i nostri canali di approvvigionamento prevalentemente per conoscenza diretta o su consiglio di persone che lavorano nel nostro stesso ambito. Di solito andiamo a conoscere i produttori personalmente e assaggiamo i loro prodotti prima di acquistarli.


E: Quali sono le difficoltà principali di avviare un’attività come questa,che se vogliamo dire è un po’ di "nicchia"?
M: Da un lato il costo delle materie prime, non solo del cibo, ma soprattutto del packaging (piatti, posate, bicchieri e confezioni d'asporto sono tutti di materiale biodegradabile). Dall'altro, riuscire a trasmettere ai clienti l'importanza del nutrirsi con equilibrio, con prodotti di stagione, naturali, cucinati con pochi grassi per una migliore digeribilità ed energia. A questo si aggiunge il rapporto qualità / prezzo che molto spesso viene sottovalutato. Il nostro prodotto ha ovviamente un costo maggiore rispetto alle materie prime industriali, ma bisogna considerare i vantaggi che porta, soprattutto in termini di gusto e salute: niente additivi chimici per dare sapore e niente conservanti o sostanze coloranti, cosa che è veramente rara da trovare in giro (basta guardare alle etichette con gli ingredienti dei prodotti che acquistiamo normalmente al supermercato: c’è da spaventarsi!). E poi le quantità: al nostro corpo non servono 500 grammi di pasta per pranzo, meglio un piatto con riso, verdure e legumi, più leggero e adatto per rientrare al lavoro e mantenere la concentrazione. Inoltre, con un pasto così, nel tuo piccolo contribuisci a rispettare l’ambiente e il futuro di tutti.

E: Come preparate i cibi che offrite?
M: Il menù varia al massimo ogni due giorni e viene pubblicato sul nostro sito quotidianamente. C'è la possibilità di riceverlo giornalmente iscrivendosi alla newsletter.
Usiamo fuochi e forno trivalente. Nella preparazione dei nostri cibi facciamo particolare attenzione a quelle persone con problemi di intolleranze alimentari e in generale a tutti coloro che desiderano nutrirsi in maniera critica e consapevole. La realizzazione delle ricette è rispettosa di metodi semplici e naturali, senza grassi in eccesso: niente panna, burro, affettati, maiale. Ove possibile cottura al vapore e condimento a crudo. Usiamo olio extravergine, olio di semi di mais e di girasole, tamari, shouy, molte spezie, erbe aromatiche e frutta secca. Tutto è compiuto avendo cura della qualità del prodotto finito, che deve essere saporito, gustoso, nutriente e invitante. Controlliamo con la massima attenzione tutti gli elementi che usiamo: data di preparazione e di scadenza, visita diretta dei nostri fornitori, rispetto dei tempi di cottura dei vari alimenti e niente contaminazioni: non usiamo mai contemporaneamente per più prodotti gli stessi strumenti (per esempio se cuociamo contemporaneamente riso e farro, non usiamo lo stesso mestolo per salvaguardare il celiaco). La trasformazione sostenibile di alimenti integri provenienti dal territorio circostante è la risposta pratica al dilagare del cibo spazzatura, edulcorato, aromatizzato, surgelato ma privo di anima. Siamo attenti al sapore autentico dei cibi che prepariamo: pomodoro che sa di pomodoro, pollo che sa di pollo.

 

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E: Quali sono i principali benefici del cibo che cucinate?
M: Abbiamo benefici fisici sia a breve termine (niente sonnolenza e pesantezza dopo il pasto, niente problemi digestivi e intestinali) sia a lungo termine, perché il fisico è più “pulito”.
Fa’ impressione pensare alla quantità di sostanze chimiche a cui ci sottoponiamo ogni giorno: cibo trattato, inquinamento, sigarette, prodotti cosmetici, creme e shampoo. Tutte cose che non sono in natura e quindi che il corpo deve cercare di eliminare, indebolendosi sempre più. Quando il corpo è pulito da agenti chimici, il sistema immunitario è più forte e resistente, provare per credere: mangiate sano e naturale per 2 mesi e vedete quante volte vi viene il raffreddore! Zero.
Inoltre, questo tipo di alimentazione aiuta a prevenire molte intolleranze. Dobbiamo ricordare che allergie e intolleranze sono malattie del nostro tempo, figlie di un’alimentazione industriale, trattata, con utilizzo massiccio di elementi che andrebbero ingeriti con moderazione (carne, zucchero, sale) e che quindi il corpo dopo un po’ rifiuta, come se fosse in overdose.

