31 Gen

Riflessioni semi-serie sul vero uomo

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Rapporto Uomo/Donna. Cronaca di due mondi all'opposto. 


Sara: «… Non li incontri tutti tu, è la madre che genera gli sfi***i che non è mai diventata sterile!»
(da uno scambio di SMS tra me e la mia amica Sara)
Cari uomini,
se siete orgogliosi/permalosi/suscettibili/vulnerabili/irritabili/schifiltosi/fighetti/radical chic/esistenzialisti e/o sensibili alle donne che esprimono opinioni sul vostro conto, astenetevi dalla lettura di queste righe. Anzi, no: leggetele! Leggete tutto, vi prego!

Premetto che:

1) Non sono un’accanita femminista o, per lo meno, mi ritengo incline a considerare pregi e utilità del sesso forte, e a osservare con occhio critico e, (per quanto possibile), imparziale la comportamentistica non sempre geniale della femmina donna;
2) Non mi piace generalizzare, lo trovo indice di superficialità e scarsa attitudine speculativa, nonché ottusità e qualunquismo (talvolta però cado in errore e, ahimè, generalizzo);
3) Non ho mai tangibilmente subito particolari offese/oltraggi/danni morali e/o materiali da parte del maschio, ma:
4) Sono ipersensibile e iperattenta ai dettagli e alle sfumature, perciò svariati atteggiamenti maschili profusi nei miei riguardi hanno avuto sul mio stomaco la precisione di un taglio da stiletto;
5) Purtroppo per me (non so per gli altri, ma di sicuro per me) appartengo a quella categoria di donne (e spesso mi ritengo talmente rimbambita da pensare di essere l’unico esemplare di quella categoria) che hanno nei confronti del maschio uomo quell’istintivo, profondo, disinteressato, cieco e sordo quanto demenziale spirito da crocerossina che le porta a calpestare miseramente orgoglio e amor proprio (sempre che esistano, nei recessi dell’intestino) essendo presenti sempre e comunque, giorno e notte, sane o col virus intestinale, allegre o tristi, nevrotiche o spensierate, con una remissività e una flessibilità che rasentano il servilismo, ricoprendo il loro maschio di attenzioni (non richieste spesso, ma le attenzioni devono essere così: non richieste!), a cucinare per lui manicaretti degni di Gualtiero Marchesi, a mollare tutto ciò che stanno facendo per correre da lui con qualsivoglia condizione atmosferica, fino a regredire a un livello intellettivo pre-animale, insomma: la donna-zerbino.

 

aneddoti-divertenti-uomo-donna

 

Fatte queste dovute premesse, ho necessità di parlare a cuore aperto a tutti i ragazzi intorno alla trentina (restringo il campo, tanto per non generalizzare, appunto) che interagiscono con giovani donzelle apprestandosi a cimentarsi in una, chiamiamola, amitié amoureuse, per capirci, il preludio a una storia. Dal basso della mia scarsa esperienza e delle mie risibili vicissitudini, ho notato ciò:
• Corteggiate sottilmente una ragazza da sei mesi, timidamente e discretamente e, con encomiabile sprezzo del pericolo, riuscite a ottenere il suo numero. Bene, allora questa ragazza vi piace. E se questa ragazza vi piace, perché:
- la chiamate la mattina di Natale suggerendo velatamente una romantica passeggiata pomeridiana sotto la neve, e poi sparite lasciando sfumare la proposta;
- concordate un fugace saluto e un caffè all’uscita dal lavoro, e poi declinate adducendo l’irrinunciabile pisciatina del cane, seguita da irrinunciabile pennichella pomeridiana?

• Dichiarate di poter spostare le montagne per la ragazza che corteggiate intensamente da parecchio tempo, e riuscite (quasi) a ottenere la sua fiducia. Vi dichiarate gelosi e possessivi, promettete impegno, amore e attenzioni CO-STAN-TI, pretendendo indietro il doppio. Ma allora perché:
- sparite per due intere settimane, senza rispondere agli sms e alle chiamate (anzi, staccate pure il telefono!) e tornate con una nonchalance imbarazzante e improbabili spiegazioni astrologiche, giustificando l’assenza come uno dei vostri numerosi episodi di Luna (essendo del Cancro)?

• Avete un ascesso e la guancia destra come una zampogna per colpa dell’orrido dente del giudizio, con relativo rialzo febbrile. La vostra quasi fidanzata, impietosita e costernata, si precipita in farmacia a comprare il gel antinfiammatorio e ve lo porta direttamente sul posto di lavoro, incurante della deontologia professionale e del rapporto cliente/cassiere. Allora perché voi:
- afferrate il sacchetto sputando un “grazie” rinsecchito (ok, state lavorando, però…);
- non vi premurate nemmeno di comunicare l’avvenuta o meno utilità del summenzionato gel antiflogistico?

• Finalmente una serata tranquilla da trascorrere insieme! Dopo quasi un mese di lontananza causa lavoro/studio vi concedete una pizza e un cinema soli soletti. Lei vi è mancata terribilmente (stando alle dichiarazioni del vostro cuore traboccante), ma allora perché… La fate aspettare TRE QUARTI D’ORA (addio pizza, addio cinema) e, al ventisettesimo squillo, richiamate dicendo di essere dalla parte opposta della città a recuperare un amico rimasto a piedi con la macchina?

• Le fate un’improvvisata a un orario improbabile e lei rischia la rottura del femore nel tentativo di infilarsi i jeans/pettinarsi/truccarsi con una pantofola sì e una no scivolando sul parquet, per rendersi un minimo presentabile. Ma allora perché… A una sua timida richiesta di vedersi per un’uscita non pianificata le rispondete che avete “il reflusso gastroesofageo” e “non me la sento di uscire, mi prendo un Maalox e mi butto sul letto” (testuali parole)?

Ma soprattutto: PERCHE’ NOI ALTRE SI CONTINUA A DARVI RETTA?

Ultime considerazioni: sono stata prolissa, lo so, ma ho un’aneddotica fiorente da cui ho estrapolato solo alcune chicche, avrei potuto continuare a oltranza. Ragazzi maschi, vi prego: vabbè, siamo sfiancanti, contorte, complicate, pedanti, ossessivo-compulsive, isteriche e schizoidi, ma… SANTA POLENTA, SVEGLIATEVI!

Ps. Donne, ditemi che almeno una volta nella vita vi siete riconosciute in situazioni del genere…

 

e se trovare l'uomo giusto dipendesse da noi?

 

Letto 4743 volte Ultima modifica il Martedì, 05 Febbraio 2013 11:35
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Martina Vecchi

È difficilissimo definirmi, ho un carattere confuso e contraddittorio, faticoso da gestire perché spesso impenetrabile. Forse perché sono dei gemelli? Una spada di Damocle che mi accompagna da sempre!

Quel che so è che amo scrivere, tantissimo, e leggere, e camminare e camminare per ore e chilometri. Amo tutta l’arte, sono una persona molto (troppo!) mentale e riflessiva, mi piace la comunicazione, e, ahimè… Lo shopping! Dovrei aprire una succursale perché il mio armadio comincia a scricchiolare…

Non sono una nottambula, amo le serate casalinghe in compagnia di un buon libro o di un film, e del mio orsacchiotto preferito. Sono una coccolona e mi lego profondamente a tutto e tutti, cose, persone, situazioni, profumi. Amo perdermi nella quotidianità delle piccole cose rassicuranti, e questa è la mia vera ambizione, trovare la serenità qui e ora.