08 Feb

Italia. Terra di Arte e Cultura

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Quali iniziative promuovere per la tutela e lo sviluppo della Cultura in Italia. 

Patria della capitale del mondo, l’Italia costituisce patrimonio antico, rinomato, per la cultura.
Terra di conquista di innumerevoli e svariati popoli , dagli Etruschi ai Cartaginesi, dai Fenici ai Greci, dagli Arabi, Angioini e Aragonesi agli Austriaci , Spagnoli e Francesi, offre ai visitatori l’opportunità di un ritorno al passato alla scoperta di antiche tradizioni e costumi.
Le bellezze e le meraviglie della Penisola vengono apprezzate e ammirate da tutto il mondo. Turisti arrivano da ogni parte del mondo per immortalare nei loro scatti panorami e opere italiane.
Bisognerebbe guardare attraverso i loro occhi i tesori della nostra terra, per comprenderne il valore, l’importanza e la necessità della loro salvaguardia: un primo passo questo forse , verso la promozione e la tutela della cultura in Italia.
Musei, biblioteche, castelli, dipinti, rilievi, musica, teatri, opere che si tramandano da secoli in secoli e che hanno contribuito alla storia dell’Italia, devono essere accuratamente custoditi, debitamente protetti dai segni del tempo, ma non negati, non privati agli avidi della conoscenza.
Aprire le porte, occorrerebbe aprire le porte e concedere il libero accesso alla cultura come pubblico bene affidando il privilegio a tutti di conoscere la storia di un Paese, conoscere un Paese, che sia il proprio o meno poco importa, nelle opere di chi l’ha vissuto e reso tale.
Sopperire a questa mancanza può significare creare incontri, occasioni nazionali e internazionali, in cui l’Italia si mobilita a mettere in mostra il suo cavallo di battaglia: l’arte, in ogni sua forma ed espressione.
Ovviare a questa mancanza può significare assegnare una sorte diversa alla cultura , diversa dalla polvere incastonata, dalle copertine incrostate, dalle pagine ingiallite, dai dipinti sopiti, dalle tele bucate, dalle statue annerite, dalle scale scricchiolanti, dalle porte serrate, dai sipari calati, dalle dimore abbandonate.
Valorizzare il patrimonio culturale richiede la partecipazione reciproca di tutti, cittadini (residenti e non) e delle rispettive sovraintendenze regionali che gestiscono i beni pubblici; richiede l’informazione , la comunicazione con il bacino delle utenze e i servizi.
Sportelli d’informazione ad esempio presenti nei centri storici delle città contribuirebbero a monitorare le visite ai principali monumenti , musei, e opere delle città da parte dei turisti, molto spesso abbandonati alle loro mappe e alle informazioni spicciole raccolte dai passanti, indicando i giorni e gli orari di apertura e pubblicizzando i servizi gratuiti e quelli non.
Ma occorrono soprattutto eventi, eventi di promozione culturale appositamente gestiti da una pubblica agenda.
Sarebbe davvero suggestivo poter partecipare alla settimana greca, alla settimana rinascimentale o medievale , inscenando e rivivendo antichi costumi, suggestivo per tutti, eventi locali che coinvolgano tutti e non solo i turisti.
Cosi come sarebbe opportuna un’opera di ripresa, restauro, ristrutturazione di monumenti abbandonati, lacerati, come il castello di Cefala Diana (Sicilia), immenso nei suoi antichi resti, imponente, eppure abbandonato.

 

castello-cefala-diana


Certamente non può essere tralasciato il ruolo delle scuole in tal senso, dell’istruzione in generale. Università e scuole dovrebbero essere le prime ad attivarsi in tal senso attraverso associazioni, attività a partecipazione pubblica, fornendo opportunità concrete per la diffusione della cultura e della sua tutela.
Tutelare la cultura vuol dire difendere e rivendicare il proprio diritto alla cultura.
E’ davvero assolutamente riduttivo affidare il diritto alla cultura a dei fondi pubblici, ma è la realtà dura contro cui chi vive in Italia o chi vi giunge dall’Estero si deve scontrare.
La carenza di fondi e talvolta o soprattutto l’inefficienza della dirigenza infatti pregiudicano la corretta gestione dei beni culturali.
Si potrebbe ovviare alla questione con un ticket simbolico di un euro per il capo famiglia, o del singolo , o accompagnatore.
Promuovere la cultura attraverso un ticket simbolico, attraverso la partecipazione delle famiglie italiane e non , che però contribuirebbe a mantenere in vita il grande patrimonio artistico del Paese.


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Grazia Spano

Nasce nel capoluogo siciliano il 24 Febbraio del 1983, si laurea presso la facoltà di Scienze Politiche di Palermo indirizzo Studi giuridici comunitari internazionali. Attraverso la partecipazione a convegni e meeting poi ha da sempre sostenuto attivamente in collaborazione con Amnesty International la promozione dell'abolizione delle torture ,delle mutilazioni genitali femminili , e di ogni altra forma di violazione dei diritti umani dedicando la sua prima tesi allo stupro come arma di guerra, come crimine internazionale. Parla italiano , inglese, francese e russo e la sua passione è la scrittura.Tra i suoi contributi,inoltre un trattato di sociologia della devianza "BDSM vite al confine" frutto dell'osservazione e dell'impegno nella ricerca nell'ambito del fenomeno dell'erotismo estremo.

Sito web: www.facebook.com/grazia.spano.104