E: Quali sono i principali pericoli del cibo che gira solitamente nei ristoranti e nei supermercati "comuni"?
M: Possiamo avere da una parte il sovrappeso, che alla lunga porta a disturbi di vario tipo. E dall’altra, paradossalmente, la iponutrizione, persone cioè che per mantenere la linea, mangiano poco e quindi non rispondono alle richieste del proprio corpo, portando stanchezza, debolezza e alla lunga malattie ben più serie. È dannoso per il nostro corpo sia l’eccesso di proteine, zuccheri e vitamine, sia la carenza o addirittura la mancanza. Una nutrizione corretta garantisce non solo un benessere nel presente, che è visibile in maniera immediata, ma anche effetti positivi sulla propria salute a lungo termine: chi non vorrebbe vedersi a 50 anni ancora in grado di fare una bella corsa al parco o a 80 a camminare agilmente e senza dover prender 20 pastiglie di medicinali al giorno?

 

E: Il vostro locale che orari fa e che servizi offre?
M: Siamo a Milano e siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 12.00 alle 20.00. Realizziamo anche catering, pranzi e cene su ordinazione, colazioni di lavoro e fornitura cibo per associazioni, circoli e tavole fredde. Ci trovate su http://www.kitchenandsoul.it/ e su Facebook.

E: Per chi non è di Milano, cosa potete proporre?
M: Di cercare altre realtà che hanno una filosofia simile alla nostra (qui trovi gli altri locali VEGetariANI), di entrare a fare parte di gruppi d’acquisto per la spesa, dove è possibile andare direttamente a comprare gli alimenti dal produttore o trovare nella propria città o zona di residenza i mercati biologici.

 

E: Volete dare qualche consiglio sulla spesa di tutti i giorni per renderla più consapevole?
M: Fare la spesa ai mercati biologici, comprare sempre frutta e verdura di stagione (su internet si trovano pratiche tabelle da stampare e consultare quando si va a far la spesa). È importante evitare di ingerire alimenti di origine animale ogni giorno: gli animali hanno un DNA e una biologia diversi dai nostri, costringere il nostro corpo a trasformare composti così differenti non fa bene. Dobbiamo anche aumentare il consumo di frutta e verdura, viste troppo spesso come accessori saltuari: usciamo dall’ottica che il pasto ideale sia il piatto di pasta e/o la carne perché non c’è luogo comune più sbagliato. Moderazione anche con le bibite: il nostro corpo per dissetarsi ha bisogno di acqua, non di composti pieni di coloranti e zuccheri. Fritti, alcolici e dolci teniamoli per le occasioni di svago e limitiamoli a 1 / 2 volte a settimana. Proviamo a dimezzare sale e zucchero: all’inizio sarà strano, ma dato che per anni abbiamo abituato le papille gustative ai nostri eccessi, è comprensibile. Dopo poco tempo si risveglieranno dal torpore e ricominceranno a sentire i sapori veri di ciò che mangiamo!

 

 

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Oggi vi proponiamo un'intervista a una giovane scrittrice, Elisabetta Pedata Grassia, autrice del libro "Fiori in Rapsodie". 

 

Chi è Elisabetta? Raccontaci un po' di te e del tuo  approccio al mondo della scrittura

Sono una studentessa di lettere moderne con un'anima in continuo cambiamento e rinnovamento. Amo la ricerca, la meraviglia e tutto ciò che riguarda la natura. E la scrittura è una diretta conseguenza di questo divenire. Scrivere per me è fondamentale come respirare, è un modo per irrompere e comunicare all'altro uno stralcio del mio mondo. 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Ho cominciato da bambina, inventavo filastrocche e favole sotto lo stimolo di mia madre che amava leggere i libri più svariati. 

 

Arriviamo a Fiori in Rapsodie. Come è nata la raccolta? 

 

La raccolta di poesie e racconti è nata dopo una fase di profondo "ascolto", come piace definirla. Ho incontrato anime straordinarie che inconsapevolmente hanno messo a posto il puzzle scomposto della mia vita, dai bambini con alle spalle storie difficili ai barboni, zingari che mi hanno raccontato le loro vite. Alla fine mi sono resa conto di essere un tramite: dovevo solo trascrivere e dare armonia al caos. Aphorism e Lettere Animate, poi mi hanno offerto la possibilità di pubblicare il mio libro per la collana dei "Destrieri" e ho colto al volo questa grande opportunità.

