09 Apr

La verità, vi prego, sull'amore online (e sulla lotta coi cinghiali)

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Scusatemi. Scusatemi davvero se prendo in prestito le parole del titolo di una celebre poesia di W.H. Auden, così bella, così romantica. È che sto cercando di capire. Stavo notando che molti adolescenti intorno a me, figli o nipoti di conoscenti, cugini più piccoli, vivono una storia d'amore fuori regione. Macinano chilometri per incontrare e vivere questa relazione con la ragazza che hanno conosciuto in chat o su social network. Da un lato va dato loro atto che si impegnano come fossero adulti: il fatto stesso di affrontare a volti lunghi viaggi, di mettere in secondo piano tutto il resto, la scuola in primis (anche se questa per molti non è poi una gran difficoltà), significa che questi ragazzi credono davvero nel sentimento che stanno vivendo. Sebbene probabilmente torneranno a viverlo migliaia di volte fino alla persona giusta. Però allo stesso tempo, forse non ci si può impegnare a fondo in una relazione a distanza, perché non si vivono molte delle dinamiche che segnano al tempo stesso la fortuna o la sfortuna di una storia.

Poi ci sono le amiche ultraquarantenni che ti dicono che ormai Internet è l'unica maniera per conoscere gente nuova. E te ne stupisci. Perché guardi le loro vite, che sono piene di amici di compagnie diverse, di interessi oltre al lavoro, come l'arte, il teatro, la musica. Interessi che aggregano e ti portano in luoghi diversi con persona diverse, nuove, sconosciute, da conoscere. Per queste donne, Internet è solo un mezzo semplice per sentirsi corteggiate e a mio avviso si sottovalutano, perché è solo di persona che si può vivere la loro autentica bellezza, non quella che proiettano dietro uno schermo. A volte però finisce bene, soprattutto se la relazione non è a distanza.

 

come-innamorarsi-in-chat


Tutti subiscono il fascino di Internet e l'idea di incontrare persone nuove non è un male assoluto, l'importante è sempre discernere. Qualche settimana fa ho ricevuto un SMS. Qualcuno aveva trovato il mio numero nella rubrica e chiedeva chi fossi. Non avevo quel numero e ho richiamato, magari era una cosa di lavoro. Invece, era un ragazzo che avevo conosciuto su Splinder una decina di anni fa. Un ragazzo strano che dal primo momento si era detto innamorato di me. E sembrava anche interessante. Non fosse che raccontava un mucchio di balle. Una volta mi raccontò di essere andato in campeggio con il suo istruttore di arti marziali, di essersi svegliato di notte per un bisogno corporale e di essersi trovato faccia a faccia con un cinghiale inferocito. Ma il cinghiale, impossibilitato a sostenere il suo sguardo particolarmente profondo, era fuggito. La morale? Internet è un passaggio obbligato oggigiorno per provare sentimenti, soprattutto quando si ha un problema di autostima. Ma quando si sentono certe cose, forse è meglio scappare, un po' come ha fatto il cinghiale.

 

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Letto 2442 volte Ultima modifica il Martedì, 07 Maggio 2013 16:44
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Angela Leucci

Journalist, writer, go-go dancer, snake charmer, gay icon.

Sito web: https://angelaleucci.blogspot.com