Francesca del Monaco

Francesca del Monaco

Neo laureata in giornalismo, ancora incerta sul mio futuro, desiderosa di tutto.

Visitare il mondo, viaggiare per un anno intero, coltivare le mie passioni, acquistare centinaia di scarpe e borse da conservare in una cabina armadio all'altezza di Carrie Bradshaw, smettere di fumare, avere una love story con una rock star, fare un corso di fotografia, imparare a cantare (per la gioia di chi assiste alle mie performance canore), tatuarmi dappertutto, scrivere un libro…

E questo è solo l’inizio della mia lunga lista.

Ebbene sì, il "significato" di un tatuaggio non risiede soltanto nella figura rappresentata, legata magari a un ricordo o un’esperienza, ma il dove decidiamo di imprimerlo per sempre ci dice altrettanto, se non di più.
Nelle sue origini più primitive il tatuaggio rappresentava un simbolo di integrazione, di accettazione da parte di un gruppo di individui: ad oggi la sua accezione risulta variata, in quanto rappresenta un segno per distinguersi, per renderci unici rispetto alla massa.


Con esso comunichiamo la nostra interiorità: profonda, complessa, allegra, svampita, violenta, sognatrice, romantica, aggressiva, creativa, anticonformista, ribelle, ecc. è una dichiarazione di identità: io sono così, e uso i miei tatuaggi per sottolinearlo.


Bisogna distinguere dunque chi invece vede il tatuaggio (e lo fa) come un vezzo, una pura e semplice decorazione che orna e valorizza una parte specifica del proprio corpo: scelta condivisibilissima, sia chiaro, ma che non trova fondamento nella teoria precedentemente espressa. Quindi cari esteti non me ne vogliate… renderemo merito in altro modo alla vostra mera e pura arte corporea.

La scelta di un luogo molto visibile o molto poco visibile indica quale vuole essere il suo grado di comunicatività: l’essere in vista suscita, inevitabilmente, maggiore curiosità da parte di chi lo nota, invitandolo ad indagare sulla sua origine e storia.

 

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Non a caso, recentemente, è nata la “psicologia del tatuaggio” dovuta alla sempre maggiore diffusione del fenomeno. La neo disciplina studia il carattere delle persone in base ai segni impressi in modo indelebile sulla loro pelle. Quando si tratta del nostro corpo, il significato dei simboli non può essere interpretato con la semplice intuizione, ma va cercato nell'inconscio. La scelta del disegno e della zona da tatuare non è mai neutra, ma rimanda al mondo dei simboli e fa emergere quello che è nascosto all'interno dell'individuo, il suo vero carattere.

Tatuarsi la parte sinistra del corpo, che per la psicoanalisi rappresenta il passato, è tipico delle persone pessimiste, con poca fiducia in se stesse. La destra, invece, legata al futuro denota un carattere solare, aperto ai cambiamenti, ma ben ancorato alla realtà. 
Tatuarsi il tronco denota concretezza e capacità decisionali. Se la scelta cade sulle braccia, significa che l'individuo sta attraversando una fase di lenta maturazione. Mentre le persone infantili e poco riflessive preferiranno le gambe. Se il tatuaggio si trova in una parte anatomica normalmente nascosta come l'ombelico, l'interno cosce, la persona è timida e insicura, con forte senso di inferiorità. La caviglia è la zona preferita dalle donne sospettose e gelose, ma anche molto femminili e dagli uomini competitivi e battaglieri. Tatuarsi le zone genitali, infine, assume significati opposti per uomini e donne. Combattive, autonome e sensuali queste ultime. Maldestri e passivi i primi.


La zona da tatuare varia anche a seconda del sesso: gli uomini preferiscono la schiena, la spalla e il braccio destro. Le donne, la caviglia e il polso, adatti ai disegni più piccoli come fiori, rondini o delfini, che sono i prediletti dal sesso femminile.


E voi? Raccontaci la vostra di esperienza. Dove vi siete Tatuate e perchè? 

