Un gioco per stimolare creatività e fantasia dei bambini  

Da piccoline io e la mia amichetta del cuore più di una volta abbiamo tentato di costruire una casetta usando il cartone che poi puntualmente veniva smontata e buttata dai relativi genitori … non capivano la nostra vena artistica … scherzo ovviamente… anche perché ci hanno sempre lasciato libere di esprimere noi stesse, anche se spesso combinavamo un mare di pasticci.
Penso che qualsiasi bimbetta abbia nella sua testolina abbia desiderato una sorta di casetta dove imitando la mamma, prepara il the per le amiche che la vengono a trovare, ma anche i maschietti la vorrebbero… per avere un posto tutto loro per giocare con le macchinine insieme agli amichetti dell’asilo.
Allora spesso chiedono alla mamma e al papà di comprargli una di quelle costosissime casette da giardino, che è tutta plastica, ma dal prezzo sembra siano fatte d’oro, improponibili proprio direi.
Non tutti possono accontentare la richiesta fatta dal proprio cucciolotto e oltretutto bisogna anche ricordare che i bimbi crescono in fretta e un tale oggetto ingombrantissimo poi finirebbe per essere buttato poco dopo.
Perché allora non proviamo noi a costruirgli una casetta per giocare tutta per loro? Magari potrebbero anche aiutarci nella costruzione ed essere quindi un ottimo modo per tenerli impegnati e stimolare la loro creatività trascorrendo del tempo insieme.
Tutto quello che dobbiamo fare e trovare una grossa scatola di cartone, tipo quella d’imballaggio di una televisione o anche più grande se la troviamo, poi altre scatole più piccole per fare il tetto, del buon nastro adesivo, colori acrilici, forbici, matita e righello.
Se invece non siamo riusciti a trovare uno scatolone abbastanza grande, possiamo mettere insieme più scatole fino a ottenere la grandezza desiderata.
Si parte dal disegnare su uno dei lati una porta che permetta al nostro bimbo o bimba di entrare e uscire dalla scatola e una finestra, sia la porticina sia la finestrella ,se vogliamo, possiamo farle un po’ più carucce dandogli delle forme un po’ particolari.

 

come-costruire-casetta-di-cartone


La porta per esempio potrebbe avere la sagoma di Winnie de Pooh e la finestra di fiorellino, su svariati siti internet possiamo trovare degli spunti per fare dei disegni davvero carini.
Potremmo poi usare le sagome ritagliate per abbellire la casetta, mettendola per esempio attaccata a un angolo della casa.
Il secondo passo è fare il tetto: apriamo lungo un lato una delle altre scatole, pieghiamola in due e tagliamo il cartone prendendone la lunghezza necessaria per fare un tetto, poi eventualmente con il cartone avanzato fare la sagoma di un bel camino.
Con il nastro adesivo colleghiamo il tutto, se riusciamo mettendo il nastro all’interno dei vari collegamenti, per avere un risultato più bello.
A questo punto non ci resta che armarci di colori acrilici, tanta pazienza e fantasia e dipingiamo tutto e dopo un paio di giorni all’aria aperta avremmo finalmente la casetta che il nostro bimbetto ha da sempre desiderato.
Se abitiamo in campagna e abbiamo un bel porticato o terrazzo coperto, possiamo anche metterla fuori e lasciare nelle giornate di bel tempo che il nostro amore possa sbizzarrirsi giocandoci come più gli pare e se non abbiamo questa fortuna, mettiamola nella sua cameretta creandogli un angolo tutto abbellendo l’interno con cuscini colorati e magari appoggiandola sopra un bel tappetone colorato.
Una soluzione economica ma di grande effetto e divertimento assicurato per i nostri bimbetti.

 

Abbiamo intervistato Luca Pastorino, uno degli ideatori della piattaforma artistica virtuale a carattere permanente Openarte.it che consente di esporre in tempo reale sul web un numero illimitato di opere visionabili dagli utenti del sito. Pastorino ci spiega lo scopo di questo progetto ed i suoi possibili sviluppi futuri.

D) Buongiorno Luca. Ti ringrazio in anticipo della tua disponibilità e del tempo dedicato a questa intervista. Parliamo del sito Openarte.it Com'è nato questo progetto e qual è il suo scopo?