 

Da dove nasce il titolo "Fiori in Rapsodie"?

Ho immaginato una metafora sinestetica: un accostamento di figure sensoriali differenti nate dall'amore che ho per la rinascita della natura dopo la tempesta,  in un ritmo musicale che possa creare empatia con il lettore. 

 

Dove è possibile acquistare il libro?

Il libro è disponibile online su Lettereanimate.com, Amazon.it, Ibs.it e in altre negozi online, nonché ordinabile in tutte le librerie.

 

Per concludere, cosa diresti a chi legge?

Direi di non smettere di cercarsi. Di cercare la propria voce lontano dalle sovrastrutture. Di essere libero/libera di nuotare controcorrente e di non aver paura nel lasciare andare la propria maschera. 

 

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Essere Mamma è un ruolo fondamentale, una delle funzioni più importanti del mondo. Perchè senza una mamma, una vita non può nascere. Ogni uomo o donna sulla Terra è venuto al mondo grazie a una mamma: ma allora perchè questo ruolo ancora non viene aiutato e tutelato come si deve?

Purtroppo questa domanda non ha ancora trovato risposte valide; ma nell’attesa di un vero giro di boa in merito, cioè di un vero aiuto da parte dell’apparato sociale, c’è chi ha pensato di iniziare con l‘aiutarci tra di noi.

Intervistiamo Marzia Del Prete, presidente di Mom&Woman, associazione onlus che si occupa di dare supporto alle mamme che vivono le piccole e grandi difficoltà che questo ruolo comporta ogni giorno.

I principi cardine di questo gruppo non possono che toccare ognuna di noi nel profondo. Eccone alcuni. Mom & Woman nasce perchè:
• di fronte alla maternità non ci può essere nessuna forma di svantaggio e di fronte all'essere donna nessuna discriminazione;
• la salute, la formazione, il lavoro, la conciliazione dei carichi familiari sono diritti da tutelare per ogni donna ed ogni mamma a maggior ragione se in difficoltà economiche, sociali o assistenziali;
• spendiamo le nostre competenze per regalare un futuro migliore ai nostri figli e figlie
• risollevare la vita di una mamma o donna svantaggiata significa regalare una possibilità di scelta ai suoi figli e la crescita umana ed economica dell'intera collettività.
Mom & Woman si muove su 5 aree di attività: salute e benessere, educazione, conciliazione lavoro / famiglia, formazione, eventi e concorsi.

 

E: Marzia, puoi raccontarci come nasce questo progetto?
M: Mom&Woman Onlus  nasce con la mia maternità ed il mio voler essere un esempio positivo per mia figlia. Una maternità difficile che mi ha dato la possibilità di fare non poche riflessioni e di ribaltare completamente la mia vita. Credendo che il cambiamento debba provenire prima di tutto da noi stessi, ho iniziato a battermi ogni giorno per regalare un futuro migliore a mia figlia, che sarà donna e mamma di domani.

 

E: Che obiettivi avete per aiutare le mamme in difficoltà?
M: Mom&Woman Onlus è un’organizzazione nazionale senza fini di lucro, formata da professionisti (principalmente donne e mamme) che ha come principale obiettivo la tutela dei diritti civili di donne e mamme svantaggiate economicamente e socialmente. Una donna o una mamma che entra nel cuore della solidarietà vera di Mom&Woman Onlus, ha a disposizione alte competenze, tanta professionalità e grande umanità. Siamo in grado di prenderci cura di lei, di regalarle alta formazione, di valorizzare il suo talento, fornendo occasioni concrete di lavoro, sostenendola nella conciliazione dei carichi famiglia-lavoro. Sentiamo molto al nostro interno anche il tema dell’imprenditoria femminile e della leadership rosa. Ci sono molte donne e mamme piene di risorse che il mercato del lavoro non valorizza e spesso rifiuta. Sono potenzialità che vengono lasciate nell’ombra e nell’abbandono e che da sole non hanno i mezzi o il network per risollevarsi. Noi forniamo loro gli strumenti per rialzarsi perché crediamo nel talento femminile. Aiutare una mamma in difficoltà significa aiutare di riflesso anche i suoi figli, dando una nuova possibilità di crescita umana e culturale all’intera società. Sembra incredibile ma in Italia questo non si fa, o comunque non abbastanza, perché la maternità è vissuta come un ostacolo, un impedimento e non come potenzialità e risorsa.

