Non sappiamo cosa è ma non riusciamo a farne a meno. 

Cari lettori e lettrici, stasera non ho voglia di annoiarvi con argomenti di cronaca o di attualità. Siamo cosi tanto presi a pensare a quanto ci accade intorno, che talvolta ci si dimentica cosa significa vivere. Perciò tirando un sospiro di fiato, sollecitata da un disco messo su dei Pink Floyd, ho scelto di trattare in poche righe dei momenti magici in cui c’imbattiamo talvolta per caso, ma destinati a diventare ricordi indelebili per tutta la vita. Ho scelto di rivivere uno dei miei e di farlo con voi.
Era una di quelle sere in cui stare comodamente a casa in pantaloncini mangiando pop corn e guardando un film. Alla tv stavano dando il mio preferito, Batman il Cavaliere Oscuro. 
Dovevano essere le 23 30 quando la segreteria telefonica iniziò a ricevere messaggi. “Dove sei? Devo parlarti...”
Non avrei mai voluto scomodare il culo dal mio divano, se non fosse stato per quella inaspettata telefonata. Declinai l'invito di tre o quattro volte, al quarto rifiuto era già sotto casa. Riagganciai il ricevitore e lo raggiunsi. Era mezzanotte, ed io mi trovavo a bordo di un Audi nel sedile posteriore, che toccava i 160 km. Lui era bello come me lo ricordavo, l'aspetto di figlio di puttana non l'aveva mai perso, sicuro di sè, impavido, guidava, padroneggiando il sedile anteriore. A fianco un tizio, avremmo dovuto accompagnarlo all’ areoporto. Pensai dentro di me che diavolo stesse succedendo, che ci facevo in quell’auto e a quell’ora, facendo fatica a seguire i loro discorsi. Sentivo il mio cuore battere sempre più forte, le gambe tremare cosi mi adagiai sul sedile, quasi a distendermi del tutto. Lo sorpresi più volte guardarmi dallo specchietto retrovisore. Mi sentivo come una lepre abbagliata dai fari di un auto combattuta tra scappare urlando dalla paura o saltargli addosso. Mi sentivo una quattordicenne in preda alla sua prima cotta. Giorgio mi faceva quell'effetto, sempre. Gli chiesi se fosse un sequestro, rispose di no. Finalmente arrivammo il tizio scese dall’auto, lasciando la portiera aperta, in modo che salissi a prendere il suo posto e ci avviammo nel cuore della notte.
Rimanemmo soli. Mi domandò dove volessi andare, il che era abbastanza strano dal momento che era stato lui a chiedermi di uscire. Il chiaro di luna tradiva i suoi occhi i rivelandone le espressioni, le intenzioni . Arrivammo in una strada costeggiata da case e auto. Accostando spense il motore e d ‘improvviso mi chiese: “Come si fa vincere la rabbia”? Era un pugile, mi domandai quante volte aveva lottato contro di sé per controllarsi per controllarla e vincerla. Accennai "la boxe non è abbastanza?". 

 

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“No. Mio padre non c’è più e io ho preso in mano la sua azienda. Me ne sono andato da casa che non sopportavo più mia madre e mia sorella chiedermi sempre di più nonostante io mandassi avanti la baracca.”- E dove vivi adesso?” "Da mia nonna da sei mesi. Tu sei l’ unica persona che c’è sempre, ci sei sempre. Tu scrivi delle cose che mi leggono dentro. Tu mi leggi dentro, e nessuno l'ha mai fatto prima“.
Rimasi in silenzio, quando posai di nuovo i miei occhi su di lui i suoi erano pieni di luce, forse brillavano per riflesso dei miei, forse di luce propria. D’improvviso la sua mano mi accarezzò il mio viso , sapevo che voleva di più , e forse anch’io. Mi baciò.
Esitai, per un attimo. Ma al secondo bacio la resa fu inevitabile.
Ci stavamo amando eppure riuscivo a sentire una musica. Mi sentì trasportata da lui tra le dolci note di un valzer. Immaginai un’ampia sala dai grandi lampadari e lui in tait a mani protese avanzarsi verso di me. Il mio corpo seguì il suo corpo, i miei movimenti i suoi.
Mi abbandonai alle sue braccia, a quella danza. Ballammo e ci amammo per tutta le notte , sotto gli occhi della luna.