R) Questo progetto nasce da una mia idea. Sono sempre stato attratto dall'arte in generale. Mio nonno, Aurelio Pastorino, è stato anche un pittore. L'idea è nata dai siti di stock photo e poi si espande e prende forma come openarte, un misto di motore di ricerca per immagini ed uno spazio di vendita al pubblico di immagini digitali a basso costo. Lo scopo è quello di creare una piattaforma di aggregazione per artisti. E' il pubblico che decide se un'opera è valida o meno, al di fuori dei consueti schemi legati a gallerie o simili dove i parametri per decidere se un artista è bravo sono differenti da questi. La rete in qualche modo assicura un'imparzialità del pubblico che naviga e apprezza ciò che vuole in ogni parte del mondo.

D) Da quanto ho capito Openarte.it si configura come una piattaforma permanente di immagini d'arte contemporanea. Quante opere vengono esposte nel sito attualmente? Quale tipo di opere/ tecniche vengono esposte?

R) In questo momento ci sono 1668 opere, sono divise con criteri diversi: per corrente artistica (informale, astratto, figurativo),
per genere (pittura, grafica, scultura, digitale, installazione, design, fotografia, arti applicate), per tecnica d'esecuzione (olio, acrilico, acquerello, pastello, china, incisione, affresco, digitale, ceramica, oreficeria, fotografia, tecnica mista, altro), supporto (se pittura: tela, carta, tavola, vetro, intonaco).

D) Qual è il valore aggiunto che puo' offrire agli artisti ed ai fruitori dell'arte, una piattaforma espositiva digitale come Openarte.it, rispetto ad una galleria tradizionale?

R) Il sito offre la possibilità all'artista di esporre gratuitamente tutte le sue opere senza limiti di quantità è/o qualità. Chiunque può esporre, a patto che esponga opere sue (Royalty Free). E' poi il pubblico con le visualizzazioni, i voti, i click sui social network a garantire la popolarità o meno di un'opera.
Un altro servizio è la possibilità di vendere a prezzi fissati dalla piattaforma la copia digitale postata on line: normalmente i quadri sono visualizzati a bassa risoluzione ed hanno i loghi (watermark) sull'immagine stessa. Acquistandola, l'utente navigatore potrà fare il download ad alta risoluzione e senza watermark. Per l'artista è un'occasione di guadagno, anche se lieve (le riproduzioni hanno un prezzo fisso a seconda del formato, da 1,99 € a 9,99 €).
Openarte trattiene una piccola quota dal compratore come servizio di download. L'artista sarà in grado di vendere parecchie volte le stesse opere in qualità di copie digitali e vedrà crescere la popolarità di tali opere. Di conseguenza il prezzo dell'opera reale aumenta essendo questa unica ed apprezzata. Stiamo inoltre lavorando sulla possibilità di far vendere anche l'opera reale tramite la nostra piattaforma, servizio che è in fase di studio. In questo caso sarà l'artista a dare un prezzo all'originale. Diamo la possibilità a terzi di indire mostre online a cui gli artisti possono aderire e partecipare. Un altro valore aggiunto di questo progetto è la componente relazionale: gli artisti tramite il sito possono comunicare fra loro e con gli utenti, aggregarsi in gruppi come "Il Cafè des artistes" ed indire mostre collettive autonomamente. Crediamo che lo spirito di aggregazione sia importante perchè è fonte di ispirazione artistica e conduce ad un miglioramento e rinnovamento non solo delle opere ma anche degli artisti.

D) Un artista che vuole esporre proprie opere in Openarte.it, cosa deve fare?

R) Per esporre è sufficiente che l'artista si registri, compili i suoi dati anagrafici ed inserisca immagini .jpg non superiori a 5 MB . Il servizio è totalmente gratuito. Anche nel caso che l'artista voglia esporre in spazi particolari quali esposizioni temporanee online, Openarte trattiene solo una quota a fronte della vendita della copia digitale.