 

E: Sul sito si parla di alcuni progetti volti ad aiutare le mamme nella conciliazione lavoro – famiglia. Come HomeTeacher&Kids, EnterpriseTeacher&Kids e NannY, puoi spigarci brevemente come funzionano?
M: Tutti e tre sono progetti di conciliazione, ma contemporaneamente anche di lavoro per molte mamme. Selezioniamo donne di talento e disoccupate per dare loro alta formazione e inserirle lavorativamente attraverso i nostri tre servizi di conciliazione. HomeTeacher&Kids e EnterpriseTeacher&Kids sono i nostri progetti di nidi familiari e aziendali basati sul nostro modello educativo sperimentale (che vuole sviluppare pensiero laterale nei bambini e la conoscenza della lingua inglese sin dai primi mesi di vita). Il NannY è un progetto di tate a domicilio, educatrici spesso madrelingua inglese o psicologhe, che supportano le mamme lavoratrici nell’educazione dei figli o nella mediazione familiare.
Attualmente è aperto il bando di selezione e formazione NannY nel territorio di Roma Capitale, tutti i dettagli sono sul sito www.mom-woman.com

 

E: Che messaggio vorresti trasmettere alle donne che ci leggono?
M: Le persone a volte costruiscono i propri castelli sulle favelas, pensando che mai il disagio e la sfortuna busserà alla loro porta o a quella dei loro figli. Quello che ancora si fatica a comprendere, è che abbiamo ricevuto in dono le nostre fortune. Ed è nella capacità che abbiamo di condividerle l’unica speranza di tutela nostra e dei nostri figli. Questo vale anche per le competenze e tutto ciò che possiamo mettere a servizio dei più deboli.
E' sullo scambio di competenze, professionalità e conoscenze che noi fondiamo tutti i nostri progetti solidali, per questo siamo sempre aperti alla collaborazione volontaria di nuovi professionisti che partecipino attivamente alla nostra causa (parlo di formatori, progettisti, manager, consulenti, psicologhe, educatrici e così via). Ogni professionalità che si rende disponibile alla nostra causa sul territorio nazionale è bene accetta perché il lavoro da svolgere è tanto e troppe sono le donne e mamme in difficoltà a cui dare una risposta concreta che le riabiliti agli occhi dei loro figli e della società tutta.
Presto uscirà un bando di selezione dei delegati regionali dell’associazione, richiediamo alte professionalità e skill molto forti per la nomina a delegato regionale. L’obiettivo è la diffusione capillare di tutti i progetti nel territorio nazionale e la collaborazione con istituzioni locali, enti, imprese per avviare a livello regionale/provinciale/comunale i nostri progetti di pari opportunità, formazione e lavoro diretti a donne e mamme in difficoltà.

 

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E: E tu, come mamma - donna - lavoratrice e ideatrice di questo importantissimo progetto, come riesci ad affrontare le difficoltà di questi ruoli e a conciliare i vari aspetti della tua vita?

M: Concilio semplicemente non escludendo gli affetti dalla mia vita, lavorando spesso da casa e partecipando attivamente al processo di crescita di mia figlia. Ho portato Rebecca con me in banca, dal commercialista, ai convegni, alle riunioni destando stupore e meraviglia. Per me è un modo di dire basta ad un sistema che esclude la maternità o la emargina ad aspetti residuali della vita di una donna.
I figli sono parte integrante dell'esistenza delle loro madri ed il sistema italiano, che ne esclude la presenza delegando ad altri la loro crescita, va scardinato.
Le mamme devono godere di maggiori supporti alla conciliazione e questi ultimi non devono essere pennellati sulle esigenze del sistema attuale, che non comprende il valore della maternità. Le logiche devono cambiare, le donne devono poter lavorare ed avere i figli vicino soprattutto nei primi anni di vita. Questo significa che non servono asili nido e basta, serve il telelavoro, serve la flessibilità in azienda, servono i nidi aziendali, servono politiche più inclusive a favore della maternità.

 

E: Sul sito di Mom&Woman si può leggere una dedica bellissima a tua figlia. Possiamo riportarla?
M: certo, eccola.
Ho sognato per te un mondo
dove l’essere donna non significa sesso debole,
dove l’accesso ai mezzi di cura e alla formazione avviene indipendentemente dai mezzi economici che possiedi,
dove la maternità è vissuta come un dono e non come un ostacolo,
dove il tuo talento è valorizzato indipendentemente dalle conoscenze che possiedi o dalla tua avvenenza fisica,
dove puoi essere una leader senza dover diventare necessariamente più cruda di un uomo,
dove l’umanità è il pilota della tua anima,
dove nessuno potrà mai violare i tuoi diritti civili solo per il fatto che sei donna o mamma.

