Polka dots: Impossibile resistere.

 

Oggi ci occuperemo di POIS!
Ad essere sincera è la stampa che amo maggiormente, la trovo spiritosa, divertente e adatta a look giovanili e sbarazzìni.
I pois possono essere davvero difficili da indossare se si sbaglia ad abbinarli e coordinarli.
Per non cadere in errore, il mio consiglio è di accostarli a capi in tinta unita, oppure limitarli agli accessori per un risultato glamour e dal sapore deliziosamente retrò!
Per sembrare delle vere e proprie pin up, però, bisognerebbe dotarsi di molta personalità, per evitare di scomparire sommerse da una cascata di ingestibili pallini.
Adoro la collezione di Cristinaeffe, che fa della stampa a pois la vera protagonista della moda primavera/estate. Perfetti gli accostamenti di nero e beige tendente al cipria per una donna sofisticata e indipendente che rompe gli schemi con un look tanto estroso quanto chic.
Quale donna non conosce il fiocco rosso a pois bianchi di Minnie Mouse? Abbiamo amato tutte quei puntini in versione spiritosa e un po' infantile con cui la topolina più famosa al mondo ha colorato la nostra infanzia.

 

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Negli anni 50 è Marilyn Monroe a renderli assolutamente euforici e femminili, i pois diventano, cosi, la stampa principale per cravatte, accessori e abbigliamento da bambino.
In Colazione da Tiffany, Audrey Hepburn, ci dimostra come indossare pallini con classe e Julia Roberts in Pretty Woman ci porta ad amarli e guardarli con aria sognante.
Al giorno d'oggi non c'è fashionista che non abbia indossato pois almeno una volta nella vita e per questo voglio spronarvi ad osare e ad abbandonarvi ai pallini più famosi, chic ed esuberanti dell'universo!
Si a giochi di puntini sfocati anche sulle unghie...li trovo assolutamente originali e adatti alla bella stagione in corso.
Bene ragazze, vi do appuntamento al prossimo articolo!

 

Una diva, un mito, uno dei principali simboli della bellezza femminile, oltre ad essere stata un’icona del cinema. Parliamo di Marilyn Monroe che tra gli anni ’40 e i primi anni ’60 ha fatto perdere la testa agli uomini di mezzo mondo. Anche a distanza di tempo, l’attrice a stelle strisce è diventata un mito intramontabile, famosa per il suo stile e per le sue curve vertiginose; anche se quanto pare – la sua bellezza - non è stata tutta opera di madre natura.

 

Ebbene si, come riporta il quotidiano La Repubblica, sembra che la bella Marilyn abbia avuto qualche “ritocchino”. Per la precisione un intervento al naso e al mento, almeno questo è quanto emergerebbe dai documenti del dottor Michael Gurdin dove si evincono i riferimenti del trattamento sanitario fatto dall’attrice.

Sinceramente questa notizia ha lasciato sbigottiti i tanti fan della diva di Los Angeles, ma basterà questo piccolo/grande segreto per far crollare un mito?

 

 

 

 

 

Non a caso lo stesso Kahlil Gibran in un aforisma spiegava esaurientemente quanto appena detto “La bellezza è l’eternità che si mira in uno specchio”.

 

Nonostante questa nostra condizione di incapacità nel non saper cogliere ciò che gli è più proprio, il desiderio di inseguire e di raggiungere quest’affascinante meta è insito nello spirito umano.

 

Ed ecco quindi, materializzarsi volti e figure del passato degne di citazione e annoverate tra le icone di bellezza e stile perfetto che possiamo sintetizzare semplicemente in due parole: intramontabili dive.

 

Sto parlando di personaggi femminili quali Audrey Hepburn con la sua esile fisicità e la sua immagine di eterna ragazzina ha inaugurato lo stile del cosidetto bon ton; oppure simbolo della femminilità il cui sex appeal unico e inimitabile la imprimono nelle menti di tutto il pianeta; o ancora per citare una diva tutta nostra, Sophia Loren sensuale, elegante accogliente come solo una donna italiana sa essere.

 

 

 

Naturalmente ogni una di loro possiede caratteristiche diverse che colmano i canoni di bellezza dettati dal periodo storico che stavano vivendo. Questi ultimi in quanto non immutabili, hanno subito un sostanziale mutamento tale che oggi si confondono con quelli proposti dalla moda.

 

Altissima, sottilissima ed elegantissima la modella odierna diventa il sogno di tutte le ragazze, l’ideale da raggiungere anche con l’ausilio delle più disparate diete.

 

In verità esiste ben altro per riuscire ad ottenere successo nella vita, come ad esempio donne che hanno lasciato un segno indelebile della loro esistenza caratterizzate da una personalità travolgente ma talvolta da poca eleganza.

 

In definitiva, “la bellezza sta negli occhi di chi guarda”, senza condizionamenti esterni ma semplicemente per il piacere che ne trae.

