06 Nov

Come la tv ed internet cambiano il modo di farsi belle

Scritto da  Maria Malafronte

Come il fenomeno Clio ha modificato il nostro modo di renderci belle.

Care lettrici,

colgo l’occasione per augurarvi un buon inizio di settimana, non so a voi ma a me il lunedi proprio non piace! Eppure bisogna ricominciare dunque sveglia all’alba, colazione frettolosa, come automi ripetiamo metodicamente i soliti gesti mattutini cercando di ottimizzare i tempi il più possibile! E poi arriva quel momento catartico dove ci ritroviamo davanti al nostro amato specchio e pensiamo “oggi devo essere più bella del solito, ho una riunione importante non posso sfigurare!

Diamo un’occhiata ai nostri nuovi prodotti acquistati in quella che ormai è diventata la nostra catena distributiva preferita (nel centro commerciale più vicino durante la nostra frugale pausa pranzo, e si perché è da sottolineare che siamo disposte a saltare il pranzo, ma a farci belle non rinunceremo mai) e cerchiamo di ricordare “Oddio com’era quel trucco perfetto per una riunione di lavoro?

 

 

 Ah certo, ora ci sono, serve il “primer” come base, un “blush” per le guance, una matita color burro per dare lucentezza agli occhi ed evitare lo sguardo spento, un correttore per le occhiaie, un “gloss” per far brillare le mie labbra… cavoli, mi manca il pennello giusto per le labbra, la matita marrone per le sopracciglia, ah e poi ho dimenticato di acquistare quell’affare che allunga le ciglia e rende seducente il mio sguardo…

Ed anche oggi non posso fare a meno di pensare al passato, a qualche anno fa, quando non sapevo dell’esistenza di esperti di make up, quando credevo che per esaltare la mia femminilità bastasse una spennellata di un fard più scuro della mia carnagione, un’applicazione veloce di mascara, un filo di rossetto rosso e via.

Impiegavo 3 minuti per sentirmi bella e grintosa in ogni momento della mia giornata. E si perché non distinguevo i colori mattutini dai colori serali, non applicavo particolare attenzione all’applicazione del mascara, non disponevo di tanti pennelli e applicatori dalle tante forme… compravo il mio trucco al supermercato, nell’angolo riservato ai trucchi e smalti, un paio di volte all’anno.

Attualmente vado nei negozi specializzati, nelle grandi catene distributive, non so se chiamarla passione o fobia, questa strana mania che mi è presa e che prima non mi apparteneva affatto, ma so che non sono la sola. Ah si, forse ho iniziato perché spinta dalla mia migliore amica Paola, anche lei ha scoperto l’esistenza del trucco grazie a Clio, prima ignorava completamente la materia!

 

 

Essendo già così bella e semplice non è che ne avesse poi tanto bisogno. Poi mia madre, mi parlava di questa “maga del make up” e mi diceva di voler comprare questi prodotti miracolosi (altro non sono che la rivisitazione dei nostri comuni fard o rossetti, anzi l’inglesizzazione!!!) ma di non riuscire a trovarli in giro… poi d’un tratto il fenomeno mediatico dilaga e coinvolge anche me, ma prima ancora si ha un effetto aziendale ad alto impatto, cambia il modo di fare shopping, si è creato un nuovo target, ecco che il fenomeno mediatico ha generato un fenomeno aziendale.

Tutt’ad un tratto le profumerie introducono nuovi prodotti, personale altamente qualificato ed esperto, vengono fatte prove di trucco gratuito, c’è un’alta propensione alla bellezza, si crea il mito del trucco vincente per qualsiasi occasione e noi sempre più attratte da queste nuove metodologie che ci fanno sentire seducenti, sicure di noi e incredibilmente appagate.

Se non abbiamo quell’ombretto color oro o il blush color pesca ci sentiamo perse e dobbiamo subito rimediare!

Io adoro Clio, adoro la sua personalità così spontanea e leggera che ha incantato tutte noi con i suoi espedienti di bellezza, adoro le donne che riescono a coinvolgere un mondo intero con le loro creazioni, con la loro arte, ma soprattutto adoro quelle donne capaci di creare nuove mode!

 

Letto 2762 volte Ultima modifica il Mercoledì, 09 Gennaio 2013 18:25
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