 

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Abbiamo intervistato Luca Pastorino, uno degli ideatori della piattaforma artistica virtuale a carattere permanente Openarte.it che consente di esporre in tempo reale sul web un numero illimitato di opere visionabili dagli utenti del sito. Pastorino ci spiega lo scopo di questo progetto ed i suoi possibili sviluppi futuri.

D) Buongiorno Luca. Ti ringrazio in anticipo della tua disponibilità e del tempo dedicato a questa intervista. Parliamo del sito Openarte.it Com'è nato questo progetto e qual è il suo scopo?

R) Questo progetto nasce da una mia idea. Sono sempre stato attratto dall'arte in generale. Mio nonno, Aurelio Pastorino, è stato anche un pittore. L'idea è nata dai siti di stock photo e poi si espande e prende forma come openarte, un misto di motore di ricerca per immagini ed uno spazio di vendita al pubblico di immagini digitali a basso costo. Lo scopo è quello di creare una piattaforma di aggregazione per artisti. E' il pubblico che decide se un'opera è valida o meno, al di fuori dei consueti schemi legati a gallerie o simili dove i parametri per decidere se un artista è bravo sono differenti da questi. La rete in qualche modo assicura un'imparzialità del pubblico che naviga e apprezza ciò che vuole in ogni parte del mondo.

D) Da quanto ho capito Openarte.it si configura come una piattaforma permanente di immagini d'arte contemporanea. Quante opere vengono esposte nel sito attualmente? Quale tipo di opere/ tecniche vengono esposte?

R) In questo momento ci sono 1668 opere, sono divise con criteri diversi: per corrente artistica (informale, astratto, figurativo),
per genere (pittura, grafica, scultura, digitale, installazione, design, fotografia, arti applicate), per tecnica d'esecuzione (olio, acrilico, acquerello, pastello, china, incisione, affresco, digitale, ceramica, oreficeria, fotografia, tecnica mista, altro), supporto (se pittura: tela, carta, tavola, vetro, intonaco).

D) Qual è il valore aggiunto che puo' offrire agli artisti ed ai fruitori dell'arte, una piattaforma espositiva digitale come Openarte.it, rispetto ad una galleria tradizionale?

R) Il sito offre la possibilità all'artista di esporre gratuitamente tutte le sue opere senza limiti di quantità è/o qualità. Chiunque può esporre, a patto che esponga opere sue (Royalty Free). E' poi il pubblico con le visualizzazioni, i voti, i click sui social network a garantire la popolarità o meno di un'opera.
Un altro servizio è la possibilità di vendere a prezzi fissati dalla piattaforma la copia digitale postata on line: normalmente i quadri sono visualizzati a bassa risoluzione ed hanno i loghi (watermark) sull'immagine stessa. Acquistandola, l'utente navigatore potrà fare il download ad alta risoluzione e senza watermark. Per l'artista è un'occasione di guadagno, anche se lieve (le riproduzioni hanno un prezzo fisso a seconda del formato, da 1,99 € a 9,99 €).
Openarte trattiene una piccola quota dal compratore come servizio di download. L'artista sarà in grado di vendere parecchie volte le stesse opere in qualità di copie digitali e vedrà crescere la popolarità di tali opere. Di conseguenza il prezzo dell'opera reale aumenta essendo questa unica ed apprezzata. Stiamo inoltre lavorando sulla possibilità di far vendere anche l'opera reale tramite la nostra piattaforma, servizio che è in fase di studio. In questo caso sarà l'artista a dare un prezzo all'originale. Diamo la possibilità a terzi di indire mostre online a cui gli artisti possono aderire e partecipare. Un altro valore aggiunto di questo progetto è la componente relazionale: gli artisti tramite il sito possono comunicare fra loro e con gli utenti, aggregarsi in gruppi come "Il Cafè des artistes" ed indire mostre collettive autonomamente. Crediamo che lo spirito di aggregazione sia importante perchè è fonte di ispirazione artistica e conduce ad un miglioramento e rinnovamento non solo delle opere ma anche degli artisti.

D) Un artista che vuole esporre proprie opere in Openarte.it, cosa deve fare?

R) Per esporre è sufficiente che l'artista si registri, compili i suoi dati anagrafici ed inserisca immagini .jpg non superiori a 5 MB . Il servizio è totalmente gratuito. Anche nel caso che l'artista voglia esporre in spazi particolari quali esposizioni temporanee online, Openarte trattiene solo una quota a fronte della vendita della copia digitale.

