Gabriella Dumas Burgato, artista polesana, da sempre amante del suo Delta, delle sue atmosfere, di quel connubio tra acqua e cielo, delle sue genti antiche attorno al grande fiume, sin da giovanissima manifesta le sue doti artistiche che la porteranno poi nella maturità sino alle sale del Carrousel du Louvre a Parigi. Di origini polesane ma cresciuta a Padova, ha viaggiato molto in Italia ed all’estero dove ha vissuto per vari anni in Grecia, Sudan, Eritrea, Etiopia. Esperienze che l’hanno portata ad intraprendere la professione di guida turistica ed interprete per la Grecia per poi trovare occupazione in agenzie di viaggio; ma soprattutto viaggi che le  hanno ampliato il bagaglio artistico e di vita e che hanno dato una sua impronta nel mondo dell’arte.

Esordisce ancora giovane e fa parte di vari gruppi artistici: Gruppo artistico polesano di Adria, Linea Tre Arte, Arte Padova , Arte Aion Art Factory, Artisti del Delta, ecc. Dopo alcune mostre in ambito locale, inizia ad esporre le sue opere già agli inizi degli anni ’80 a livello nazionale tra cui la mostra itinerante “L’arte contro la violenza per la pace e la solidarietà”: Bologna-Roma-Pomposa-Ferrara-Padova-Bergamo-Lecco sono le sedi, con artisti dai nomi risonanti come Remo Brindisi.

Di questo periodo figurativo sono le nature morte, le figure e i paesaggi dove si riconoscono le caratteristiche della tecnica impressionista; “Le pennellate che raccontano di una disarmante dolcezza interiore, pervasa di poesia, fanno quasi soffrire il recettore. Il lirismo che racchiudono, coinvolge ciascuno di noi emotivamente. Espressione ed invenzione, quindi, di un animo di non comune sensibilità e di un'intelligenza vivace, che sa creare quell'amalgama che fonde in dolci cromie le visioni padane, così con passione ricercate” dice di lei Paolo Forzato Arcioni. Incessante sperimentatrice, utilizza tutte le tecniche pittoriche (olio, acrilico, tempera, acquerello, encausto, ecc.)  e grafiche (acquatinta, puntasecca, litografia, ecc.)  inizia con la pittura figurativa prediligendo ritratti e paesaggi; è dei primi anni  2000 l’impiego di resine amalgamate a  sete ed altri oggetti a comporre sulle tele, unite alla pittura ”classica”, effetti tridimensionali di sicuro effetto, oppure usate come elementi per costruire delle “creazioni” se non delle sculture vere e proprie.

 

Quadri-Gabriella-Burgato-Dumas

 

 

Scrive l'assessore alla cultura della provincia di Venezia Nicola Funari: "Gabriella Dumas Burgato è una artista completa: passa da un genere all'altro con facilità e ci coinvolge: acquarello, grafica, pittura murale, scultura e da una tecnica all'altra utilizzando legno, marmo, resine, fibre tessili e variando i soggetti con la creazione di figure e paesaggi che esaltando la sua originalità fanno riflettere lo spettatore nello scoprire la vitalità, il calore, l'umanità che si esteriorizza dai quadri e dalle sculture…..L'evocazione delle esperienze della Dumas incide nella nostra mente il ricordo di qualcosa che, ad un tempo, rende l'artista partecipe delle sensazioni altrui e l'altrui parte del discorso artistico dell'autrice ed entra nel cuore e nella mente di chi guarda trasformandolo ad attore protagonista delle sensazioni dell'artista". Nel 2006 riceve un Premio della Provincia di Venezia per la sua attività direttamente dal Presidente della stessa, Mauro Boscolo Bisto. Entra a far parte del gruppo portovirese Art Factory contribuendo all’organizzazione della mostra “Tra fiumi e colori”  in Villa Widmann-Rezzonico Foscari a Mira (VE) sulla Riviera del Brenta nel 2007. Inizia quest’anno a portare la sua arte in Francia dapprima con il Premio Internazionale “L’Arcobaleno”  nella regione della Loira, poi nel 2009 a Linas, sobborgo di Parigi, partecipando a “Exposition culturelle d’art sacrè et d’artisanant d’art” ed è qui che la sua arte viene notata e quindi invitata dagli organizzatori del Salone d’ Arte Contemporanea del Carrousel du Louvre presso il Museo del Louvre  a cui parteciperà la prima volta nel 2010. Ma non è solo d’arte che si interessa, nel 2010 è vicepresidente della sezione portovirese della FIDAPA, organizzazione internazionale attenta alle problematiche della donna nell’arte e nel lavoro.

