La conosciamo per il sorriso inconfondibile, gli occhi da cerbiatto e il taglio di capelli sbarazzino: è leggera, posata e contraddistinta da una femminilità che sa di romanticismo.

Anne Hathaway è una delle attrici di maggior successo degli ultimi anni, protagonista di numerose commedie americane e importanti film d’autore: impossibile non averla notata.

Figlia di un avvocato e di un’attrice, cresce in New Jersey e diventa famosa interpretando il ruolo di Mia nella pellicola firmata Disney “Principe azzurro cercasi”; continua a farsi conoscere con la parte di Laureen ne “I segreti di Brokeback mountain”, film vincitore di un Oscar. Ma la vera svolta arriva nel 2006 con “Il Diavolo veste Prada”, in cui Anne veste i panni di protagonista accanto a Meryl Streep. L’anno successivo viene scelta per il ruolo di Jane Austin in “Becoming Jane” e da quel momento il suo successo diventa inarrestabile.

Al punto da aggiudicarsi l’Oscar come miglior attrice non protagonista in “Les Miserables”, durante l’85esima edizione degli Accademy Awards, che si è svolta proprio qualche giorno fa.

 

 

Anne era elegantissima nel suo vestito di satin rosa firmato Prada, abbinato ad una splendida collana di diamanti e ad una commozione che non sembra aver riscosso altrettanto successo tra il pubblico.

Proprio durante la premiazione infatti, sui social network impazzavano commenti e hashtags relativi al discorso di ringraziamento al momento della consegna dell’Oscar, quando l’attrice ha esordito con: ”Dunque è successo!”, una frase che non gli spettatori non hanno proprio digerito.

Probabilmente lo stesso pubblico che non ha tardato ad etichettarla come “troppo noiosa”, “troppo costruita” e “troppo vicina all’immagine di un’adolescente liceale”.

E se il punto fosse che Anne Hathaway rispecchia semplicemente il “troppo”?

Bella, giovane, di successo e da poco sposata con l’attore Adam Shulman: requisiti invidiabili che le hanno procurato una schiera di “Hatha-haters”, come sono stati definiti i suoi detrattori. Tra questi pare che ci sia anche la cantante Emma Fitzpatrick, che si è lanciata in un video-parodia caricato su YouTube, nel quale imita la Hathaway nella performance di “I dreamed a dream”.

“Lo ammetto, mi hanno ferito, ma nella vita c’è sempre il rovescio della medaglia” ha confessato l’attrice, rassicurando poi i suoi sostenitori: ”Ma io mi concentro sul lato positivo”.

E sembra riuscirci senza difficoltà: Anne posa sicura davanti ai fotografi, regalando ai flash un sorriso sincero e carico di riconoscenza nei confronti di una vita che l’ha premiata per il suo talento.

E’ questo il vero fascino che la caratterizza: rimanere sé stessa e fondersi perfettamente nei ruoli che le vengono assegnati, sebbene si allontanino molto dalla propria personalità. Spogliarsi dei panni della prostituta Fantine ne “Les Miserables” e indossare quelli di Andrea Sach in “Il Diavolo veste Prada”.

 

 

La versatilità caratterizza gli attori eccellenti, molti dei quali però si mostrano spesso distaccati e distanti quando tornano ad essere sé stessi: sul red carpet sfilano decine di volti e di sguardi apparentemente impenetrabili ed assenti.

Non è quello che succede quando brilla la stella di Anne, tutta sorrisi e determinazione: e si sa, dietro a tante critiche si nasconde la più sincera delle ammirazioni.

 

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Piccola riflessione su come le attrici statunitensi riescano a essere sempre belle e a lavorare nel campo del cinema e della TV anche quando gli anni passano inesorabili

Una serata prefestiva a guardare American Horror Story. Un capolavoro che non mi fa rimpiangere il non essere in giro. La seconda stagione volge al termine e la protagonista in entrambe le stagioni è Jessica Lange. 64 anni, non esattamente una giovanissima, tante le rughe sul volto, mai toccate da un chirurgo plastico. Mi sembra ieri che la guardavo su Tele+1 nel film “Music box – Prova d'accusa”, uno dei tanti film di cui ho memoria in quegli anni di gioventù. Ora la Lange ha le rughe, non interpreta più personaggi sensuali e affascinanti, ma ruoli da cattiva, almeno in questa serie televisiva. Ed è sempre più brava.
Eppure la Lange non è la sola a potersi vantare di lavorare ancora alla sua età. Certo, Goldie Hawn, ne “Il club delle prime mogli” faceva satira su come esistessero solo tre età per lavorare a Hollywood, “bambola, procuratore distrettuale e a spasso con Daisy”. Ma questi ultimi due ruoli, seppur ricorrenti tra le attrici non più giovanissime, non è che non le valorizzino, anzi.

 

Jessica-Lange


Poi guardo quello che avviene in Italia. Forse una sola attrice, ma si tratta davvero di un caso straordinario, di una donna bella come quando aveva vent'anni, Sofia Loren, che può vantare di essere ancora un'attrice di grido. Qualche altro caso c'è, ma si tratta di fatti sporadici, di ospitate, nulla di continuativo, un appuntamento fisso come per un telefilm. Per lo più, passati i quaranta, le attrici italiane riscoprono il teatro, peraltro con risultati davvero ragguardevoli. Ma viene da chiedersi: perché? Se sono ancora brave e belle (in fondo, il teatro perdona molto meno che il cinema o la televisione), se hanno talento da vendere, perché non tornano sugli schermi: è una questione di produzione, di pubblico o cosa?
La bellezza passa, me lo diceva sempre la mia mamma quando ero bambina. Ma quanto effettivamente noi pubblico avvertiamo la discrepanza tra la bellezza e la bravura. La Lange potrà avere anche qualche rughina, ma sfido chiunque a dire che non è una bella donna. Così come per la Loren, per Diane Keaton, per la Hawn, per Diane Ladd, per Meryl Streep, giusto per citarne alcune. La bellezza passa davvero? Sicuramente questo avviene molto meno che in passato: le nostre antenate morivano giovanissime di parto, mentre noi abbiamo cosmetici, anticoncezionali, la vista corretta col laser. E allora perché cinema e TV non si adeguano anche in Italia a proporre sempre più cervelli, come quello della Lange, fatti di talento e di esperienza, anche se non minori di 40 anni?
Non ho risposte per questa domanda. È quasi più complicato che dire con certezza estrema che tempo farà domani.

 

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