 

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Fare sesso fa bene: perché si avevano dubbi in materia? Sono numerosi i vantaggi apportati al nostro organismo, non soltanto sulla sfera psicologica.

 

Diminuisce lo stress e migliora la pressione sanguigna

 

Da uno studio scozzese condotto su un campione di 24 donne e 22 uomini è emerso che, se messi in condizione di stress – come ad esempio parlare in pubblico o svolgere un esercizio di matematica ad alta voce – le persone che avevano fatto del sesso precedentemente reagivano meglio alle sollecitazioni, rispetto a quelli che si erano astenuti.
Non solo, si è dimostrato anche come il sesso e il vivere insieme a qualcuno favorisca la diminuzione della pressione arteriosa diastolica (minima).

 

Aumenta le difese immunitarie


Il fare sesso una o due volte a settimana contribuisce alla produzione di Immunoglobina A (IgA), un anticorpo che sfavorisce il contagio con raffreddori e altri tipi di infezioni del sistema immunitario.
Il tutto è stato dimostrato da uno studio della Wilkes University, che ha analizzato un campione di 112 studenti, di cui è stata registrata la costanza nel fare sesso ed è stato prelevato un campione di saliva. Dall’incrocio dei dati e delle analisi si è riscontrato come chi aveva avuto rapporti sessuali una o più volte alla settimana registrasse livelli più alti di IgA, rispetto agli altri.

 

Fa bruciare calorie


Non si ha la voglia e la costanza di andare in palestra per smaltire le calorie in eccesso? Nessun problema, il sesso può essere considerato un valido sostituto: praticarlo per mezz’ora favorisce il consumo di 85 calorie circa.
“Il sesso è il modo migliore per fare attività fisica” afferma la sessuologa Dott.ssa Patti Britton, il tutto accompagnato, per riuscire nel suo intento, da un altrettanto coinvolgimento psicologico, senza il quale non si otterrebbero gli stessi risultati.

 

 

Contribuisce a mantenere un cuore sano


Uno studio britannico ha dimostrato come un uomo che ha avuto rapporti sessuali una o più volte a settimana nell’arco della sua vita sia meno soggetto a infarto, rispetto a chi ha fatto sesso meno di una volta al mese.

 

Migliora il livello di autostima


I ricercatori dell’Unversity of Texas hanno associato l’accrescimento dell’autostima come una delle 237 ragioni per cui un individuo pratica del sesso.
La terapista Gina Ogden afferma: “Una delle ragioni per cui le persone dicono di fare sesso è quello di sentirsi bene con se stessi. Il “grande” sesso si ha quando c’è un grande autostima. Se il sesso è amorevole, connesso e come lo si desidera, l’autostima sale inevitabilmente.”

 

Consolida i rapporti di coppia


Uno studio su 59 donne ha dimostrato come, dopo un abbraccio con il loro partner, i livelli di ossitocina , il cosiddetto ormone dell’amore, nel sangue fossero a livelli più alti.
Questa sostanza infatti aiuta le persone a legarsi l’una all’altra, a fidarsi di chi si ha davanti: più è presente nel nostro organismo, più si è generosi.

 

Innalza la soglia del dolore


L’ossitocina svolge anche altre funzioni, come quella di antidolorifico, favorendo lo sviluppo di endorfine. Il dolore infatti può diminuire della metà.
Eiaculazioni frequenti possono prevenire il cancro alla prostata
Uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association ha dimostrato come gli uomini che avevano più di 21 eiaculazioni al mese avevano meno probabilità di ammalarsi di cancro alla prostata rispetto a colore che ne avevano una media di 4-7 al mese.

 

Si rafforzano i muscoli pelvici

 

Se si svolgono costantemente gli esercizi di Kegel (movimenti volti a rafforzare i muscoli pelvici), il piacere femminile risulterà più intenso, con un ulteriore vantaggio: meno probabilità di essere vittime dell’incontinenza in età avanzata.

 

Aiuta a dormire meglio


L’ossitocina, rilasciata durante l’orgasmo, favorisce anche il sonno, combattendo l’insonnia.
Dormire a sufficienza, a sua volta, si ricollega ai fattori benefici, precedentemente elencati, come una migliore pressione sanguigna.
Che tutto ciò possa essere un incentivo per chi trascura un po’ l’attività sotto le lenzuola? Ai partner l’ardua sentenza.

Noi glielo auguriamo.