 

Gabriella Dumas Burgato è vicepresidente dell’Associazione culturale “Artisti del Delta” (ex ArtFactory) con cui promuove una serie di laboratori di arte-terapia  per gli ospiti del nucleo Alzheimer nelle case di riposo di Corbola e Porto Viro.  Collabora  con il plesso scolastico delle scuole per alcuni  laboratori artistici con progetti che sono stati esposti al museo Guggenheim di Venezia. Intanto la sua pittura si evolve verso l’astratto “..si inoltra, con indubbia abilità e altrettanto coraggio, nelle difficili ma anche estremamente affascinanti lande artistiche dell’informale, con veloci e decise puntate verso l’astratto e il concettuale. Possiamo così ammirare dipinti di grande effetto cromatico, con le masse di colore che si contrappongono, si sovrappongono e si respingono in un sottile gioco di gradevoli armonie, e opere polimateriche dai complessi significati esistenziali.” S. Valentini, critico d’arte. Dal 2012 è presidente degli “Artisti del Delta”. Collabora alla presentazione del libro “Tanto è lo stesso” di Paolo De Grandis con 4 dipinti ispirati al romanzo di cui uno, “ L’illusione del viaggio” , sarà la copertina del cd della band Motel Siffredi coinvolti nel progetto stesso. E’ del 2013 la sua partecipazione a rappresentare l’Italia nella mostra internazionale “Festival Internazionale dell’Arte per la pace e le religioni nel mondo” all’ambasciata dell’Iraq presso la Santa Sede a Roma.

 

pittrice-Gabriella-Burgato-Dumas

 

Le Mostre:

Mostra itinerante “L'arte contro la violenza per la pace e la solidarietà”

Bologna-Roma-Pomposa (Ferrara)-Padova-Treviglio(Bergamo)-Lecco 1981

Biennale nazionale d'arte  Torreglia (Padova) 1984

Museo della Bonifica del Delta di Ca' Vendramin Taglio di Po (Rovigo) 2006

Mostra “Tra fiumi e colori”

Villa Widmann Rezzonico Foscari - Mira (Venezia) 2007

IX Premio internazionale “L'Arcobaleno”

Randonnèe de l'art -  Loira (Francia) 2007

Mostra Personale – Hotel Tritone – Abano Terme

Abano Terme (Padova)  2007/2008

“Exposition culturelle d'art sacrè et d'artisanant d'art” - Linas (Parigi) Francia 2009-2011

1° Premio internazionale di pittura scultura grafica Città di  New York   2010

Mostra personale

Hotel Alexander, Agrinio - Grecia  2010

Galleria “Il Tempio” Palermo  2010

Galleria “Shunt” Paestum Salerno  2010

Galleria “Art et Miss” Parigi Francia 2010

Galleria “Mecenavie” Parigi Francia 2010

Salon d'Art Contemporain au Carrousel du Louvre

Museo del Louvre Parigi Francia 2010-2011

“Il Richiamo della Foresta”

Museo nazionale Villa Pisani – Stra (Venezia)  2011

“Apocalypse” Palaturismo Montegrotto T. Padova  2012

“Festival dell’Arte” 3° ed. Ambasciata Iraq presso Santa Sede - Roma 2013

 

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30 dicembre 2012: muore Rita Levi Montalcini e con lei se ne va un pezzo di storia italiana, un motivo per il quale il nostro paese poteva sentirsi orgoglioso, fiero di essere la patria di una donna che con la sua intelligenza e determinazione ha saputo raggiungere i suoi obiettivi in un epoca nella quale il sesso femminile non aveva di certo le possibilità e l’indipendenza che possiamo dire di aver raggiunto oggi dopo tanti sforzi. Rita Levi Montalcini ha dimostrato come la costanza e la volontà siano due elementi fondamentali ed essenziali per il raggiungimento di uno scopo.
Nacque in una famiglia ebrea nella quale erano ben percettibili le concezioni vittoriane sul ruolo della donna che doveva semplicemente aspirare al ruolo di moglie e madre modello, ma nonostante ciò la Montalcini si iscrisse all’Università di Torino dove cominciò a studiare medicina intraprendendo anche studi sul sistema nervoso che condusse poi per tutta la vita.
A causa della sua origine ebrea fu oggetto di persecuzioni costretta ad emigrare dapprima in Belgio poi Firenze ed infine negli Stati Uniti dove vi restò per ben 30 anni.
Ed è proprio li che attraverso studi approfonditi arrivò alla scoperta e all'identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa, una scoperta che le varrà il premio Nobel per la medicina nel 1986.
In un’intervista degli ultimi anni una domanda alla quale rispose fu se avesse avuto dei rimpianti nella sua vita da ultracentenaria e la sua risposta fu un NO deciso, bhè, come biasimarla: una donna con un coraggio ed una fermezza da fare invidia a chiunque, non poteva che essere fiera delle sue scelte e dei suoi traguardi.
Penso che ognuno di noi dovrebbe guardare a questa grande donna e prenderla ad esempio perché non è stata solo un genio della scienza bensì una dimostrazione di emancipazione e di ingegno, una neurologa che ha studiato la complessa macchina che è la nostra mente, una donna che era la mente di questo paese.

