18 Feb

Modern Family: finalmente la vera comicità

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Una sferzata di aria fresca per le serie televisive americane: Modern Family, già alla quarta stagione negli USA, è approdata in Italia su Sky ed Mtv con una ventata di leggerezza.
La serie ruota attorno ad un'unica “moderna” famiglia, come vuole il titolo secondo la felice scelta di lasciarlo in lingua originale. Infatti, sono proprio le vicende di una “modern family” quelle che ci vengono proposte ed essa è così composta: il patriarca Jay è sposato con la giovane e avvenente colombiana Gloria, la quale ha un figlio dodicenne, Manny, da un precedente matrimonio. La figlia di Jay, Claire, è sposata con Phill, con cui ha tre figli, Haley, Alex e Luke. Il fratello di Claire e secondogenito di Jay, Mitchell, convive con il suo compagno Cameron e la loro figlia adottiva Lily.
Riassunto a questo modo, la trama potrebbe risultare complicata. Ma ecco che a risolvere il potenziale inconveniente entra in scena una brillante regia: ogni episodio è raccontato come se fosse un documentario, nel quale si alternano scene di vita quotidiana e piccole interviste in cui i protagonisti si rivolgono direttamente alla telecamera. Il risultato è geniale. Ogni personaggio è studiato nel dettaglio ed il pubblico viene coinvolto direttamente nelle scene.
Per quanto riguarda i contenuti, c'è di tutto in questa sitcom: ci sono gli sterotipi della figlia secchiona e bruttina (Alex) e di quella bella, ma poco intelligente (Haley), c'è l'eccentricità del cliché omosessuale in Cameron e la focosità di quello sudamericano in Gloria: si tratta sì di personaggi tipizzati, ma mai chiusi entro confini stereotipati: ognuno ha le proprie peculiarità che lo rendono unico ed estremamente umano. Si parla di scuola, di brutti voti, di complicità padre-figlia, di gelosie, di carriera, di tutte quelle piccole e grandi difficoltà quotidiane che possono coinvolgere una famiglia. Una famiglia nella quale, nonostante tutto, vince sempre l'amore, stemperato però da un brillante umorismo.

 


In sostanza ciò che più credo sia apprezzabile in questa serie televisiva, oltre all'abilità degli attori, la struttura documentaria e l'assenza di quelle risate registrate che fanno tanto anni '80 senza suscitare ilarità, è proprio la sua comicità: comicità nella sue essenza più pura. Modern Family ci mostra come si può far ridere di gusto senza neanche una parolaccia in tre intere stagioni, senza quelle pesanti allusioni erotiche che ormai ci hanno stancato, senza musiche buffe né battute precostituite. E' la risata nella sua versione leggera ed incontaminata. Ogni episodio ha un tema particolare e si chiude in se stesso, ma al contempo si lega agli altri: le battute si instaurano sulla personalità dei protagonisti che man mano viene svelata, sui flashback e sulla quotidianità della vita vissuta.
La serie non è ambientata in una specifica città, poiché non è quello ad essere rilevante: essa ci appare così forse un po' atemporale e staccata dalla realtà, ma penso che questo non sia un difetto: Modern Family è stata lanciata sotto la sigla di “entertainment” e svolge il suo ruolo in maniera esemplare. Guardando Claire che cerca sempre di far quadrar tutto, il rude Jay che si scioglie davanti al suo cagnolino, il maturo Manny che cerca di aiutare gli adulti, in una commistione calibratissima di risa, dolcezza e sentimenti da tutti condivisibili, sembrano finalmente superati lo squallore delle gesta esagerate ed il banale patetismo delle parolacce, e pare così raggiunta la vera comicità.

 

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Letto 2891 volte Ultima modifica il Lunedì, 18 Febbraio 2013 12:26
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Michela Cartot

Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio” diceva Kafka.  

Mi chiamo Michela Cartot, cognome che tutti sbagliano nei modi più inconsueti: colpa di una qualche origine francese, che contribuisce a farmi sentire una commistione di inquiete personalità, che trovano sfogo in parole su fogli, lettere su carta. Amo tutto ciò che riguarda la scrittura. Scrivo da parecchi anni racconti e saggi e negli ultimi tempi sto lavorando ad un breve romanzo.

Mi ritengo una persona attiva, creativa, curiosa e capace di organizzare il proprio lavoro in modo puntuale ed autonomo. Inoltre il mio amore incommensurabile per la letteratura e l'arte, da Petrarca a Italo Calvino, da Caravaggio a E.L. Kirchner, mi porta a ricercare sempre nuovi orizzonti e ad offrire diversi tagli al mio scrivere, al mio essere.

Nel tempo libero suono la chitarra, disegno, parlo a me stessa in lingua straniera; per il resto sogno una vita appagante, dei viaggi, qualche ritorno.  

Per riprendere Kafka, spero di non invecchiare mai in quel senso. Per quanto riguarda la vecchiaia naturale, beh, quella ben venga.