 

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Scusatemi. Scusatemi davvero se prendo in prestito le parole del titolo di una celebre poesia di W.H. Auden, così bella, così romantica. È che sto cercando di capire. Stavo notando che molti adolescenti intorno a me, figli o nipoti di conoscenti, cugini più piccoli, vivono una storia d'amore fuori regione. Macinano chilometri per incontrare e vivere questa relazione con la ragazza che hanno conosciuto in chat o su social network. Da un lato va dato loro atto che si impegnano come fossero adulti: il fatto stesso di affrontare a volti lunghi viaggi, di mettere in secondo piano tutto il resto, la scuola in primis (anche se questa per molti non è poi una gran difficoltà), significa che questi ragazzi credono davvero nel sentimento che stanno vivendo. Sebbene probabilmente torneranno a viverlo migliaia di volte fino alla persona giusta. Però allo stesso tempo, forse non ci si può impegnare a fondo in una relazione a distanza, perché non si vivono molte delle dinamiche che segnano al tempo stesso la fortuna o la sfortuna di una storia.

Poi ci sono le amiche ultraquarantenni che ti dicono che ormai Internet è l'unica maniera per conoscere gente nuova. E te ne stupisci. Perché guardi le loro vite, che sono piene di amici di compagnie diverse, di interessi oltre al lavoro, come l'arte, il teatro, la musica. Interessi che aggregano e ti portano in luoghi diversi con persona diverse, nuove, sconosciute, da conoscere. Per queste donne, Internet è solo un mezzo semplice per sentirsi corteggiate e a mio avviso si sottovalutano, perché è solo di persona che si può vivere la loro autentica bellezza, non quella che proiettano dietro uno schermo. A volte però finisce bene, soprattutto se la relazione non è a distanza.

 

come-innamorarsi-in-chat


Tutti subiscono il fascino di Internet e l'idea di incontrare persone nuove non è un male assoluto, l'importante è sempre discernere. Qualche settimana fa ho ricevuto un SMS. Qualcuno aveva trovato il mio numero nella rubrica e chiedeva chi fossi. Non avevo quel numero e ho richiamato, magari era una cosa di lavoro. Invece, era un ragazzo che avevo conosciuto su Splinder una decina di anni fa. Un ragazzo strano che dal primo momento si era detto innamorato di me. E sembrava anche interessante. Non fosse che raccontava un mucchio di balle. Una volta mi raccontò di essere andato in campeggio con il suo istruttore di arti marziali, di essersi svegliato di notte per un bisogno corporale e di essersi trovato faccia a faccia con un cinghiale inferocito. Ma il cinghiale, impossibilitato a sostenere il suo sguardo particolarmente profondo, era fuggito. La morale? Internet è un passaggio obbligato oggigiorno per provare sentimenti, soprattutto quando si ha un problema di autostima. Ma quando si sentono certe cose, forse è meglio scappare, un po' come ha fatto il cinghiale.

 

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Piccolo prontuario su come comportarsi con le relazioni giunte al termine

A volte, quando una relazione, una storia d'amore, anche se è stata suggellata dal sacro vincolo del matrimonio, termina, resta sempre un po' d'amaro in bocca, anche qualora sia consensuale. Non importa quello che ci ha fatto o non ha fatto l'altro, che sia un tradimento o semplicemente sentimenti che non ci sono più. Per la maggior parte delle persone serve allontanarsi, pensare che l'altro non esista più: è un ciclo abbastanza ordinario, è questo il modo in cui la vita va avanti.
Per cui, dopo che ci si è asciugate le lacrime, dopo aver trascorso una sorta di periodo di decompressione dall'ex: cosa fare? È giusto ritornare a frequentare i propri ex, si può essere amici, si può davvero voltare pagina?
La risposta è sì, con un se e con un ma.
Partiamo dal presupposto che il tempo guarisce tutte le ferite dell'animo: il rancore non è mai positivo e provoca persino l'insonnia. Il rancore non porta a nulla, fa solo consumare dentro. Ci si fa una tisana di verbena odorosa e si decide di essere felici. Punto.
Per molte delle cose che capitano è di gran lunga meglio lasciar correre, o perdonare anche, ma solo quando ne valga la pena. Il mondo è tondo (o quasi, è un ellissoide di rotazione schiacciato ai poli): diciamo che sedersi sulle sponde del fiume e attendere il cadavere del proprio nemico è un po' passato di moda. Suvvia, non siamo eroine di Quentin Tarantino.