 

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Convivenza sì, convivenza no… è giusto o non è giusto… 

Questo è un dubbio amletico che si insinua nella mia mente da un po’ di tempo.
Lista dei pro: si abbattono le distanze fisiche e temporali, hai la tua dolce metà sempre “a disposizione”, ci addormenta insieme e ci si risveglia insieme, la vita a due è entusiasmante.
Liste dei contro: esce fuori il “presunto” (concedetemelo) vero carattere di chi ci è accanto, è la prova del nove per vedere se si è compatibili, è un esame per la coppia.. un test.
Oddio sono tornata a scuola. Ansia.
Quindi cosa bisogna fare? Come bisogna approcciarsi a questa possibilità di vita a due?
Vederla come una “prova” secondo il mio semplice parere è un’interpretazione molto riduttiva e semplicistica. È vero che viversi tutti i giorni nella reale realtà (che ovviamente neanche una vacanza di un mese potrà darti) consente di mostrarsi in toto al nostro/a compagno/a, ma è pur vero che, a meno che non si sia dei grandi attori/attrici, come si è lo si dimostra anche non abitando sotto lo stesso tetto.
Tutt’al più è il come si reagisce a certe responsabilità che mancano alla coppia “ognuno a casa sua”, soprattutto sotto il punto di vista economico (visto il periodo attuale di grande crisi), perché diciamolo: “i soldi non fanno la felicità”, ma io aggiungo “ aiutano ad essere più felici”!
Per non parlare poi di quegli uomini (sentiti asserire ciò dalle mie personalissime orecchie) che sono a favore della convivenza solo perché così in caso di separazione non saranno costretto a pagare il mantenimento a moglie e figli.
Qualcosa di più triste esiste?
Ok, le donne ultimamente non è che si siano mostrate sotto il loro profilo migliore: arriviste, spregiudicate, materialiste e chi ne ha più ne metta.
Ma per le oneste e “pure di cuore” come me e come molte altre? Ecco cosa trovo di così tanto sbagliato nell’emancipazione della donna: l’essersi presa le sue rivincite solo sotto l’aspetto sessuale e della sessualità, anche perché se ci pensate bene, care donne, sempre nostre sono la cura della casa e dei componenti di chi quella casa la occupa.

 

vantaggi-convivenza


Quindi cosa è cambiato? L’involucro, vista che poi la sostanza in fin dei conti è sempre la stessa.
Io a volte noto questo nella scelta della convivenza: facile via di fuga.
Quando invece il vivere insieme con qualcuno è un vero e proprio impegno e una vera e immensa gioia: condividere con qualcuno la quotidianità, le difficoltà e le gioie non deve essere una prova, ma bensì una sfida che rende l’uno sempre di più la spalla forte dell’altro.
Un sogno ch si avvera. La realtà che diventa sogno. Un progetto di vita a due che prende mano a mano forma.
Ecco io questo mi auguro: qualora dovessi prendere coraggio e fare un passo del genere con la persona che amo alla follia (ed è una cosa a cui penso spesso).
Essere felice. Insieme a lui. Sempre.

 

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16 Mag

Magra per forza

Pubblicato in Attualità

Ebbene si, ammettiamolo, tutte esigiamo la pefezione da noi stesse: sia che ce ne sia davvero bisogno (per chi ha qualche chiletto di troppo) sia per chi non ne avrebbe bisogno.

Il mondo ci giudica e noi permettiamo che ciò accada, andando a minare la percezione di noi stesse.

Questa profonda riflessione sociologica su come la mente umana venga condizionata e plasmata da ciò che il mondo esterno ci comunica con messaggi subliminari o meno (concedetemi 30 secondi per riprendere fiato: non è facile dattilografare un pensiero così imponente che nasce al momento respirando anche) scaturisce dalla lettura di una nuova ricerca medica.

In Belgio un team di medici dell’Università di Loviano ha scoperto la capacità di un batterio, nello specifico “Akkermansia muciniphila”, che ha le capacità di ridurre l’assorbimento del cibo.

