• Il Nobel dell’essere donna. 

    Si parla spesso delle donne che hanno segnato il mondo con la loro presenza: Rita Levi Montalcini importante neurologa, premio Nobel per la medicina e senatrice a vita, o se vogliamo andare nella storia, Ippazia di Alessandria, grandissima matematica, astronoma e filosofa.
    Sono davvero tantissime e tutte vengono definite, per i loro talenti e le loro importantissime menti, donne eccezionali, si parla di loro ovunque ed è giusto che sia così, ma vorrei per una volta non parlare dei grandi nomi, ma di tutte le donne "normali" che sono sempre e ripeto sempre eccezionali.
    Le vediamo tutti i giorni correre chi sui tacchi chi su un paio di scarpe da ginnastica, lungo le strade, sui bus, chi con un sorriso, chi con gli occhi spenti: vivono mille difficoltà ma non si fermano mai, cascasse il mondo loro, sono sempre in prima fila nella vita, anche se stanno male, o sono tristi, mostrando una grinta che, permettetemelo, nessun uomo ha. 
    Altro che sesso debole!
    Donne separate, da quei mariti che hanno sposato tanto convinte che il loro amore sarebbe durato per sempre, con dei figli a cui cercano di dare il meglio del meglio, viaggiando tra compiti che non hanno voglia di essere fatti e crisi adolescenziali; tirano avanti la propria vita tra un lavoro che magari proprio non si ama e, la casa … un vero e proprio tour de force che non ha mai fine, se non quando si è al caldo di un letto che in un attimo le vede crollare ma … che subito dopo le vede risvegliare, con i capelli arruffati e la faccia gonfia dalla stanchezza al suono infernale della sveglia che… annuncia un nuovo giorno.
    Donne violate maltrattate e oppresse dalla testa malata di certa gente. La cronaca ne parla, poi cala il sipario sulla storia, ma il dolore rimane, fanno fatica a recuperare la propria vita, quasi impossibile sembra tornare a sorridere e a fidarsi dell’amore dell’uomo e del mondo.
    Donne malate che cercano con il sorriso di andare avanti nonostante le mille sofferenze fisiche o psicologiche, che davanti a un “Come stai?” rispondono sempre che stanno bene, mostrando con orgoglio il viso scavato e anche le lacrime nascoste.

  • donna-eccezionale-oggi

  • Donne che lottano per i propri diritti davanti agli occhi di tutto il mondo, urlando e portando se stesse ovunque.
    Sarebbe meraviglioso se qualcuno dedicasse tutti i giorni la pagina di un giornale a tutte le donne, per raccontare la vita di Carla, Maria, Anna, Stefania, Deborah … perché anche loro hanno segnato il mondo con la loro presenza, non sono da meno dei grandi nomi, meriterebbero anche loro un Nobel, un Nobel tutto eccezionale, il Nobel dell’essere Donna, un Nobel per la pazienza e per il duro lavoro.
    Perché nonostante siano cambiate tante cose e la donna non è più vista, come accadeva nel passato, una sorta di sforna figlia, essere donna oggi, ancora, non è per nulla facile.


30 dicembre 2012: muore Rita Levi Montalcini e con lei se ne va un pezzo di storia italiana, un motivo per il quale il nostro paese poteva sentirsi orgoglioso, fiero di essere la patria di una donna che con la sua intelligenza e determinazione ha saputo raggiungere i suoi obiettivi in un epoca nella quale il sesso femminile non aveva di certo le possibilità e l’indipendenza che possiamo dire di aver raggiunto oggi dopo tanti sforzi. Rita Levi Montalcini ha dimostrato come la costanza e la volontà siano due elementi fondamentali ed essenziali per il raggiungimento di uno scopo.
Nacque in una famiglia ebrea nella quale erano ben percettibili le concezioni vittoriane sul ruolo della donna che doveva semplicemente aspirare al ruolo di moglie e madre modello, ma nonostante ciò la Montalcini si iscrisse all’Università di Torino dove cominciò a studiare medicina intraprendendo anche studi sul sistema nervoso che condusse poi per tutta la vita.
A causa della sua origine ebrea fu oggetto di persecuzioni costretta ad emigrare dapprima in Belgio poi Firenze ed infine negli Stati Uniti dove vi restò per ben 30 anni.
Ed è proprio li che attraverso studi approfonditi arrivò alla scoperta e all'identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa, una scoperta che le varrà il premio Nobel per la medicina nel 1986.
In un’intervista degli ultimi anni una domanda alla quale rispose fu se avesse avuto dei rimpianti nella sua vita da ultracentenaria e la sua risposta fu un NO deciso, bhè, come biasimarla: una donna con un coraggio ed una fermezza da fare invidia a chiunque, non poteva che essere fiera delle sue scelte e dei suoi traguardi.
Penso che ognuno di noi dovrebbe guardare a questa grande donna e prenderla ad esempio perché non è stata solo un genio della scienza bensì una dimostrazione di emancipazione e di ingegno, una neurologa che ha studiato la complessa macchina che è la nostra mente, una donna che era la mente di questo paese.