I profumi che hanno fatto storia 

Profumo
[pro-fù-mo] s.m 
Odore gradevole emanato da sostanze naturali o artificiali.
Miscela di essenze odorose di origine vegetale (olî essenziali), animale, opp. sintetiche opportunamente dosate così da ottenere un odore piacevole e caratteristico, e usate sotto forma di soluzioni alcoliche.

Un profumo può accogliere in sé diverse quantità delle materie di base e creare note profumate differenti. Queste note vengono chiamate note olfattive e servono a descrivere gli odori che possono essere percepiti al momento dell'applicazione di un profumo. Le note olfattive vengono divise in tre classi:
note di testa: l’odore percepito immediatamente dopo l'applicazione di un profumo.
note di cuore: l'odore che emerge non appena si dissolvono le note di testa.
note di fondo: l'odore che rimane più a lungo e che caratterizza maggiormente il profumo.

Nel corso degli anni, dal principio di commercio dei profumi, alcuni di questi hanno fatto la storia e meritano di essere ricordati come quelli un po’ capostipite. Per questo Accademia del Profumo
ha intrapreso un viaggio nel mondo delle fragranze proponendoci così i migliori di sempre:

 

COLOGNE N° 4711, 1792
E’ un classico tra i classici ed è anche il profumo più vecchio ancora in commercio. Si racconta che la formula venne creata da un monaco come dono di nozze per un certo Wilhelm Mulhens che cominciò a produrre la fragranza. Ebbe subito un grande successo e fu ribattezza Eau de Cologne dai soldati francesi. 4711 è il numero civico del palazzo dove Mulhens distillava la sua fragranza aromatica. Lui era l’unico autorizzato a miscelare gli ingredienti.
Note di testa: bergamotto, limone, arancia, petit grain
Note di cuore: neroli, rosmarino, rosa
Note di fondo: muschi

 

MITSOUKO, Guerlain 1919
La parola Mitsouko è il nome dell'eroina del racconto di Claude Farrère “La bataille”: storia ambientata in Giappone durante la guerra russo-giapponese, racconta l'amore impossibile fra un ufficiale inglese e Mitsuoko, la moglie di Tōgō Heihachirō. Da ciò l’ispirazione per il profumo creato da Guerlain nel 1919 tutt’oggi in commercio.
Note di testa: bergamotto, limone, mandarino
Note di cuore: neroli, rosa di maggio, gelsomino
Note di fondo: vaniglia, patchouli, muschio di quercia, labdanum

 

 

CHANEL N° 5, Chanel 1921
Surclassato per maggiori vendite al mondo da J’adore. fu la prima fragranza voluta da Coco Chanel: “N° 5” perché per caso fu il quinto campione che Ernest Beaux, un famoso naso dell’epoca, le presentò. “Voglio dare alla donna un profumo creato come un vestito”, diceva Mademoiselle Chanel… E Marilyn Monroe evidentemente prese questa frase alla lettera tanto che durante un’intervista confessò ad un giornalista che per andare a dormire “indossava” soltanto due gocce di Chanel N° 5.
Note di testa: bergamotto, limone, neroli di Grasse, aldeidi
Note di cuore: gelsomino di Grasse, rosa di maggio, ylang-ylang delle Comore
Note di fondo: vaniglia, sandalo, vetiver Bourbon, ambra, iris

 

ARPÈGE, Lanvin 1927
Madame Lanvin creò Arpège, che letteralmente significa arpeggio, per la figlia Marguerite, una provetta musicista che non a caso scelse questo nome per il profumo. Una fragranza che racchiude l’amore di una madre per la propria figlia, simbolo dell’amore più autentico e inscindibile di tutti i tempi. Entrambe sono ritratte sul flacone che danzano al suono di una dolce musica.
Note di testa: aldeidi, bergamotto, neroli, pesca
Note di cuore: gelsomino, rosa damascena turca, mughetto, ylang-ylang
Note di fondo: sandalo d’India, vaniglia, tuberosa, vetiver

 

JOY, Jean Patou 1929
Insieme a Chanel N°5 e Arpège, è uno dei migliori profumi femminili di tutti i tempi, ma è passato alla storia grazie al titolo di profumo più costoso al mondo. Jean Patou lo lanciò sul mercato nel 1929, subito dopo la grande depressione e ne fece un simbolo di rivincita su quegli anni bui. Elegante e pregiato il flacone, rare e lussuose le essenze: per farne 30 ml occorrono 10.600 fiori di gelsomini e 28 dozzine di rose, dettagli che in parte giustificano la sua fama.
Nota di testa: aldeidi, pesca, foglie verdi
Note di cuore: rosa bulgara, gelsomino, ylang-ylang, tuberosa
Note di fondo: legno di sandalo, muschio, zibetto

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