Il buon consiglio dovrebbe dirci però che in fondo i nostri ex si incontreranno di nuovo sul nostro cammino. Potranno anche far qualcosa in nostro favore, potranno semplicemente aver bisogno di un parere sul proprio lavoro o altro, e questo accade soprattutto se si vive in un piccolo centro. Per cui bando a tutto ciò che è stato, ben rammentando però che una nuova relazione sarebbe impossibile perché la precedente è finita, ma ricordando anche e soprattutto i momenti belli con l'altra persona. Perché forse ne potranno tornare altri, di natura né sessuale né sentimentale, ma di condivisione, forse anche una birra con le nuove compagnie, una battuta, una risata al momento giusto, progetti lavorativi comuni, e così via.
Chi non è stato un buon marito o un buon fidanzato, si potrebbe rivelare un buon amico in senso lato. Ed è quello che ci mostra come la vita cambia per adattarsi al nostro cambiamento. In tutti i casi.

 

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11 Mag

Incantesimo

Pubblicato in Amore

Giusto quando ci si concentra su sé stessi, sul lavoro, gli impegni, si rimandano inviti, cene, proposte e si inventano mille scuse per uno stile di vita assolutamente misantropo, quasi all'insegna della sociopatia, giusto una mattina quando la fretta e l’ansia di arrivare anche stavolta in ritardo, nel bel mezzo della strada ci s’imbatte, ci si scontra in una visione assolutamente celestiale.

Era successo in una delle mie incasinate mattine, una di quelle in cui afferri ventiquattrore giacca e jeans, giusto il tempo di un cappuccino e di una sistemata quasi decente ai capelli.

Il tempo era sempre stato un tiranno, imperdonabile, non bastava mai , e il prezzo era quasi sempre sacrificare la vita privata, per la vita lavorativa. Avevo deciso di prendermi una pausa, avevo smesso di vedere gli uomini, un po’ per noia, un po’ perché avevo già perso fin troppo tempo, e fin troppo me stessa nell'ultima storia.

Le mie giornate trascorrevano velocemente. Alle otto del mattino ero già fuori casa e il mio rientro non era mai prima dell’orario di cena. L’unico lusso che ancora mi concedevo erano i miei bagni caldi al profumo di mirra e vaniglia, i miei sigari, lo shopping e infine la tappa al supermercato ogni sera prima di cena, anche se questo più che un lusso era una necessità .

Quando gli scrittori avevano le stagioni, io avevo i mesi, i giorni, le ore, i minuti e i perfino secondi. Sentivo che nessuno avrebbe capito i miei stati d’animo, la mia vulnerabilità, i miei sbalzi di umori, e perfino le mie incazzature, a parte me.

E in effetti passare un po’ di tempo con me era l’unico modo per sentirmi serena, niente scenate, niente obblighi, niente vincoli me e soltanto me. Un ego ingordo di sé. Tenevo alla larga gli uomini, sebbene non demordessero mai negli inviti, nelle proposte, e talvolta nelle dichiarazioni che se non fossero state d’amore sarebbero state da horror. La mia paura di cadere ancora una volta nell'amore mi teneva lontano da qualunque coinvolgimento emotivo, qualunque.

Ma quella mattina, con distrazione e passo veloce, inciampai su quell'uomo. Accennai con voce incazzata a “un mi scusi”, quando alzai gli occhi lo guardai, sembrava un angelo, e fu un incanto.

 

 

Gli occhi di colore zaffiro rivelavano un accennato sorriso e i lunghi riccioli biondi cadevano su larghe spalle. Doveva essere alto 185 e il suo petto era decisamente ampio e piatto. Quando le sue braccia mi accolsero nello scontro, sentì un meraviglioso profumo. Indossava un vestito elegante, uno di quelli costosi.

Non riuscivo a distogliere lo sguardo neanche a mettercela tutta. In un attimo avevo mandato a fanculo tutte le mie fantateorie sugli uomini, tutte le convinzioni sulla single-tudine. Quell’uomo era padre natura, e io una povera donna che non vedeva un uomo, che non usciva con un uomo da un pezzo. Mi chiese se andava tutto bene risposi di si.

Sono trascorsi due mesi da quel fatale incontro scontro, e andava ancora tutto bene fino ieri mattina, quando fatalmente ci siamo per l'ennesima volta rincontrati scontrati...

 

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