D) Ho notato che il sito valorizza il senso della vista attraverso l'esposizione di numerose immagini di opere e realizzazioni. Avete mai pensato di accompagnare la fruizione di tali opere ad uno o più sottofondi musicali in un connubio di differenti espressioni creative?
R) Si è stato argomento di discussione, ci sono alcuni problemi sia tecnici che di forma. Innanzitutto la piattaforma, lavorando con immagini, già passa una buona quantità di informazioni per secondo (cosa su cui stiamo lavorando per poter appunto inserire il sonoro). In secondo luogo, i file musicali in loop dopo qualche secondo iniziano a dare fastidio a causa della ripetitività. Per ovviare, dovremmo inserire lunghi brani in streaming. Una cosa che ho gradevolmente valutato è quella di far sentire associati alle immagini suoni e rumori ben scelti ed evocativi quali vento, acqua e rumori naturali, creando un ambiente confortevole ed in tono con le esposizioni.

D) Quali sono gli sviluppi che potrebbe avere in futuro il progetto Openarte.it?

R) Difficile a dirsi. La speranza è che diventi un punto di riferimento per gli artisti e gli appassionati d'arte. Pensiamo che ci siano le condizioni per cui Openarte cresca e venga utilizzato non solo come banca dati di immagini artistiche ma anche come luogo dove indire mostre online e sul territorio. Tramite monitor è possibile fare delle mostre a cui partecipano gli artisti iscritti online, senza dover spostare materialmente quadri opere e persone. Possiamo inoltre organizzare mostre con centinaia di opere d'arte che scorrono in un po' di schermi. Infine possiamo ospitare su openarte mostre che si stanno tenendo in luoghi specifici, prolungando la mostra stessa a spese estremamente ridotte.
 

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Abbiamo intervistato Gioia Lomasti, scrittrice e curatrice del sito e del blog Vetrina delle Emozioni quale luogo di espressione e condivisione di forme espressive e comunicative differenti che spaziano dalla scrittura, alla poesia, alla musica, all’arte. Dall’intervista è emersa una passione per la scrittura e per la bellezza in ogni sua forma.
Buongiorno Gioia, ti ringraziamo in anticipo per la disponibilità ed il tempo dedicato a quest’intervista. Assieme a Marcello Lombardo ed i tuoi collaboratori curi da anni il sito http://www.vetrinadelleemozioni.com/ Com'è nato questo sito e quali sono i suoi obiettivi?

Buongiorno Mara, ti ringrazio davvero molto per questa intervista in quanto mi auguro sia di buon auspicio sulle basi di ciò che andrò ad evidenziare. Ti illustro cosa vuole rappresentare il nostro canale web Vetrina delle Emozioni: il sito nasce da una sinergia di gruppo, quali affezionati amici che risiedono in molte parti d’Italia ed all’estero e che attraverso la rete vogliano darsi manforte sostenendosi reciprocamente per l’arte che ci accomuna. L’idea accresce sino a consolidarsi in un canale di incontro artistico culturale, incentrando un punto di forza e di maggior rilievo basato soprattutto sulla visibilità degli emergenti. Nel nostro piccolo vorremmo poter accrescere le fondamenta per forme di supporto che a mio parere reputo espressioni d’anima e di Emozione pura, diamo risalto alla poesia e alla prosa, alla musica e ai cantautori, alla pittura sino ad estendere a tutto ciò che l'estro umano vuole comunicare attraverso tali sinergie.
Sul vostro sito esiste una sezione espressamente dedicata agli Autori ed agli Artisti in generale. Ci vuoi parlare di questa pagina, di com'è strutturata e di quali forme espressive ospita? Quali potrebbero esserne gli sviluppi?

La sezione Autori & Artisti è nata da pochi mesi ottenendo grande approvazione da coloro che ci seguono, il progetto promuove i canali personali degli artisti in quanto molti siti vengono creati ma poco promossi; si cerca di dare rilevanza ai loro canali personali, che sia un sito o blog o una fanspage o nel caso creare per gli stessi una pagina di promozione posizionandola sul blog di vetrina delle emozioni. Gli sviluppi esistono e amplieremo, in quanto con molti utenti inseriti, si sta procedendo ad una promozione dei canali collegati dandosi manforte in un supporto comune.

 

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Sei autrice di suggestive poesie e scritti in prosa. Insieme al poeta Marco Nuzzo hai scritto il libro di poesia e prosa "Anime", oltre che altre pubblicazioni. Potresti condividere con noi una tua poesia a cui sei particolarmente legata?

