Recentemente l’Università di Helsinki ha avviato uno studio molto interessante, che ha riguardato la ricerca delle varianti genetiche associate al sesso nei Cromosomi X. L’intento dei ricercatori, che hanno analizzato circa 25 mila abitanti del Nord Europa, è stato quello di cercare di svelare qualcosa in più circa quelle che sono le differenze tra uomini e donne, in particolare il fattore dell’altezza. Come ben sappiamo, il corredo genetico femminile è contrassegnato dalla dicitura XX mentre quello maschile dalla dicitura XY. Sarebbe riposta proprio nella X, secondo quanto affermano i ricercatori, la risposta a tale dilemma.

 

Prima di inoltrarci nel vivo dello studio, pubblicato sul “Plos Genetic”, è importante sapere dove tale studio fonda le sue radici. Alcune ricerche effettuate proprio sui cromosomi, hanno rivelato che una particolare variante genetica collegata allo sviluppo delle cartilagini era tipica delle popolazioni basse e che la stessa variante genetica aveva maggiori effetti nelle donne.

 

I ricercatori hanno provato a dare risposta a tale quesito, e dalla ricerca è emerso che nelle donne, le quali rispetto al genere maschile possiedono due copie dello stesso cromosoma (XX), una delle due copie viene sottoposto al fenomeno di “inattivazione dell’X”. A tal proposito è stato scoperto che un gene associato con la variante in questione, non subiva tale processo di “inattivazione dell’ X”. Cosa significa? Ciò vuol dire che nelle cellule delle donne sono attive due coppie di geni, anziché una come accade negli uomini, ovvero che nelle donne i livelli della variante genetica presa in esame (collegata al carattere della “altezza minore”) sono più elevati.

 

Questo è solo una piccola ma significativa scoperta, un passo in avanti nel mondo nella scienza che sarà utile nello scoprire quelle diversità tra i due generi, a noi ancora sconosciute.