26 Apr

Jessica Lange e le (false) ingiurie del tempo

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Piccola riflessione su come le attrici statunitensi riescano a essere sempre belle e a lavorare nel campo del cinema e della TV anche quando gli anni passano inesorabili

Una serata prefestiva a guardare American Horror Story. Un capolavoro che non mi fa rimpiangere il non essere in giro. La seconda stagione volge al termine e la protagonista in entrambe le stagioni è Jessica Lange. 64 anni, non esattamente una giovanissima, tante le rughe sul volto, mai toccate da un chirurgo plastico. Mi sembra ieri che la guardavo su Tele+1 nel film “Music box – Prova d'accusa”, uno dei tanti film di cui ho memoria in quegli anni di gioventù. Ora la Lange ha le rughe, non interpreta più personaggi sensuali e affascinanti, ma ruoli da cattiva, almeno in questa serie televisiva. Ed è sempre più brava.
Eppure la Lange non è la sola a potersi vantare di lavorare ancora alla sua età. Certo, Goldie Hawn, ne “Il club delle prime mogli” faceva satira su come esistessero solo tre età per lavorare a Hollywood, “bambola, procuratore distrettuale e a spasso con Daisy”. Ma questi ultimi due ruoli, seppur ricorrenti tra le attrici non più giovanissime, non è che non le valorizzino, anzi.

 

Jessica-Lange


Poi guardo quello che avviene in Italia. Forse una sola attrice, ma si tratta davvero di un caso straordinario, di una donna bella come quando aveva vent'anni, Sofia Loren, che può vantare di essere ancora un'attrice di grido. Qualche altro caso c'è, ma si tratta di fatti sporadici, di ospitate, nulla di continuativo, un appuntamento fisso come per un telefilm. Per lo più, passati i quaranta, le attrici italiane riscoprono il teatro, peraltro con risultati davvero ragguardevoli. Ma viene da chiedersi: perché? Se sono ancora brave e belle (in fondo, il teatro perdona molto meno che il cinema o la televisione), se hanno talento da vendere, perché non tornano sugli schermi: è una questione di produzione, di pubblico o cosa?
La bellezza passa, me lo diceva sempre la mia mamma quando ero bambina. Ma quanto effettivamente noi pubblico avvertiamo la discrepanza tra la bellezza e la bravura. La Lange potrà avere anche qualche rughina, ma sfido chiunque a dire che non è una bella donna. Così come per la Loren, per Diane Keaton, per la Hawn, per Diane Ladd, per Meryl Streep, giusto per citarne alcune. La bellezza passa davvero? Sicuramente questo avviene molto meno che in passato: le nostre antenate morivano giovanissime di parto, mentre noi abbiamo cosmetici, anticoncezionali, la vista corretta col laser. E allora perché cinema e TV non si adeguano anche in Italia a proporre sempre più cervelli, come quello della Lange, fatti di talento e di esperienza, anche se non minori di 40 anni?
Non ho risposte per questa domanda. È quasi più complicato che dire con certezza estrema che tempo farà domani.

 

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Letto 3450 volte Ultima modifica il Venerdì, 26 Aprile 2013 17:14
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Angela Leucci

Journalist, writer, go-go dancer, snake charmer, gay icon.

Sito web: angelaleucci.blogspot.com