L’opera “Anime” e le mie precedenti pubblicazioni rappresentano nel loro piccolo immagine di impegno per raccolte fondi a favore di progetti benefici, assieme a coloro che hanno contribuito nelle varie realizzazioni si procede con questo obbiettivo in modo che il sogno della pubblicazione possa lasciare un segno tangibile a chi è meno fortunato. Condivido questo mio testo che è un po’ l’emblema della nostra missione: “A voi nobili anime che sapete donare saggezze nei vostri attimi lasciando indelebile disegno di ciò che arte accomuna, addolcisce il cuore, raccoglie sogni e lascia fluire ciò che scandirne a righe... d'inchiostri neri.. lega e rivive...”
So che sei un'amante della musica e delle canzoni di Fabrizio De Andrè. Quali sono le canzoni che hai amato maggiormente ed hanno ispirato la tua vis poetica?

Fabrizio De André è da sempre fonte di ispirazione consolidatasi in un’opera a lui dedicata, tra i tanti testi a me cari, Oceano è quello che più mi rappresenta, per la cui versione è stata infatti riscritta una mia lirica ispirata al poeta. Ne ho rivisitati oltre cento ma questo lo reputo il più significativo. 

Quale filo conduttore pensi ci sia tra due forme espressive diverse come la musica e la poesia? 

Poesia e musica viaggiano parallele e unite da quella mano invisibile ma indivisibile che salda si accompagna l’una all’altra dando il senso alla vita. E’ poesia ove c’e’ musica, e’ musica …quando si ode poesia.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Cercare nell’umiltà delle persone la giusta direzione per intense collaborazioni future è la meta desiderata, ovviamente senza lasciare tutti coloro che con me hanno realizzato tanto e nel possibile muovendoci sempre assieme, ritengo sarà il percorso al futuro che fa brillare i progetti in atto, porgendo valore assoluto a tutto ciò che si e’ costruito e donando la completezza all’emozione di oggi che accrescerà il mio - nostro domani. Anche i tanti che hanno reso al mio viaggio una linea contorta, sono invece stati insegnanti di quel contrario che mi piace osservare, per cambiare direzione …verso altre vie, se migliori oppure no, restano comunque le mie.

 

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Per chi decide di trascorrere qualche giorno a Firenze o vuole semplicemente fare una gita fuoriporta, il Museo Nazionale Alinari è la meta ideale per tutti coloro che desiderano approfondire la storia di un’invenzione fenomenale: la fotografia.

Il MNAF – Museo Nazionale Alinari della Fotografia ha sede all’interno di un quattrocentesco edificio detto “delle Leopoldine”, che affaccia su Piazza di Santa Maria Novella.
E’ stato inaugurato nel 1985 ed attualmente conserva 900.000 “vintage prints”, cioè originali foto d’epoca, in mostra in un percorso espositivo che si snoda attraverso sette sale.
Non si può, però, parlare del museo senza prima citare i Fratelli Alinari. Leopoldo, Giuseppe e Romualdo furono i fondatori della “Fratelli Alinari” che, fondata nel 1852 con sede a Firenze divenne ben presto una fra le più note ditte fotografiche italiane.
Grazie al ricchissimo archivio pervenutoci è stato possibile creare un percorso fotografico che ci porta indietro nel tempo, alla scoperta delle origini della fotografia.
E’ nella prima sala che si possono ammirare i dagherrotipi, invenzione di Daguerre del 1839. Queste prime immagini su lastra d’argento sembrano cambiare d’aspetto, rivelando il proprio “doppio” ogni volta che ci si sofferma ad ammirarli. La loro particolarità, infatti, è dovuta all’immagine impressa, che appare e scompare a seconda della posizione che lo spettatore assume di fronte ai dagherrotipi ed a seconda della quantità di luce che vi si riflette contro.
Proseguendo il percorso si giunge all’età d’oro della fotografia che, nel XIX secolo si afferma sempre di più come forma d’arte. Nella seconda sala, appunto, sono in mostra le foto di viaggio, molto richieste come souvenir da coloro i quali effettuavano il Grand Tour ed i ritratti, dovuti alla necessità di voler lasciare un ricordo della propria esistenza.
La sala successiva mostra l’avvento delle Avanguardie, attraverso una selezione di opere dei maggiori fotografi del Novecento, che mette in risalto la fotografia, sempre più autonoma ed indipendente dalla pittura.
Si passa, poi, ad osservare una serie di negativi, che permettono di comprendere il reale funzionamento della fotografia.
Il piano superiore del museo, invece, si compone delle ultime tre sale.
La prima ospita una collezione di album fotografici, esaltandone la preziosità. Sono davvero magnifici, di diverse dimensioni, con le pagine decorate in oro ed intarsiati di pietre scintillanti.

