22 Mar

Quei rapporti impossibili da spiegare

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Non sappiamo cosa è ma non riusciamo a farne a meno. 

Cari lettori e lettrici, stasera non ho voglia di annoiarvi con argomenti di cronaca o di attualità. Siamo cosi tanto presi a pensare a quanto ci accade intorno, che talvolta ci si dimentica cosa significa vivere. Perciò tirando un sospiro di fiato, sollecitata da un disco messo su dei Pink Floyd, ho scelto di trattare in poche righe dei momenti magici in cui c’imbattiamo talvolta per caso, ma destinati a diventare ricordi indelebili per tutta la vita. Ho scelto di rivivere uno dei miei e di farlo con voi.
Era una di quelle sere in cui stare comodamente a casa in pantaloncini mangiando pop corn e guardando un film. Alla tv stavano dando il mio preferito, Batman il Cavaliere Oscuro. 
Dovevano essere le 23 30 quando la segreteria telefonica iniziò a ricevere messaggi. “Dove sei? Devo parlarti...”
Non avrei mai voluto scomodare il culo dal mio divano, se non fosse stato per quella inaspettata telefonata. Declinai l'invito di tre o quattro volte, al quarto rifiuto era già sotto casa. Riagganciai il ricevitore e lo raggiunsi. Era mezzanotte, ed io mi trovavo a bordo di un Audi nel sedile posteriore, che toccava i 160 km. Lui era bello come me lo ricordavo, l'aspetto di figlio di puttana non l'aveva mai perso, sicuro di sè, impavido, guidava, padroneggiando il sedile anteriore. A fianco un tizio, avremmo dovuto accompagnarlo all’ areoporto. Pensai dentro di me che diavolo stesse succedendo, che ci facevo in quell’auto e a quell’ora, facendo fatica a seguire i loro discorsi. Sentivo il mio cuore battere sempre più forte, le gambe tremare cosi mi adagiai sul sedile, quasi a distendermi del tutto. Lo sorpresi più volte guardarmi dallo specchietto retrovisore. Mi sentivo come una lepre abbagliata dai fari di un auto combattuta tra scappare urlando dalla paura o saltargli addosso. Mi sentivo una quattordicenne in preda alla sua prima cotta. Giorgio mi faceva quell'effetto, sempre. Gli chiesi se fosse un sequestro, rispose di no. Finalmente arrivammo il tizio scese dall’auto, lasciando la portiera aperta, in modo che salissi a prendere il suo posto e ci avviammo nel cuore della notte.
Rimanemmo soli. Mi domandò dove volessi andare, il che era abbastanza strano dal momento che era stato lui a chiedermi di uscire. Il chiaro di luna tradiva i suoi occhi i rivelandone le espressioni, le intenzioni . Arrivammo in una strada costeggiata da case e auto. Accostando spense il motore e d ‘improvviso mi chiese: “Come si fa vincere la rabbia”? Era un pugile, mi domandai quante volte aveva lottato contro di sé per controllarsi per controllarla e vincerla. Accennai "la boxe non è abbastanza?". 

 

rapporti-difficili-da-spiegare


“No. Mio padre non c’è più e io ho preso in mano la sua azienda. Me ne sono andato da casa che non sopportavo più mia madre e mia sorella chiedermi sempre di più nonostante io mandassi avanti la baracca.”- E dove vivi adesso?” "Da mia nonna da sei mesi. Tu sei l’ unica persona che c’è sempre, ci sei sempre. Tu scrivi delle cose che mi leggono dentro. Tu mi leggi dentro, e nessuno l'ha mai fatto prima“.
Rimasi in silenzio, quando posai di nuovo i miei occhi su di lui i suoi erano pieni di luce, forse brillavano per riflesso dei miei, forse di luce propria. D’improvviso la sua mano mi accarezzò il mio viso , sapevo che voleva di più , e forse anch’io. Mi baciò.
Esitai, per un attimo. Ma al secondo bacio la resa fu inevitabile.
Ci stavamo amando eppure riuscivo a sentire una musica. Mi sentì trasportata da lui tra le dolci note di un valzer. Immaginai un’ampia sala dai grandi lampadari e lui in tait a mani protese avanzarsi verso di me. Il mio corpo seguì il suo corpo, i miei movimenti i suoi.
Mi abbandonai alle sue braccia, a quella danza. Ballammo e ci amammo per tutta le notte , sotto gli occhi della luna.

 

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Grazia Spano

Nasce nel capoluogo siciliano il 24 Febbraio del 1983, si laurea presso la facoltà di Scienze Politiche di Palermo indirizzo Studi giuridici comunitari internazionali. Attraverso la partecipazione a convegni e meeting poi ha da sempre sostenuto attivamente in collaborazione con Amnesty International la promozione dell'abolizione delle torture ,delle mutilazioni genitali femminili , e di ogni altra forma di violazione dei diritti umani dedicando la sua prima tesi allo stupro come arma di guerra, come crimine internazionale. Parla italiano , inglese, francese e russo e la sua passione è la scrittura.Tra i suoi contributi,inoltre un trattato di sociologia della devianza "BDSM vite al confine" frutto dell'osservazione e dell'impegno nella ricerca nell'ambito del fenomeno dell'erotismo estremo.

Sito web: www.facebook.com/grazia.spano.104