(Dinamiche quotidiane di coppie in equilibrio)

«Tesoro dove hai messo i calzini?»
Sono sicura che molte, quasi tutte - mogli compagne conviventi e coinquiline - avranno sghignazzato, alcune anche tremato, altre ancora avuto un moto di insofferenza, nel sentirsi rivolgere questa domanda, che, ebbene sì, credo sia la domanda tipo più comune fra quelle che ogni moglie compagna convivente e coinquilina, prima o poi, si è sentita rivolgere dal proprio uomo.

- Tesoro, dov'è il pullover di cachemire (i calzini a rombi, la camicia bianca, la felpa blu con il cappuccio, la giacca di tweed, il costume a righe: insomma, sostituite pure a scelta con l'indumento che preferite, tanto non ha alcuna importanza, cambierà solo il cassetto ma non il risultato) che mi ha regalato mia madre a Natale?
- Nel cassetto, tesoro.
- Quale cassetto?
- Il tuo cassetto dei maglioni, amore.
- Non c'è…
- Guarda bene, cucciolo adorato.
- Non lo trovo…
- Sei sicuro, luce dei miei occhi?
- Ho guardato in tutti i cassetti, non c'è - finirà per rispondere lui con tono stizzito e probabilmente anche leggermente alterato.

A questo punto la lei di turno, a volte anche un po' sbuffando (lo sbuffo cresce in proporzione al numero di mesi o anni di convivenza e al numero delle volte in cui la scenetta si è ripetuta)

1) abbandona il ferro da stiro,
2) si alza dal divano a due pagine dalla fine del giallo che sta leggendo,
3) molla il di lui erede con la bocca spalancata proprio nel momento in cui con il cucchiaio volante l'ha costretto ad aprirla,
4) si disinteressa del risotto un minuto prima della mantecatura,
5) si allontana dalla tv nel momento esatto in cui Carlo Conti svela la parola della ghigliottina,
6) varie ed eventuali

e si avvia trionfante, con la medaglia d'oro già al collo, al cassetto in questione e, praticamente a occhi chiusi, estrae dal cassetto - quel cassetto - l'oggetto del desiderio dell'estraneo con il quale convive da tempo e glielo porge con un sorrisetto ironico.

- Dov'era? - Chiederà lui con gli occhi da cernia bollita in attesa della maionese.
- Nel cassetto, amore - Risponderà la lei di turno ancora indecisa se scegliere di abbandonarsi al momento di gloria e fare la ola o all'avvilimento totale e tornare mesta all'occupazione precedente.
In ogni caso la considerazione finale più probabile potrà essere una frase del tipo «Prima non c'era».

 

 

Oppure, se invece avrete la fortuna di avere un coinquilino che nel fine settimana si diletta in cucina, il dialogo più o meno potrebbe essere di questo tipo:

- Amore, dov'è il minipimer?
- Al solito posto, tesoro.
- Quale?
- Lo sportello vicino a quello delle pentole…
- Ah.

E da quell' - ah! - vi renderete immediatamente conto che lui non ha la minima idea di quale sia «lo sportello vicino a quello delle pentole»; anzi, a pensarci bene, qui il dubbio vi attanaglia, è molto probabile che non abbia nemmeno idea di quale sia lo sportello delle pentole: sarà per questo che quella volta su cinquanta in cui svuota lui la lavastoviglie al vostro posto, il giorno dopo, per voi è giorno di caccia al tesoro?

[Alberto Sordi, al quale i giornalisti chiedevano per quale motivo non si fosse mai sposato, si divertiva a rispondere «E che mi metto un'estranea in casa?»]

Ah, dimenticavo:
I fatti e i personaggi rappresentati nel seguente articolo sono unicamente frutto della fantasia dell'autrice. Ogni riferimento o identificazione con persone reali è puramente casuale.

 

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Letto 3286 volte Ultima modifica il Giovedì, 21 Marzo 2013 18:34
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Patrizia Ferrante

La Pitta è una dritta con i capelli a spaghetto lunghi come un vialetto. Potrebbe raccontare a tutti che ha lavorato più di venti anni per la pubblicità, potrebbe dire che ha visto l’uomo atterrare sulla luna e che ha passato più di cinquemila minuti a guardare ogni genere di film con grande passione.

 

Già, potrebbe.

 

Ma la Pitta è troppo modesta. Alla Pitta piace: arrivare sempre alla fine di un libro, leggere i titoli di coda fino a quando non si accendono le luci in sala, bere tè appena sveglia, segnarsi i titoli delle canzoni da sentire almeno una volta nella vita, ascoltare i discorsi che le persone fanno quando sono al ristorante e “Il favoloso mondo di Amélie”, ma questo l’avevate già capito.

Sito web: uominidiunavolta.altervista.org/