Scusatemi. Scusatemi davvero se prendo in prestito le parole del titolo di una celebre poesia di W.H. Auden, così bella, così romantica. È che sto cercando di capire. Stavo notando che molti adolescenti intorno a me, figli o nipoti di conoscenti, cugini più piccoli, vivono una storia d'amore fuori regione. Macinano chilometri per incontrare e vivere questa relazione con la ragazza che hanno conosciuto in chat o su social network. Da un lato va dato loro atto che si impegnano come fossero adulti: il fatto stesso di affrontare a volti lunghi viaggi, di mettere in secondo piano tutto il resto, la scuola in primis (anche se questa per molti non è poi una gran difficoltà), significa che questi ragazzi credono davvero nel sentimento che stanno vivendo. Sebbene probabilmente torneranno a viverlo migliaia di volte fino alla persona giusta. Però allo stesso tempo, forse non ci si può impegnare a fondo in una relazione a distanza, perché non si vivono molte delle dinamiche che segnano al tempo stesso la fortuna o la sfortuna di una storia.

Poi ci sono le amiche ultraquarantenni che ti dicono che ormai Internet è l'unica maniera per conoscere gente nuova. E te ne stupisci. Perché guardi le loro vite, che sono piene di amici di compagnie diverse, di interessi oltre al lavoro, come l'arte, il teatro, la musica. Interessi che aggregano e ti portano in luoghi diversi con persona diverse, nuove, sconosciute, da conoscere. Per queste donne, Internet è solo un mezzo semplice per sentirsi corteggiate e a mio avviso si sottovalutano, perché è solo di persona che si può vivere la loro autentica bellezza, non quella che proiettano dietro uno schermo. A volte però finisce bene, soprattutto se la relazione non è a distanza.

 

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Tutti subiscono il fascino di Internet e l'idea di incontrare persone nuove non è un male assoluto, l'importante è sempre discernere. Qualche settimana fa ho ricevuto un SMS. Qualcuno aveva trovato il mio numero nella rubrica e chiedeva chi fossi. Non avevo quel numero e ho richiamato, magari era una cosa di lavoro. Invece, era un ragazzo che avevo conosciuto su Splinder una decina di anni fa. Un ragazzo strano che dal primo momento si era detto innamorato di me. E sembrava anche interessante. Non fosse che raccontava un mucchio di balle. Una volta mi raccontò di essere andato in campeggio con il suo istruttore di arti marziali, di essersi svegliato di notte per un bisogno corporale e di essersi trovato faccia a faccia con un cinghiale inferocito. Ma il cinghiale, impossibilitato a sostenere il suo sguardo particolarmente profondo, era fuggito. La morale? Internet è un passaggio obbligato oggigiorno per provare sentimenti, soprattutto quando si ha un problema di autostima. Ma quando si sentono certe cose, forse è meglio scappare, un po' come ha fatto il cinghiale.

 

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Care amiche, come probabilmente sapete il maschio latino è da sempre considerato emblema di virilità. Ebbene, sembra proprio che quella che era una vera e propria certezza, sia destinata a vacillare. La libido degli uomini italiani è in caduta libera a causa di diversi fattori: crisi economica, stress da lavoro, stanchezza, ma anche e soprattutto a a causa di social network e nuove tecnologie.

 

Si chiama tecnostress e colpisce circa 2 milioni di italiani. Tra i sintomi: ansia, irritabilità, depressione, problemi gastro-intestinali, calo del desiderio sessuale e tutti i disturbi collegati alla sfera della sessualità, che rischiano di mettere non poco in crisi la relazione con il proprio partner. A questa conclusione si è giunti in seguito ad uno studio realizzato da una società di ricerca che, intervistando centinaia di manager ICT (che per lavoro hanno molto a che fare con tecnologia e social network), sono pervenuti a tutta questa serie di dati impressionanti.

 

I manager, fortemente stressati, hanno dichiarato di non avere molto tempo per curare la sfera della sessualità e l'amore. La causa è proprio nel tecnostress che causa una riduzione della produzione di testosterone, l'ormone responsabile della libido dei maschietti. Ad essere messi sotto accusa principalmente Facebook e Twitter. Pare infatti che il 16% dei maschietti che trascorrono il loro tempo su questi sociali network presenti una totale mancanza di desiderio sessuale nei confronti del partner.

 

Tuttavia, rimediare al tecnostress è ancora possibile. Carlo Molinari, urologo dell'Ospedale San Camillo di Roma, ha dichiarato:

 

Dialogo con il partner, una maggiore socialità, un po’ di coccole e massaggi per risvegliare i sensi assopiti. Per ritrovare il vigore sessuale causato da astenia sessuale ci sono validi, e testati scientificamente, rimedi naturali quali integratori a base di Tradamixina, un composto naturale a base dell’alga Ecklonia Bicyclis, Tribulus Terrestre e Glucosamina, agisce sul testosterone, l’ormone maschile responsabile della libido. E naturalmente staccare la spina a computer, tablet e smarthpone”.

