28 Mag

Amore che vieni, amore che vai. Quando certi ritorni risultano indigesti più del cetriolo

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Amo il senso di pace universale nell’appurare che certi meandri oscuri e insondabili del proprio stare al mondo trovino riscontro nella fisica matematica. Per noi animi instabili, dispersivi e totalmente distanti dall’esattezza della scienza esatta, sapere che il nostro comportamento psicomotorio e certe discutibili manifestazioni d’essere siano oggetto di studio e compaiano tra le pagine di autorevoli trattati è oltremodo confortante.

Ad esempio: se il battito d’ali di una farfalla può causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano (teoria del caos… Che spiegherebbe l’essenza essente della mia persona senza alcun bisogno di verifica), se è dunque vero che l’impercettibile spostamento d’aria causato dallo sfarfallio di un insetto è in grado di generare una reazione a catena….

Allora dev’essere tutto cominciato da un mio starnuto.

Banale sabato mattina in cui esco e me ne vado a fare una passeggiata, approfittando del fatto che c’è il sole e c’è anche il mercato, e forse riesco a trovare la maglietta mimetica dai cinesi, a meno del prezzo sul cartellino, perché mi conoscono e mi fanno pagare giusto per pro forma.

Banale sabato mattina in cui, tornando indietro, decido di passare all’edicola della coop per comprare quotidiano, rivista e crucirelax.

Ed è appena uscita dall’edicola che il familiare pizzicorino alla gola e al naso mi induce ad assumere la posizione “blocca- starnuto”, per evitare di innaffiare il malcapitato di turno.

Ed è lì che mi sento chiamare. Vagamente. Non ci faccio caso, persa nel vociare della folla del sabato mattina. Convinta che l’allergia alla primavera mi abbia intasato anche le orecchie.

Invece no, chiamano proprio me.

Mi giro, e c’è Lui. No, non l’ultimo lui che mi ha fatto piangere, ma quello prima (pianto più, pianto meno. Insonnia più, insonnia meno). Quel Lui che per sei mesi mi ha dichiarato amore, quel Lui di cui ho visto le lacrime, quel Lui che non poteva fare a meno di me, quel Lui che mi ha chiamata Amore martedì, per poi sostituirmi il mercoledì, con un sms.

Quel Lui che questo sabato mattina mi chiama per cercare un dialogo civile di circostanza, non ritenendosi di meritare le ingiurie che gli ho risposto via sms al suo congedo, quel mercoledì settembrino. Quel Lui dall’atteggiamento spavaldo e strafottente, che però non riesce a non guardarmi negli occhi senza tradire tutt’altro. Quel Lui che non lascio nemmeno finire di concludere il suo sproloquio, alzo i tacchi e me ne vado.

 

come-lasciare-ragazzo

 

Sempre quel Lui, fidanzatino felice da sette mesi, che tempo un paio d’ore dopo il nostro incontro fortuito torna a cercarmi con sms e mail.

Quel lui convinto che tutto gli sia dovuto, che tutti (io, nella fattispecie) debbano dimostrargli qualcosa.

Quel Lui che non può fare a meno di parlare solo di se stesso, senza curarsi di avere davanti una donna. Che rimpiange “i bei vecchi tempi”, ma intanto se ne starebbe volentieri con i piedi in due staffe. Che “vorrebbe annusare ancora il mio profumo”.

Mio caro M., l’Amore non è giocare a fare i fidanzatini; non è accrescere la tua Maschia Virilità accompagnandoti a donne-accessorio, salvo poi disprezzarle e cercare “Una vera Donna”. L’Amore non sono i fine settimana ad Abano Terme, ma sopportare (e A-M-A-R-E) la faccia stropicciata dei giorni no. l’Amore è una guerra e fa soffrire, ma che soddisfazione conquistarlo dopo aver lottato. Che peccato, come mi dispiace pensare che tu non conoscerai mai quanto sia bello amare davvero.

E se al tuo fianco vuoi una donna che ti assecondi e ti dica sempre sì, beh, ce l’hai già.

E non sono io.

 

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Letto 2512 volte Ultima modifica il Martedì, 28 Maggio 2013 11:01
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Martina Vecchi

È difficilissimo definirmi, ho un carattere confuso e contraddittorio, faticoso da gestire perché spesso impenetrabile. Forse perché sono dei gemelli? Una spada di Damocle che mi accompagna da sempre!

Quel che so è che amo scrivere, tantissimo, e leggere, e camminare e camminare per ore e chilometri. Amo tutta l’arte, sono una persona molto (troppo!) mentale e riflessiva, mi piace la comunicazione, e, ahimè… Lo shopping! Dovrei aprire una succursale perché il mio armadio comincia a scricchiolare…

Non sono una nottambula, amo le serate casalinghe in compagnia di un buon libro o di un film, e del mio orsacchiotto preferito. Sono una coccolona e mi lego profondamente a tutto e tutti, cose, persone, situazioni, profumi. Amo perdermi nella quotidianità delle piccole cose rassicuranti, e questa è la mia vera ambizione, trovare la serenità qui e ora.