D) Ho notato che il sito valorizza il senso della vista attraverso l'esposizione di numerose immagini di opere e realizzazioni. Avete mai pensato di accompagnare la fruizione di tali opere ad uno o più sottofondi musicali in un connubio di differenti espressioni creative?
R) Si è stato argomento di discussione, ci sono alcuni problemi sia tecnici che di forma. Innanzitutto la piattaforma, lavorando con immagini, già passa una buona quantità di informazioni per secondo (cosa su cui stiamo lavorando per poter appunto inserire il sonoro). In secondo luogo, i file musicali in loop dopo qualche secondo iniziano a dare fastidio a causa della ripetitività. Per ovviare, dovremmo inserire lunghi brani in streaming. Una cosa che ho gradevolmente valutato è quella di far sentire associati alle immagini suoni e rumori ben scelti ed evocativi quali vento, acqua e rumori naturali, creando un ambiente confortevole ed in tono con le esposizioni.

D) Quali sono gli sviluppi che potrebbe avere in futuro il progetto Openarte.it?

R) Difficile a dirsi. La speranza è che diventi un punto di riferimento per gli artisti e gli appassionati d'arte. Pensiamo che ci siano le condizioni per cui Openarte cresca e venga utilizzato non solo come banca dati di immagini artistiche ma anche come luogo dove indire mostre online e sul territorio. Tramite monitor è possibile fare delle mostre a cui partecipano gli artisti iscritti online, senza dover spostare materialmente quadri opere e persone. Possiamo inoltre organizzare mostre con centinaia di opere d'arte che scorrono in un po' di schermi. Infine possiamo ospitare su openarte mostre che si stanno tenendo in luoghi specifici, prolungando la mostra stessa a spese estremamente ridotte.
 

Altro in Arte & Design

 

La sua prima volta sulla copertina di Vogue fu nel 1998: quindici anni dopo, una radiosa Sandra Bullock splende per la quinta volta sulla rivista più famosa del mondo.

Gli anni sono diventati quarantanove, lo sguardo è più consapevole e sembra inchiodare il tempo che è passato, come per tirare le somme e ricordare al mondo che la sua è stata una battaglia vinta. Anche e soprattutto perché non era pronta a combattere.

Era il 2010 quando Sandra Bullock vinceva l’Oscar per il film “Blind Side”: cascate di flashes, statuette dorate tenute strette con orgoglio e sguardi commossi. Ma quella di Sandra era un’emozione che andava ben oltre la conquista di un premio tanto acclamato, perché l’attrice aveva appena adottato un bambino e aveva programmato di rivelarlo al mondo intero proprio quella sera.

Non poteva di certo immaginare che pochi giorni dopo la “maledizione degli Oscars” l’avrebbe colpita proprio nelle sue certezze. Jesse James, suo marito da cinque anni, l’aveva tradita con una pornostar e l’attrice chiese immediatamente il divorzio.

“Bisogna andare avanti anche quando non si è pronti. La mia priorità ora è Louis (il bambino che ha adottato tre anni fa, ndr), non voglio che subisca pressioni legate al mio mestiere. Se vedrò che quello che faccio avrà ripercussioni negative su di lui, preparerò le valige e mi trasferirò in Alaska” ha dichiarato l’attrice alla rivista.

 

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E’ forse questo il motivo che quella sera del 2010 la spinse a proteggere il piccolo, decidendo di non rivelare più la notizia dell’adozione: per proteggere la normalità di cui troppo spesso si dimentica che abbiano diritto anche le celebrities.

Il 4 Ottobre uscirà in America “Gravity”, il suo ultimo lavoro che la vede al fianco di George Clooney e in cui veste i panni dell’astronauta Dr. Ryan Stone, che in seguito ad una catastrofe rimane bloccata nello spazio.

“Prima il mio lavoro era la mia vita. Ora non ho motivi per uscire di casa” ha rivelato l’attrice, che trascorre il tempo libero con suo figlio Louis e i suoi due cani Ruby e Poppy.
Progetta di allargare ancora la sua famiglia ed è grata per tutto quello che ha ricevuto, soprattutto perché “qualunque cosa accada, la affrontiamo come una famiglia. Non ci sono più solo io ora”.

C’è tutto quello che ha difeso e vinto combattendo, che vale più di cento statuette dorate.

 

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