 

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Dopo aver visto come raccogliere le foto si passa ad un inedito percorso attraverso gli “strumenti della fotografia”, dalle prime macchine rudimentali alle digitali.
A conclusione della visita si giunge all’ultima sala, dove è possibile ammirare cartoline, documenti, pubblicità, accessori…E tutto ciò che ruota attorno alla fotografia.
Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia è un museo unico, che mette a disposizione del visitatore uno spazio espositivo completo, reso accessibile anche ai non vedenti grazie all’introduzione di appositi strumenti tattili per il riconoscimento delle diverse foto.
L’obiettivo cattura la realtà trasferendola in un formato bidimensionale. Ogni foto è unica ed irripetibile, poiché la realtà fotografata cambia già dall’istante successivo al “click”. Ma dietro al semplice gesto dello scatto si celano riflessioni ben più profonde.
Se il nostro volto, ad esempio, appare impresso in una foto, esso si sostituisce a ciò che noi siamo e sarà proprio quella foto che consentirà noi di lasciare una nostra traccia nel futuro.
Qual è, dunque, la linea sottile che separa la realtà dalla fotografia? E qual è la nostra vera identità?
Non ci resta che scoprirlo visitando il MNAF!

 

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Fin da piccola, sono stata appassionata dell’arte che ci consegna all’infinito e ferma il tempo in un attimo. L’arte è straordinaria perché è in grado di catturare e plasmare le caratteristiche di una persona per realizzarne qualcosa di irripetibile; proprio per questo da adolescente analizzavo la complessità del corpo femminile per valorizzarlo con la meticolosa creazione di un prezioso abito. Tutta passione nata dal colore, il dono più grande per iniziare a sognare proprio come avviene nella pittura paziente dell’artista che dipinge usando la corposità dei colori brillanti sulla tela bianca. Negli anni con le tecniche artistiche sperimentate ho scoperto la “poeticità” dell’acquerello che trasforma il dono del cromatismo puro in infinite possibilità anche se necessita di una buonissima manualità. Studiando moda a scuola usai anche i “Pantoni” professionali ma preferivo le sfumature cromatiche ottenute usando più tecniche contemporaneamente: dalle tempere alla china, passando per carboncini, gessetti e pastelli a cera. Tutto è iniziato così!

Ho scoperto da poco un’artista bravissima che mi ha colpito per le sue opere oniriche e intimiste: Cate Parr. E’ un’illustratrice di moda che riesce a plasmare i tratti somatici della donna e a catturare sguardi creando originali icone pronte per essere desiderate sulle copertine delle riviste di moda (ad Es. Vogue). Nata in Inghilterra ma vive in California, tutto il suo lavoro creativo di sintesi si snoda tra colore e forma: incredibilmente immediato il risultato, lei riesce a rendere, attraverso pochissime sfumature, i lineamenti del volto, delle labbra, dei capelli; i suoi ritratti femminili trasfigurano sensualità nella trasparenza delle sue pennellate impalpabili che sembrano sfiorare la tela accarezzandola.

 

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Le sue opere sono intrise di una bellezza innata, come se fossero sempre esistite da qualche parte, nell’universo e lei le abbia soltanto svelate rendendole incantevoli plasmandole attraverso i colori che, sapientemente, prendono vita nelle sue mani come se emergessero da un sogno dominato da infinite tonalità di rosa, lilla, viola, blu, verde, arancio, che sfumati “animano” inconsciamente forse anche tutti i nostri desideri.
Cercate tutte le sue creazioni, ne vale davvero la pena! Info: http://www.cateparr.com/

 

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