“Miracolo!” alcune di noi penseranno, innalzando le mani al cielo. 

Ma in che modo agisce? Il batterio modifica la struttura che avvolge l'intestino, aumentandone lo spessore, riuscendo così ad allontanare il cibo dai villi intestinali che assorbono le sostanze nutrienti. In un'analisi su modello murino, i ricercatori hanno dimostrato che il consumo di un brodo contenente il batterio ha ridotto il grado di obesità delle cavie e la loro resistenza all'insulina.

 

 

Sicuramente tale scoperta risponderà alle richieste di aiuto di persone affette da obesità, le quali necessitano di qualsiasi tipo di supporto, che sia di tipo medico, scientifico o psicologico, per affrontare questo intenso e a volte difficoltoso cammino verso una vita migliore.

Mi sento però di sottolineare che migliore è da intendersi non come magro e quindi bello, ma come salute, aspettative di vita incoraggianti.

Per combattere quindi la vocina maligna che di fronte allo specchio, anche se non è vero, siamo grasse e imperfette apprestiamoci ad avere delle piccole accortezze, a contenere i peccatucci di gola, a fare magari più sport e attività fisica (soprattutto con l’arrivo – si spera – della bella stagione).

Basta poco per amarsi.

Amatevi.

 

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Chi di noi non è in costante diatriba con gli inestetismi della pelle? Persino le Top Model più famose al mondo (alcune) ammettono di essere vittime del fastidioso effetto buccia d’arancia.
Una nuova scoperta: a favorire l’insorgenza della cellulite sembra contribuiscano degli agenti, Ages (Advanced glycation end products), ovvero sostanze tossiche che si generano durante un’eccessiva cottura degli alimenti e che provocano danni ai tessuti connettivi. Il tutto ufficialmente e scientificamente discusso e studiato nel corso del congresso nazionale della SIME (Società Italiana di Medicina Estetica).
Vi faccio alcuni esempi:
la pasta, la crosta del pane bianco, la carne arrosto e il latte UHT (sia fresco che bollito), i dolci al forno, le bevande light e i dolcificanti sono i cibi in cui questi agenti Ages sono maggiormente presenti.
Al contrario, i vegetali, i cibi cotti al vapore o a fuoco lento e il latte fresco pastorizzato ne sono privi.
Il tutto a causa dei trattamenti tecnologici a cui la preparazione industriale dei cibi sottopone i prodotti stessi.
Afferma Luigi Rossi, docente di scienza dell’alimentazione e medicina preventiva all’Università di Bologna: “Si tratta di composti molecolari aggressivi che agiscono sui recettori delle membrane cellulari dei fibroblasti, le cellule della pelle, sul collagene e sugli adipociti alterando il tessuto connettivo, il sistema venoso, arterioso e linfatico. Sono i prodotti finali dei processi di glicazione, dovuti all'unione del glucosio con il collagene che rendono i tessuti rigidi e fragili. Non è possibile azzerare l'introito di Ages, ma è possibile ridurlo seguendo una dieta a basso contenuto di zuccheri, privilegiando cibi crudi o cotti al vapore, riducendo il consumo di bevande zuccherate e cibi industriali.”

 

alimentazione-per-combattere-la-cellulite

 

Quindi non soltanto uno stile di vita attento e misurato, l’attività fisica e le creme vi aiuteranno ad eliminare il fastidioso effetto antiestetico. Noi siamo ciò che mangiamo, il nostro corpo è il riflesso diretto di come noi lo curiamo e nutriamo.
Quindi fare attenzione nella scelta degli alimenti, per non essere superficiali, non ci aiuterà soltanto ad apparire più belle e pronte alla prova costume (che tra l’altro è alle porte), ma è un dovere che noi abbiamo verso noi stesse.
Del resto, care donne, se non siamo noi le prime che ci amiamo e ci curiamo, come possiamo pretendere che possano farlo gli altri poi?
quindi

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