 

Erika Gottardi, editrice e direttrice di Woman & Bride, brillante e seguitissima blogger di moda, opinionista web tv, direttrice di produzione di shooting e campagne moda, esperta di wedding. Di origini austriache ma nata e cresciuta in Italia, nel 2010 fonda con Massimiliano Piccinno la casa editrice e agenzia di comunicazione Adv Press e debutta nel mondo dell’editoria con il periodico Woman & Bride, magazine di moda e lifestyle, presentando la nuova Testata con una conferenza inserita nel calendario collaterale di AltaRoma (2011).

Esordisce anche come presentatrice di sfilate, spettacoli, libri, conduce programmi web ed è testimonial per redazionali di moda. Nel 2011 avviene il matrimonio professionale con il Press Agent Emilio Sturla Furnò, che diventa da subito ufficio stampa di Woman & Bride e con il suo condirettore Massimiliano Piccinno, sono autori e produttori di eventi di successo, come il W&B Party (2012) William – lo Stile è Uomo (2012), I 6 Sensi del Lusso (2012) e, nel settore wedding del format For Real Wedding – From Woman to Bride. Dal 2013 collabora e scrive anche per il Blog Gossipchic di Grazia Pitorri.

Insomma, la moda e tutto il suo mondo, sono la sua passione. Ama il black & white oppure i colori vivaci ma predilige le tinte unite. Non è troppo amante delle fantasie a meno che non abbiano uno stile immediatamente riconoscibile nell’età della moda. Per la sera al mare ad esempio, potrebbe osare un lungo e colorato abito anni 70 portato rigorosamente con sandali con lacci e capelli sciolti e voluminosi.

Adora gli stili un po’ bon ton, anni ’50 e ’60. Impazzisce per vestiti ed accessori con le perle, tubini, abiti con gonne a ruota per i cocktail. Di giorno in ufficio veste comoda anche con un jeans a sigaretta, magari reinterpretato con una camicetta bianca. Adora i tacchi, non potrebbe mai rinunciarvi, li porta sempre. Poi ogni occasione ha ovviamente il suo outfit adatto e dunque via libera agli abiti lunghi e ricchi per i gala, agli abitini da cocktail per i party pomeridiani.

 

Erika-Gottardi-fashion-blogger

 

Colleziona abiti, accessori e bigiotteria vintage, e li predilige in ogni espressione. Ama anche lo stile moderno, ma sempre con un allure di eleganza, odia la trasandatezza, soprattutto odia piercing e tatuaggi. Fa un lavoro intenso ed una vita frenetica, ma mentirebbe se affermasse che la sua vita non le piace. È un esistenza percorsa in velocità, sicuramente anche in estrema precarietà, non sempre facile. Bisogna essere un po’ equilibristi, molto empatici e molto diplomatici, tuttavia quando poi il proprio lavoro è apprezzato e hai la stima e l’affetto di famiglia, amici e collaboratori, allora sei ripagata di qualunque sacrificio e fatica. E’ consapevole di essere stata fortunata, deve ringraziare i suoi genitori ed in particolare suo padre che le ha insegnato ad essere forte ad affrontare le gioie ed i dolori della vita. E’ innamorata dell’Amore, è una vera e propria romanticona che troppo spesso si è scontrata con la realtà, ma tutto serve.

 Quello che ha fatto o quello che vorrebbe fare? Nel primo caso ha lasciato una parte del suo cuore in Trentino. Sup nonno paterno era della Val di Cembra e quando ha la possibilità di tornare in quei luoghi e “respirare” quelle montagne è un po’ come se ritrovasse parte di se stessa. Il viaggio che vorrebbe fare? Due completamente differenti uno dall’altro: un mese di isola paradisiaca lontano da tutto e da tutti ed un mese negli Stati Uniti. Le sue ambizioni sono Serenità, Tranquillità e Felicità. Professionalmente è chiaro che non si trincera dietro ipocrisie e la meta è internazionalizzare al massimo il suo magazine. Per quanto riguarda la sua vita privata, mancano alcuni tasselli per essere completamente soddisfatta.

