L’altra sera ero a casa e ho deciso di guardare un film, uno di quelli che ti fanno venire voglia di sognare, quelli che ti fanno viaggiare con la mente e mi sono ritrovata a guardare una pellicola uscita nelle sale ben 11 anni fa ovvero “Il favoloso mondo di Amélie” e devo ammettere che sono rimasta positivamente impressionata per lo stile e la leggerezza di un film che in realtà racchiude un significato molto profondo creando un’atmosfera surrealista ed ironica allo stesso tempo.


E’ la storia di una ragazza francese, figlia di un medico difficilmente propenso a manifestazioni d’affetto che ritiene la bambina malata di cuore quando in realtà la piccola, durante le visite, è solo emozionata a causa dell’insolita vicinanza al padre. La madre è, invece, una maestra che istruisce la figlia in casa ma che muore precocemente schiacciata da una suicida lanciatasi dalla cattedrale di Notre Dame.

Amélie è una bambina che cresce rifugiandosi in un mondo tutto suo, un mondo in cui sono le piccole cose ad avere valore, un mondo dove la diversità è padrona. Ormai cresciuta, la ragazza si reca a Parigi ed è li che la sua vita cambierà per sempre grazie alla scoperta di una scatola di cianfrusaglie di un bambino e Amélie deciderà di cercare il proprietario ormai cinquantenne per restituirgliela. È da quel momento che la nostra protagonista si impregnerà per rendere migliore la vita degli altri e sarà proprio aiutando gli altri che troverà anche se stessa.

 


Il tutto è contornato da una romantica e poetica storia d’amore capace di appassionare anche il più cinico spettatore grazie soprattutto alle riprese di una fantastica Parigi. È questo un film adatto a chi ama la leggerezza di una favola contemporanea, a chi sa entusiasmarsi per la bellezza delle piccole cose proprio come Amélie: “Amélie ama tuffare la mano in un sacco di grano, far rimbalzare i sassi sulla superficie del canale Saint Martin, rompere la crosta della crème brulèe con la punta del cucchiaio, voltarsi nel buio per guardare le espressioni degli spettatori al cinema e cogliere nei film particolari a cui nessuno farà caso”.

Alcuni di noi si sentono proprio come la piccola Amélie, dei sognatori amanti dell’originalità e della curiosità a cui non piace rinchiudersi nell’uniformità e nella piattezza di una società che ha paura di osare, alcuni di noi hanno ancora tanta voglia di sentirsi vivi!

 

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Letto 2861 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Luglio 2013 16:57
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Cristiana Esposito

Ho sempre pensato che scrivere sia uno dei modi più autentici e liberatori per poter esprimere le proprie emozioni mettendo nero su bianco ciò che magari in altro modo non saremmo in grande di comunicare. Il mio più grande sogno sarebbe potermi dedicare completamente alla scrittura diventando giornalista e avendo la possibilità, un giorno, di pubblicare un libro tutto mio. Ho 19 anni, amo viaggiare, scoprire nuovi luoghi ed entrare in contatto con nuove culture. Gli animali rappresentano una vera e propria passione per me, soprattutto il mio cane, Sparkly, il mio migliore amico. Studio lingue all'università, adoro ballare e leggere un buon libro, sono una persona estroversa che ama la compagnia e fare nuove conoscenza ma è anche importante riuscire a ritagliarmi dei momenti da passare interamente con me stessa magari facendo lunghe passeggiate immersa nella musica.