 

Se la gelosia vi attanaglia e non avete fiducia al 100% nel vostro partner, sebbene non sia del tutto consigliabile controllare il vostro partner (dovendo prevalere la fiducia), ecco alcuni 5 validi consigli per "spiare" il vostro fidanzato su Facebook. Scopriamo insieme come fare:

 

1. Profilo comune

Quante volte sul più noto dei social network vediamo coppie che condividono il loro profilo cercando di tenere alla larga elementi disturbatori della coppia? Tante. Triste ma vero.

 

2. Scambiare le password

Sebbene ciò sia pari a fiducia zero, potreste scambiarvi le password di Facebook con il vostro amato in modo da tenervi reciprocamente sotto controllo, controllando amici e posta inviata/ricevuta. Anche se vi invitiamo a pensare che se il vostro partner volesse tradirvi, probabilmente non utilizzerebbe Facebook.

 

3. Rimuovere amicizie

Cancellare dal profilo Facebook del vostro partner amicizie indesiderate potrebbe aiutarvi ad allontanare amicizie indesiderate.

 

4. "Tentare" il proprio partner

Per mettere alla prova la fedeltà del vostro partner, potreste indurlo in tentazione con un avvenente profilo fake. Provare per scoprire.

 

5Like

Piazzare un "mi piace" dal tono minatorio potrebbe indurre eventuali "avvoltoi" a capire che non è il caso di avvicinarsi al vostro/a amato/a.


Social network, diavolo ed acqua santa dei nostri tempi. Bistrattati o idolatrati, sono lì, oramai, incuneati nella nostra vita, insinuati nelle nostre forme di pensiero, capaci di condizionare i nostri comportamenti quotidiani. E, se da un lato si sbandiera in ogni dove il diritto alla privacy, si legifera in difesa di quest’ultima, si stampano migliaia e migliaia di fogli a sua garanzia (ma non si dovevano ridurre le emissioni cartacee in difesa della Natura?), dall’altro, ci precipitiamo a raccontare i fatti nostri e di coloro che ci circondano.

Tutti, inclusi cani e gatti di casa, hanno un profilo su Facebook. Apparire, apparire, apparire a tutti i costi nell’affanno della rivendicazione di sé. Per alcuni un’ossessione. E allora capita che ancora non abbiamo preso il caffè del risveglio e già twittiamo il buongiorno ad una platea di sconosciuti.

 

 

Mi sono ritrovata iscritta a Facebook nel 2008 senza esserne consapevole. Giuro. Ho risposto ad un messaggio ricevuto al mio indirizzo di posta elettronica inviato da un mio ex filarino adolescenziale conosciuto sul treno mentre andavo a trovare una mia cara amica livornese. Io romana, lui sardo. Un rapporto innocente, che si nutriva di lettere e cartoline e forse di un paio di incontri in tutto.

A quei tempi, erano gli anni a cavallo tra i 70' e gli 80' funzionava così. Ma tanto è bastato. Mi sono sentita lusingata dal ricordo rinnovato e in un batter d’occhio, eccomi nel clan universale di Facebook. Nella totale inconsapevolezza del suo funzionamento. Oggi è parte di me. Grazie ad un clic ho ritrovato amici persi nel corso degli anni. Ho manifestato il mio dissenso. Ho condiviso le mie gioie. Ho pubblicizzato la mia passione per il buon cibo e il buon bere. Qualche giorno fa ho ritrovato un compagno di università che non vedevo da… troppi anni e con il quale c’è stato un rapporto di grandissima amicizia. Ma di questo parlerò la prossima volta.

E tu? Chi hai rincontrato grazie ai social network?

 

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Una donna coraggiosa che ha deciso di trarre forza dalla sua malattia. Parliamo della 32enne Beth Whaanga che, dopo aver scoperto di avere un tumore al seno, ha dovuto subire un doppio intervento di mastectomia che le ha portato via i suoi seni. La donna, che nonostante tutto continua a sentirsi viva e soprattutto donna, ha deciso di pubblicare sul suo profilo Facebook (grazie all'aiuto della sua amica fotografa Nadia Masot) degli scatti in cui appare completamente nuda, anzi rivestita delle sole cicatrici dovute ai suoi interventi.

 
 

 

Ciò che appare sconfortante è che diverse decine di suoi amici su Facebook, anziché sostenerla e apprezzare il suo coraggio e la voglia di combattere per vivere, l'hanno criticata e rimossa dalle amicizie virtuali. C'è chi ha sostenuto che tali immagini siano completamente inappropriate o chi ha segnalato addirittura il profilo di Beth.

 

 

 

Nonostante ciò, Beth ha deciso di non cancellare le sue foto e anzi realizzerà nuovi scatti per avviare un progetto ai fini di una campagna di sensibilizzazione per le donne malate. Auguri Beth!