 

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L’alpinista altoatesina che a soli 23 anni conquista la vetta del Lhotse 8.516m. 

Tamara Lunger, grande sportiva, è nata a Bolzano in Alto Adige. E’ la prima di tre sorelle, genitori Margareth e Hansjorg, che è un appassionato alpinista e scalatore, cosi già da bambina Tamara entra in contatto con le montagne. Pratica tanti sport, tra i quali l’atletica leggera ed è per due volte vice-campionessa italiana nel lancio di disco, ma la sua passione la spinge sempre verso la montagna, cosicché nel 2002 inizia con lo scialpinismo e le prime gare scialpinistiche. Come membro della squadra nazionale riesce a vincere tanti titoli importanti, tra questi campionessa italiana nel 2006 e 2008; vice-campionessa nel 2007; vince la Pierra Menta nel 2007; e nel 2008 ed anche il titolo di campione del mondo sulla distanza lunga nel 2008. Dopo le numerose gare di sci alpinismo cerca nuove sfide in alta montagna. È proprio lì dove si sente a suo agio, dove si sente libera, dove vive una sensazione indescrivibile di gioia e di soddisfazione.

Lo scalare in montagna non è solo neve e roccia, per lei è una ragione di vita che le fa vivere in modo più consapevole, più intenso e più riconoscente ogni istante che può spendere in montagna. Ma la montagna per lei significa anche rendere una certa prestazione. Chi una volta ha annusato aria d’agonismo, cercherà per sempre di superare i propri limiti, di porsi nuove sfide e non importa che si tratti di un “più veloce”, un “più difficile” o un “più alto”. Poche donne vogliono affrontare le esigenze di una spedizione sulle vette più alte del mondo. Ma per Tamara Lunger non conta il misurarmi con altre alpiniste, ma bensí la sfida con se stessa. Che cosa sarà ancora capace a raggiungere, quanto difficoltoso può diventare il tutto, fino a che punto saprà sopportare gli sforzi fisici e psichici? Per un’atleta come lei, lo sconosciuto è ciò che non tutti fanno. Non solo la conquista di nuove vie e montagne mai scalate saranno le sue mete, ma Tamara vuole anche provare una combinazione tra lo scalare in quota e il base jumping, che è un sogno che ha da tanti anni.

 

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Già all’età di 14 anni aveva in mente il pensiero di scalare un ottomila e da sempre aveva una certa idea di come doveva essere. Esattamente così fu nel 2009 durante il suo primo soggiorno in Nepal. Da lì le cose erano chiare per lei ed era questo che voleva nel suo futuro e nient’altro. Sappiamo che le montagne sono una parte essenziale della sua vita. Se parla della montagna, si agita e sente la voglia di far di più. È una passione profonda dentro il suo cuore e la sua testa è la forza esecutiva e trainante che le fa credere in se stessa e nelle sue capacità. Ovviamente ci vuole anche tanto allenamento duro e la convinzione di poter compiere cose impossibili.
Anche se le sue imprese in montagna non vanno sempre a finire così come le vorrebbe lei, perché la montagna spesso ti pone dei limiti, sono comunque molto grata di ogni minuto che posso viverci. C’è sempre qualcosa di positivo dentro ogni cosa, la montagna istruisce e rimprovera, fa capire tante cose ed ogni tanto ferisce, ma ogni piccola cosa è sempre un arricchimento per la vita, ogni piccola cosa rinforza e fa maturare.
Tamara Lunger è una sognatrice. Diversamente dal solito Lei non si è però limitata a vivere i sogni solo nel mondo della fantasia, ma ha deciso di dare gambe ai propri sogni e lavorare duramente per trasformarli in realtà. Questa è infatti la differenza da chi vorrebbe e di chi vuole. Lei sa che non esistono sogni impossibili ma semplicemente ciò che cambia è il “come” e il “quanto” si deve lavorare per raggiungerli e concretizzarli. Tamara ha deciso di puntare molto in alto e dunque ciò che la aspetta è un duro ed intenso lavoro. Ma sarà il più bel modo per sentirsi viva ed autentica.

