22 Mar

La musica in gravidanza

Pubblicato in Mamma

Fin dal primo giorno del suo viaggio nel mondo del pancione il nostro piccolino è accompagnato da una serie di sonorità, create dal corpo della mamma: dal battito cardiaco che lo culla con la sua presenza costante al flusso sanguigno, il suono della respirazione, i borbottii intestinali... il nostro corpo crea per il bambino un vero e proprio concerto privato.

In questo particolare “Auditorium” tutto ciò che il nostro piccolo ascolta possono essere definite come vibrazioni sonore che lo accompagneranno per tutto il tempo della nostra gravidanza, coccolandolo e viziandolo; è proprio qui che nasce il suo primo contatto con la Musica.
I nove mesi della mia gravidanza sono trascorsi a suon di musica: la cosa particolare era proprio la scelta della stessa, che veniva in primo luogo fatta da me ma poi le orecchie del mio piccolo avevano sempre e comunque la meglio guidandomi nelle scelte migliori per lui.
Notavo, per esempio, che se mettevo un certo tipo di musica il mio bimbo nel pancione reagiva dando calci e pugnetti, ma appena la cambiavo, mettendo un’opera classica lui si fermava magicamente.
Questa cosa l'ho poi adottata con il mio piccolo che spesso di notte non mi lasciava dormire; infatti immancabilmente ogni sera sembrava quasi che ci fosse l’appuntamento fisso tra me e lui: verso le 21-21,30 incominciava a tirare calcioni, avevo la sensazione che fosse quasi un segnale come se volesse dirmi: “AHOO MAMMA QUAND’E’ CHE ATTACCHI UN PO’ DE MUSICA?”
I primi tempi non capivo, ma poi pensando a ciò che avevo già letto sulle sonorità e su come rilassare tutto il corpo (compreso lui ovviamente), mi sono poi organizzata: ogni sera quando andavo a letto gli mettevo le opere classiche di Mozart nel lettore cd e ci addormentavamo insieme.
Anche durante il parto ho chiesto di avere un pò di musica come sottofondo e sono stata tranquillamente ascoltata.
Avendo parlato con altre mie amiche mamme, so che in alcuni ospedali non sono molto di manica larga per quanto riguarda richieste particolari come quello di adottare al musica come effetto rilassante. Ci sono, però, molti altri ospedali dove invece non vengono creati problemi, perché danno precedenza alla tranquillità della mamma e del bimbo che sta per nascere e del momento delicato che stanno per vivere entrambi.
Tempo fa ho letto che in un ospedale a Kosice Saka, città della slovacchia orientale, nelle nursery venivano messe delle cuffiette con delle sonorità molto lievi per ricreare un ambiente con le stesse coccole sonore di cui era circondato il bambino prima della sua nascita. Un idea meravigliosa oserei dire . Cosa ne pensate?

 

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Potrei tranquillamente consigliare a tutte le mamme che aspettano il loro bimbo, di provare a vivere esperienze sonore, incontri di movimento creativo, di prendere lezioni di musica o anche semplicemente ascoltare tanta tanta tanta tanta buona musica e, perché no, anche provare a leggere alcuni dei tanti libri in commercio che sono dedicati all’argomento, come per esempio:
Music Learning Theory di Edwin Gordon
Anche oggi la musica ha molta importanza nella vita di Mattia, fa parte della sua giornata, sia come sottofondo musicale ai suoi giochi che alle coccole mie e del suo adorato papà.
E che dire, ha anche i suoi gusti: gli piace il rap, impazzisce per Fabri Fibra e la sua “Tranne te”, si ferma all’improvviso se sente le note di “Billie Jean” o mi chiede di cantargli una delle sue canzoncine preferite come: “Mamma dammi tante coccole”.
Che si faccia ascoltare musica nel pancione usando magari la fascia musicale oppure dai primi mesi di vita, è innegabile che una corretta esposizione dei bambini alle note musicali abbia effetti positivi sul loro sviluppo.
Così come è innegabile che la musica in gravidanza serve a rilassare la mamma nei momenti difficili che si possono passare.
Nonostante tutto la scienza però non è completamente concorde con quanto detto in quanto uno studio del NICHD (The Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development), dice che il feto nella placenta si troverebbe in una sorta di isolamento acustico che ne impedirebbe, se non completamente l'ascolto, almeno la chiara percezione dei suoni.... era giusto dire anche questo.

 

Abbiamo intervistato Gioia Lomasti, scrittrice e curatrice del sito e del blog Vetrina delle Emozioni quale luogo di espressione e condivisione di forme espressive e comunicative differenti che spaziano dalla scrittura, alla poesia, alla musica, all’arte. Dall’intervista è emersa una passione per la scrittura e per la bellezza in ogni sua forma.
Buongiorno Gioia, ti ringraziamo in anticipo per la disponibilità ed il tempo dedicato a quest’intervista. Assieme a Marcello Lombardo ed i tuoi collaboratori curi da anni il sito http://www.vetrinadelleemozioni.com/ Com'è nato questo sito e quali sono i suoi obiettivi?

Buongiorno Mara, ti ringrazio davvero molto per questa intervista in quanto mi auguro sia di buon auspicio sulle basi di ciò che andrò ad evidenziare. Ti illustro cosa vuole rappresentare il nostro canale web Vetrina delle Emozioni: il sito nasce da una sinergia di gruppo, quali affezionati amici che risiedono in molte parti d’Italia ed all’estero e che attraverso la rete vogliano darsi manforte sostenendosi reciprocamente per l’arte che ci accomuna. L’idea accresce sino a consolidarsi in un canale di incontro artistico culturale, incentrando un punto di forza e di maggior rilievo basato soprattutto sulla visibilità degli emergenti. Nel nostro piccolo vorremmo poter accrescere le fondamenta per forme di supporto che a mio parere reputo espressioni d’anima e di Emozione pura, diamo risalto alla poesia e alla prosa, alla musica e ai cantautori, alla pittura sino ad estendere a tutto ciò che l'estro umano vuole comunicare attraverso tali sinergie.
Sul vostro sito esiste una sezione espressamente dedicata agli Autori ed agli Artisti in generale. Ci vuoi parlare di questa pagina, di com'è strutturata e di quali forme espressive ospita? Quali potrebbero esserne gli sviluppi?

La sezione Autori & Artisti è nata da pochi mesi ottenendo grande approvazione da coloro che ci seguono, il progetto promuove i canali personali degli artisti in quanto molti siti vengono creati ma poco promossi; si cerca di dare rilevanza ai loro canali personali, che sia un sito o blog o una fanspage o nel caso creare per gli stessi una pagina di promozione posizionandola sul blog di vetrina delle emozioni. Gli sviluppi esistono e amplieremo, in quanto con molti utenti inseriti, si sta procedendo ad una promozione dei canali collegati dandosi manforte in un supporto comune.

 

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Sei autrice di suggestive poesie e scritti in prosa. Insieme al poeta Marco Nuzzo hai scritto il libro di poesia e prosa "Anime", oltre che altre pubblicazioni. Potresti condividere con noi una tua poesia a cui sei particolarmente legata?

L’opera “Anime” e le mie precedenti pubblicazioni rappresentano nel loro piccolo immagine di impegno per raccolte fondi a favore di progetti benefici, assieme a coloro che hanno contribuito nelle varie realizzazioni si procede con questo obbiettivo in modo che il sogno della pubblicazione possa lasciare un segno tangibile a chi è meno fortunato. Condivido questo mio testo che è un po’ l’emblema della nostra missione: “A voi nobili anime che sapete donare saggezze nei vostri attimi lasciando indelebile disegno di ciò che arte accomuna, addolcisce il cuore, raccoglie sogni e lascia fluire ciò che scandirne a righe... d'inchiostri neri.. lega e rivive...”
So che sei un'amante della musica e delle canzoni di Fabrizio De Andrè. Quali sono le canzoni che hai amato maggiormente ed hanno ispirato la tua vis poetica?

Fabrizio De André è da sempre fonte di ispirazione consolidatasi in un’opera a lui dedicata, tra i tanti testi a me cari, Oceano è quello che più mi rappresenta, per la cui versione è stata infatti riscritta una mia lirica ispirata al poeta. Ne ho rivisitati oltre cento ma questo lo reputo il più significativo. 

Quale filo conduttore pensi ci sia tra due forme espressive diverse come la musica e la poesia? 

Poesia e musica viaggiano parallele e unite da quella mano invisibile ma indivisibile che salda si accompagna l’una all’altra dando il senso alla vita. E’ poesia ove c’e’ musica, e’ musica …quando si ode poesia.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Cercare nell’umiltà delle persone la giusta direzione per intense collaborazioni future è la meta desiderata, ovviamente senza lasciare tutti coloro che con me hanno realizzato tanto e nel possibile muovendoci sempre assieme, ritengo sarà il percorso al futuro che fa brillare i progetti in atto, porgendo valore assoluto a tutto ciò che si e’ costruito e donando la completezza all’emozione di oggi che accrescerà il mio - nostro domani. Anche i tanti che hanno reso al mio viaggio una linea contorta, sono invece stati insegnanti di quel contrario che mi piace osservare, per cambiare direzione …verso altre vie, se migliori oppure no, restano comunque le mie.

 

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Una folle, una trasformista, una bugiarda, una provinciale, una signora, una suora, una lesbica, un sex symbol, una creativa, un genio, una benefattrice, una star, una diva, una storia infinita.

Si chiama Louise Veronica Madonna Ciccone.

Conosciuta dal mondo intero come Madonna. Diva capace di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica con i suoi comportamenti trasgressivi e i suoi videoclip iconici, Madonna si è guadagnata il soprannome di "Regina del Pop".