 

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Dani del Secco d’Aragona, giornalista iscritta all’ordine Nazionale dei Giornalisti della Lombardia, è stata responsabile della pagina Moda-bellezza e personaggi per la Gazzetta di Piacenza e di Lodi per oltre due anni. Ha organizzato e condotto dal 1983 al 1987, con il patrocinio della provincia di Milano, oltre 30 spettacoli, finalizzati al divertimento e alla cultura, presso la Sala Congressi della Provincia di Milano, sita in via Corridoni, con un pubblico di 2000 persone circa. Ha collaborato con diversi quotidiani italiani: l’Umanità, il Giornale, il Resto del Carlino, La Nazione e il Giorno. Nel 1990 ha partecipato (per 20 puntate) su Rete4 assieme ad Alessandro Cecchi Paone, al programma “Star 90”, ha condotto su TeleLombardia con il giornalista Cesare Lanza un talk show di grande successo in onda tutte le sere in seconda serata, ed altri programmi giornalistici sempre sulla stessa emittente . Nell’ottobre del 1991 ha realizzato una trasmissione per Tg2 Pegaso sui “Fasti Verolani”. Dal 1991 ha condotto con il noto giornalista Rai Romano Battaglia “Il Caffè della Versiliana” talk show prestigioso con ospiti internazionali, con grande successo di critica e pubblico televisivo.

Dani del Secco d’Aragona ha partecipato varie volte come ospite al “Maurizio Costanzo Show” e nel 1992 era a “Gente Comune” su Canale5. Sempre nel 1992 ha teatralizzato con i suoi talk show “La Caravella” di Forte dei Marmi, il “Boccaccio Club” nella provincia di Pisa con ben 16 spettacoli, il “Jackie’s O” di Firenze con grande sostegno della stampa. Sulla rete televisiva nazionale Cinquestelle ha partecipato come ospite fisso, giornalista, allo spazio bellezza del programma quotidiano “Mezzogiorno è”. Nel febbraio del 1992, per Rai2, ha condotto il “Premio Scirea” con il noto giornalista sportivo Gianfranco De Laurentiis. Il 6 maggio del 1992 al Palatrussardi di Milano ha presentato uno spettacolo di Arte Varia con un pubblico di 9000 persone. Nell’aprile del 1992 ha realizzato un talk show per la Banca Popolare di Lajatico (dove era vice-presidente Sandro Bocelli padre del grande tenore Andrea) ottenendo un grandissimo successo.  E' stata DOCENTE di DERMOCOSMESI presso la Libera Università Leonardo da Vinci di Roma presso la Facoltà di ESTETOLOGIA dove si laureò con 110 "cum laude" e pubblicazione della Tesi. Dal 2008 al 2009 è stata Responsabile della pagina Spettacolo della rivista “Fleming Roma”. Dal 1991 ad oggi è impegnata nella ricerca Dermocosmetica ANTI-AGING dove ha creato una Linea di Prodotti Anti-età per il VISO ed il CORPO apprezzata dai più noti DERMATOLOGI - MEDICI ESTETICI e CHIRURGHI PLASTICI - considerata l'ECCELLENZA in campo Dermocosmetico.

 

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Definita e seguita nelle sue uscite mondane per l’inconfondibile stile glamour ma sempre chic e di gran classe e per questo definita un’icona di stile ed eleganza le cui radici risalgono al tempo in cui l’imperatore Settimio Severo (III sec. d.C.) proclamò patrizio il suo primo antenato Rachimiro detto “ il Secco”. Il “leitmotiv”, nonché preminente interesse della sua vita, è, e resta , la comunicazione data la predisposizione e l’innata capacità di coinvolgere e fondere in una magica alchimia le più importanti personalità del mondo dell'arte, cultura, politica e spettacolo. Dal 10 Ottobre 2012 è ospite su Rai 1 ad UNOMATTINA ROSA, come critico del costume, con frequenza bisettimanale.

Con duemila anni di Storia alle spalle e con una dinastia Eccellente la Marchesa Dani del Secco d'Aragona, indiscussa Icona di Stile Classe ed Eleganza e ormai per tutti La Regina dell'Alta Società Romana, ma questo appellativo secondo noi le va un po' stretto, specialmente dopo i grandi successi di pubblico ad UNOMATTINA ROSA (in veste di Giornalista e Critico di costume) è ormai amata ed ammirata da Nord a Sud. Altissima, Bionda Platino e con uno sguardo ed un sorriso ricchi di fascino è la Donna che ci fa sognare.
Generosità, umiltà dell'animo e Solidarietà per chi è meno fortunato di noi sono la sua ragione di vita… come ogni brava "sovrana". Gli Amori della sua vita: Ludovica la splendida figlia ventiseienne (laureata in Giurisprudenza con 110 e Lode) prossimo Avvocato e i suoi cinque meravigliosi cagnetti…
Comunque per Amore e Ammirazione è ormai per TUTTI Semplicemente: LA MARCHESA. 

 

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