Secondo il Guinness dei primati è l'artista donna ad aver venduto di più, con oltre 95 milioni di album negli Stati Uniti, e 300 milioni in tutto il mondo, il che la rende la quarta artista con maggiori vendite in assoluto. Nata a Bay City nel Michigan, Madonna rimase sotto choc, alla morte della madre. Quel fatto ha segnato profondamente Madonna: «C'era tanto non detto, tante emozioni districate e irrisolte, rimorsi, sensi di colpa, senso di perdita, rabbia, confusione... ho visto mia madre, bellissima, giacere come se dormisse in una bara aperta. Poi, ho notato che la sua bocca aveva qualcosa di strano. Mi ci è voluto del tempo per capire che era stata cucita. In quel momento terribile, ho cominciato a capire quello che avevo perso per sempre.

 

 

Nel 1977, appena diciannovenne, si reca a New York con soli 35 dollari in tasca. Voleva conquistare il mondo. E dopo, una vita di stenti, e sette lunghissimi anni di gavetta, negli anni 80 diventa la pop sta numero uno. Il primo disco inciso fu Like a Virgin; seguito da True Blue (il suo album più venduto); poi Like a Prayer; Erotia; Bedtime Stories; Ray of Light; Music; American Life; Confessions on a Dance Floor; Hard Candy; MDNA. I suoi tour mondiali da tutto esaurito sono Virgin Tour; Who’s That Girl; Blond Ambition; Girlie Show; Drowned; Re-Invention; Confessions; Sticky & Sweet; MDNA. Madonna, ha fatto anche l’attrice, la regista, la scrittrice, la produttrice.

Insomma, una carriera con “di tutto di più”. Ma cosa avrà in serbo ancora per i suoi fans questa grande artista?

 

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Stéphanie di Monaco, definita da giovane “una ribelle”, oggi è una bellissima donna e una bravissima madre di tre figli. Io la ricordo in gioventù, quando, anticonformista più che mai, per essere una principessa, cantava “Ouragan”, un 45 giri sulla scia dei meravigliosi anni 80. Un disco che catturò radio e giornali e per dieci settimane fu in vetta alle classifiche, posizionandosi al primo posto. Particolare successo ebbe il video clip della canzone, girato sull'isola di Mauritius dove tra l'altro per degli istanti Stéphanie è a bordo di una Rolls Royce presa dalla collezione privata delle auto d'epoca di suo padre Ranieri III di Monaco. Ma Stephanie, seguì anche un corso di stilista d'abbigliamento, dando vita una propria linea di costumi da bagno “Pool Position”, dove lei stessa presentò i modelli sfilando. Oltre ai costumi, creò un anche un profumo.

Oggi si occupa personalmente del suo cafè bar e di un negozio di abbigliamento specializzato in jeans, nel Principato di Monaco. Ha sposato il nel 1995 Daniel Ducruet dal quale ha divorziato nel 1996 e insieme ebbero due figli, Louis e Pauline. Stephanie, in seguito, avrà un’altra bambina, Camille, dalla sua guardia del corpo Jean Raymond Gottlieb. Amante del circo, nel 2003 ha sposato Adans Lopez Peres, un artista di circo portoghese ma il matrimonio durerà poco. Come presidentessa del circo Internazionale di Monte Carlo, ha sviluppato una specie di “Tour” di spettacoli per la Francia creando molteplici scuole di circo destinate ai bambini futuri talenti. Lei stessa per questa iniziativa fu denominata “la Principessa in roulotte” , seguendo il tour degli spettacoli con il suo proprio maxi “mobil home” viaggiante. Inoltre, è molto impegnata ne sociale, ed è presidentessa del Centro della Gioventù Monegasca e del Centro d'Attività Principessa Stefania, quest'ultimo centro si occupa di assistenza a persone disabili, specie bambini.

 

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E’ la presidentessa dell'associazione “Fight Aids Monaco” per informare, prevenire e sostenere la lotta contro l'Aids Dopo la morte di suo padre nel 2005, diviene la presidentessa del Festival internazionale del Circo di Monte Carlo, creato da suo padre. Suo fratello, il Principe Alberto II di Monaco) l'ha decorata nel 2005 Comandante dell'Ordine di San Carlo (Ordre de Saint-Carles), la più alta onorificenza monegasca, per il suo impegno vicino i malati di AIDS. Nell'ottobre 2006 è stata nominata rappresentante speciale dell'ONUSIDA (UNAIDS) per un periodo di due anni, criticando la posizione della Chiesa cattolica al riguardo della lotta contro l'AIDS che predica la castità, vietando l'uso dei preservativi.

 

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Con questo articolo desidero inaugurare un ciclo di interviste che diano voce ai sogni. Questa iniziativa nasce, come tutte le cose più serie, da un gioco tra me ed una mia amica fotografa.